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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Casa della Società anonima per la fabbricazione di case in Torino anche ad economico domicilio di operai, escluse le soffitte

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Opera della prima società costruttrice fondata a Torino, l’edificio fu avviato nel 1854 fra le vie Guastalla, Santa Giulia, Buniva e suddiviso in soluzioni diversificate in modo da evitare forme di segregazione degli operai e favorire contatti di tipo interclassista.


Lat: 45.070141 Long: 7.69796

Costruzione: 1854

  • Indice
  • Categorie
  • abitazione
  • edilizia popolare
  • La «Società anonima per la fabbricazione di case in Torino anche ad economico domicilio di operai, escluse le soffitte» fu costituita nel 1853 su iniziativa di Filippo Cambiaggio, un imprenditore di origine genovese che dopo aver realizzato lauti guadagni nel settore della siderurgia aveva cominciato a investire in abitazioni per i meno abbienti. Nell’anno seguente fu avviato quello che sarebbe rimasto l’unico stabile, oggi non più esistente, progettato dagli architetti Giuseppe Leoni e Giuseppe Adamini (entrambi attivi a Torino nell’età della Restaurazione) fra le attuali vie Guastalla, Santa Giulia e Buniva. Esternamente l’edificio era improntato a un’estrema semplicità, ispirata a un rigore di ascendenza neoclassica, a cui recava omaggio il frontone di coronamento, arricchito da un orologio quasi a voler riprendere la funzione della meridiana sulle facciate dei palazzi signorili. L’organizzazione degli spazi era stata invece strutturata in modo da rispondere a esigenze diversificate, con la presenza di appartamenti ampi e confortevoli accanto ad alloggi modesti e persino stanze isolate per gli operai. Il modello di riferimento era infatti quello della coabitazione fra gruppi sociali eterogenei, ammirato ancora sul finire dell’Ottocento dai ceti dominanti quale antidoto alla conflittualità sociale. Come esplicitava la denominazione assunta, la società bandiva le soffitte, aberrante soluzione abitativa esecrata dalle autorità cittadine. Tuttavia, il mancato sostegno delle istituzioni municipali contribuì a impedire lo sviluppo dell’istituzione. che pure poteva vantare il primato di essere la prima società costruttrice sorta a Torino. Purtroppo l’edificio non ha lasciato tracce, inducendo a supporre la conclusione dei lavori, che di fatto erano stati avviati, sotto l’egida di altra committenza eventualmente fautrice di varianti significative; d’altronde nei mesi seguenti all’apertura del cantiere lo stesso Cambiaggio, vero e proprio animatore dell’iniziativa, si trasferì a Milano senza più mantenere interessi nella città in cui aveva fatto fortuna.

    • Bibliografia