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Scheda: Luogo - Tipo: Monumenti, lapidi e fontane

Lapide dedicata ad Antonio Banfo e Salvatore Melis

La lapide, in memoria di Antonio Banfo e di suo genero Salvatore Melis, è collocata in corso Novara 20b, nel luogo dove furono uccisi il 19 aprile 1945.


CORSO NOVARA 20/C

Realizzazione: Settembre 1945 - Ottobre 1946
Collocazione della lapide

Restauro: 2011
Intervento conservativo a cura del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale

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  • lapide
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  • lapidi resistenza
  • Antonio Banfo (1900- 1945)

    Nato a Torino il 23 febbraio 1900. Operaio alla Fiat Grandi Motori, abitante in via Scarlatti 4. Dopo una giovanile militanza nel movimento anarchico, aderì nel 1921 al Partito comunista d’Italia. Arrestato nel 1931, venne condannato dal Tribunale speciale a tre anni di carcere per ‘attività sovversiva’; venne scarcerato nel novembre 1932, in seguito all’amnistia per il decennale del regime. Nel 1936 maturò la sua conversione religiosa alla fede evangelica, fino a ricevere il battesimo nel settembre di quell’anno presso la Chiesa cristiana evangelica dei Fratelli di via Virle. L’impegno religioso si coniugò con la sua militanza politica clandestina. Durante la resistenza ebbe un ruolo importante nel movimento comunista della Fiat Grandi Motori. Dopo lo sciopero insurrezionale del 18 aprile 1945, nella notte venne prelevato da militi fascisti repubblicani nella sua abitazione con il genero Salvatore Melis e con lui ucciso in strada (Asct, scheda anagrafica; Aisrp, Banca dati Partigianato piemontese; Mario Dal Fiume, Il mio processo. “Provocatio ad populum”, Torino, Sanpieri, 1947; R. Luraghi, Il movimento operaio torinese durante la resistenza, cit., p. 358; Enciclopedia dell’antifascismo e della Resistenza, Milano, La Pietra, 1968, vol. I, p. 234; Emmanuela Banfo, Asio Ristori (a cura di), Antonio Banfo. Vita e morte di una voce torinese, Torino, Ananke, 1998) (1)

    Salvatore Melis (1917 - 1945)

    Nato a Ierzu, in provincia di Nuoro, il 14 marzo 1917, operaio alla Fiat Grandi Motori. Genero di Antonio Banfo per averne sposata la figlia maggiore, sappista del 4° settore (Aisrp, Banca dati Partigianato piemontese) (1)

    Note

    (1) Testo tratto da Adduci, Nicola [et al.] (a cura di), Che il silenzio non sia silenzio. Memoria civica dei caduti della Resistenza a Torino, Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà - Istoreto, Torino 2015, pp. 120 - 121

     

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • Asct, Archivio Storico della Città di Torino
    • Aisrp, Archivio dell’Istituto piemontese per la storia della resistenza e della società contemporanea
    • Ente Responsabile
    • Istoreto
    • MuseoTorino
    • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà