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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

"Volta rossa"

La casa  prende il nome dall’arco della Volta Rossa, corridoio aperto nel vecchio palazzo, forse di Amedeo VII (1360-1391), per comunicare con piazza delle Erbe. Nell’Ottocento è proprietà della famiglia dei principi di Masserano; ora è un condominio.


VIA PALAZZO DI CITTA' 19

Notizie dal: 1828

Variazione: 19 Settembre 1831

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  • ospedale
  • abitazione
  • San Giuseppe Cottolengo (1786-1842), turbato dalla morte di una giovane donna francese alla Dogana Vecchia, pensa di creare un ricovero per malati poveri, privi di assistenza. La situazione ospedaliera ottocentesca in Piemonte è deficitaria. Il Cottolengo vuole iniziare un servizio dedicato ai derelitti, accoglierli ed assisterli con cura e benevolenza. Apre nella casa della Volta Rossa un’infermeria in due stanze in affitto. Sono quattro i letti quando vengono ricoverati i primi due malati. Viene aiutato dai canonici del Corpus Domini e da volontari. Il Cottolengo intitola l’infermeria “Deposito de’ poveri infermi del Corpus Domini” e affitta altre nove camere; nell’estate del 1830 i ricoverati salgono a venticinque. L’assistenza medica è fornita da alcuni dottori amici del Cottolengo e i medicinali sono provvisti dal farmacista di corte. Nell’estate del 1831 si diffonde in Piemonte un’epidemia di colera ed il governo emana rigide misure di prevenzione. Gli inquilini della Volta Rossa, impauriti dall’esistenza nel loro edificio del piccolo ospedale, rivolgono al sovrano un esposto che ne chiede la chiusura. Viene disposta una verifica igienico-sanitaria da cui risulta che tutto è in regola, però il timore del contagio consiglia di chiudere la struttura. Nel 1832 il Cottolengo continua l’opera benefica inaugurando la Piccola Casa della Divina Provvidenza.

    • Bibliografia
    • Ente Responsabile
    • Associazione Volarte