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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Torri Pitagora

Una rilettura torinese del tema delle residenze alte.


Lat: 45.041069898809894 Long: 7.633470296859741

Costruzione: 1964 - 1965

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  • mostra contemporanea
  • In una zona della città che dal secondo dopoguerra inizia a saturarsi rapidamente, gli architetti Sergio Jaretti (1928) ed Elio Luzi (1927-2006) disegnano un complesso di edifici per residenze e commercio per l’impresa Manolino (per la quale progettano negli anni cinquanta la Casa dell’Obelisco ai piedi della collina torinese), proprietaria dell’area che si affaccia sull’incrocio tra i corsi Siracusa, Orbassano e Cosenza. Sfruttando gli indici di cubatura disponibili, gli architetti torinesi progettano due torri dal volume crescente in altezza che si ergono da un basamento porticato dove hanno sede i negozi. Ampi terrazzi, uso decorativo dei giunti tra i mattoni utilizzati come rivestimento esterno, impiego del vetro retinato per i parapetti dei balconi sono tra gli elementi formali che caratterizzano l’opera, particolare soprattutto per l’autonoma interpretazione del tema delle case alte. Segno emergente in un contesto perlopiù privo di coerenza di impianto, rispetta la continuità sul filo strada mentre tende a sfrangiarsi in altezza. A ciò corrisponde la scelta di accrescere i volumi delle due torri di altezza differente nei piani superiori, più appetibili dal punto di vista del mercato immobiliare, svuotando invece i piani bassi su pilotis, dove le attività commerciali occupano un basamento a doppia altezza.

     

    Analisi architettonica

    Il fulcro dell’aggregazione è costituito dal vano scala emergente, attorno a cui la distribuzione delle unità abitative si compone liberamente, secondo schemi planimetrici diversificati. Alla varietà in pianta, che consente un utilizzo convincente dell’illuminazione esterna e, insieme, di soddisfare le richieste della clientela, corrisponde la varietà dei prospetti, in graduale trasformazione dal basso in alto, con piani ripetuti e accorpati secondo la sequenza 4-3-2. Alla struttura in calcestruzzo armato a vista corrisponde il tamponamento in mattoni paramano apparecchiati di coltello, secondo la scelta decorativa – consueta per gli architetti soprattutto negli edifici realizzati con l’Impresa Manolino – di mostrare l’incavo, tradizionalmente destinato ad accogliere la malta, quale elemento dal forte carattere decorativo. Altri particolari costruttivi, come le ringhiere in vetro retinato agganciate alle pareti tramite staffe, costituiscono un’ulteriore testimonianza, all’interno di un cantiere edilizio per altri versi pienamente industrializzato, di un approccio liberamente “artigianale” e del linguaggio, singolare e fortemente personalizzato, della coppia di architetti, protagonisti di una felice collaborazione ventennale fino al 1974.

    Note

    Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
    TORRI PITAGORA
    Corso Siracusa 152, 154, 158, Piazza Pitagora

    Case di abitazione.
    Segnalazione di edifici residenziali a torre di interesse documentario, interessanti esempi di architettura residenziale contemporanea.
    Progetto di Sergio Jaretti e Elio Luzi del 1964.

    L'Architettura - Cronache e Storia, 1966, n. 131; Baumeister, 1967, n. 5; L'Architecture d'Aujourd'hui,1968, n. 139.
    Tavola: 64

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