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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Ripostiglio monetale di piazza San Giovanni

Durante lo scavo per la ripavimentazione della piazza san Giovanni, nell’area a nord del Duomo, è venuto alla luce un vero e proprio tesoretto occultato nei tumultuosi primi anni dell’occupazione francese.


Lat: 45.073619 Long: 7.685525

Notizie dal: 1536 - 1538

Ritrovamento: 12 Settembre 1996 - 13 Settembre 1996
Ritrovamento del tesoretto

  • Indice

Il fortunato e fortuito ritrovamento del tesoretto monetale è avvenuto tra il 12 e il 13 settembre 1996 nello scavo che la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte stava effettuando nell’area a nord del Duomo. Durante lo svuotamento delle cantine di un’ala del Palazzo Vecchio di San Giovanni, demolito alla fine del XIX secolo, è emersa, nel pavimento di terra battuta, una buca in cui erano stati accuratamente sistemati, uno sull’altro e accostati tra loro per l’imboccatura, due vasi entrambi pieni di monete. Il piccolo tesoro deve essere stato occultato dal proprietario tra il 1536 e il 1538, durante il primo turbolento periodo dell’occupazione francese a Torino, un momento di grande difficoltà per la città a causa della carestia e del permanente stato di conflitto con l’esercito occupante.

Il recipiente cilindrico invetriato era riempito da otto strati sovrapposti e disposti regolarmente di testoni, mezzi testoni e cornuti d’argento di Savoia, Francia, Portogallo, Milano, Asti, Genova, Casale, Mantova, Lorena e San Gallo. Il vaso privo di rivestimento, invece, conteneva una massa difficilmente smontabile di monete in biglione. Il piccolo nucleo che è stato possibile separare è interamente composto da quarti di grosso di Carlo II di Savoia (detto il Buono, Chazey 23 giugno 1489 – Vercelli 17 agosto 1553, duca di Savoia, principe di Piemonte e conte di Aosta, Moriana e Nizza dal 1504 al 1553). Il gruzzolo, nel suo insieme, era formato da 914 testoni, 117 mezzi testoni e cornuti e circa 6500 pezzi di biglione, per un valore complessivo che doveva aggirarsi intorno ai 270 ducati d’oro. Un rinvenimento eccezionale quindi, che è anche uno dei più ricchi complessi numismatici della prima età moderna arrivato integro fino ai giorni nostri.

  • Bibliografia
  • Fototeca
  • Ente Responsabile
  • Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie