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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Cascina Meisino, già cascina Bracco

Il Meisino, di origine settecentesca, fu denominato dapprima “Il Gesuita” e poi “Cascina Bracco”. A differenza di molte altre cascine dell’agro torinese, la cascina Meisino era dotata di un filatoio che le conferì un carattere industriale. Oggi si conserva soltanto una porzione della cosiddetta casa civile.


Lat: 45.086915 Long: 7.729283

Notizie dal: XVIII Sec. (1700-1799)

Realizzazione: 1776
nascono le filande

Demolizione: 1840

Demolizione: 1866

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  • cascina
  • La cascina, di origine settecentesca, fu proprietà dei padri gesuiti di Torino fino al 1773, dai quali trasse la prima denominazione: “Il Gesuita”.

    Nel 1776 la cascina fu acquistata, per 56.100 Lire dal banchiere Andrea Bracco, originario di Clavesana. Come molti altri banchieri, egli fu anche imprenditore serico e sviluppò un'attività mista agricolo-manufatturiera, oltre alla cascina, in cui vi era un allevamento di bachi da seta, nacquero anche le filande.

    Le proprietà terriere annesse aumentarono, raggiungendo circa 86 ettari (227 giornate).

    Nel 1790, l’architetto Giovanni Amedeo Grossi descrive il complesso come “Cascina e Filatoio del Banchiere Bracco” e rileva la “bella palazzina, che in tutto formava un grandioso edificio”. In quel periodo la cascina era composta da corpi di fabbrica che formavano due corti chiuse.

    La Mappa Primitiva Napoleonica del 1805 rileva un edificio a corte chiusa con fabbriche dall’impianto planimetrico abbastanza articolato. Il lavoro industriale avveniva all’interno degli edifici della corte.

    Dalle mappe del Catasto particellare Gatti del 1820 si evince che venne realizzata una manica ad uso rurale a ridosso della quale erano localizzati i giardini. Si rileva inoltre la casa civile con filatura e cortile e le case rustiche sull’aia. L’intorno della cascina era costituito da campi, prati, orti e giardini.

    Antonio Rabbini, nella Carta Topografica dei contorni di Torino del 1840, riscontra come gli edifici della cascina Meisino, dall’omonimo parco circostante, fossero corpi di fabbrica isolati l’uno dall’altro e diversi tra loro: un edificio a pianta rettangolare, un altro con pianta a “C” e quattro corpi di fabbrica di minori dimensioni. Si rilevano dunque numerose demolizioni all’interno della corte della “fabbrica della filatura”, probabilmente per una variazione d’uso degli edifici.

    Nella seconda metà del XIX secolo, come attestano le mappe del Catasto Rabbini (1866), furono attuate altre demolizioni nel complesso della cascina Meisino che si ridusse a tre corpi di fabbrica isolati.

    Durante la guerra del '15-'18 fu trasformata in caserma e successivamente diventò ricovero degli sfollati veneti che avevano dovuto abbandonare le loro case dopo la rovinosa ritirata di Caporetto. In seguito divenne civile abitazione, gli ampi locali al piano terra e la cappella furono adibiti a depositi o laboratori artigianali.

    Nel 2012 prevaleva ancora visivamente l’immagine della cascina, suddivisa su tre livelli fuori terra; si percepiva la scansione delle aperture finestrate, il loro numero e l’organizzazione compositiva dei prospetti erano tali da sottolinearne le funzioni industriali. Si conservava solo una parte della costruzione adibita ad uso residenziale mentre il resto era completamente crollato; rimanevano ormai solo i ruderi degli edifici che un tempo costituivano le stalle della cascina mentre era ancora in parte leggibile il muro di cinta, anche se in cattivo stato di conservazione.

    Nel maggio del 2014 è in avanzato stadio l'opera di demolizione che precede la trasformazione di tutta l'area in zona per residenze collettive temporanee per l'inclusione sociale .

    Note

    Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
    IL MEISINO
    Strada del Meisino

    Cascina.
    Segnalazione di edificio rurale e filanda di significato documentario, raro esempio di quell'attività mista agricola-manufatturiera un tempo presente nell'area metropolitana torinese.
    Proprietà dell'ordine dei Gesuiti fino al 1773, passa nel 1791 in proprietà al banchiere Bracco; viene allora citata la presenza di una filanda da seta «Cascina e filatoio del banchiere Bracco». Alla metà dell'Ottocento l'edificio è di proprietà delle Suore di Carità.

    A. GROSSI, 1790; CARTA COROGRAFICA DIMOSTRATIVA [...], 1791; PLAN GEOMÉTRIQUE [...], I805; [Catasto RABBINI], 1866; TOPOGRAFIA / DELLA CITTÀ [...], 1840; E. GRIBAUDI ROSSI, 1970.
    Tavola: 35

    • Bibliografia
    • Fonti Archivistiche
    • Amedeo Grossi, Carta Corografica dimostrativa del territorio della Città di Torino, 1791, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D1800
    • Mappa primitiva Napoleonica, 1805, Archivio Storico della Città di Torino, CAN, Sezioni 1-70
    • Plan Geomêtrique de la Commune de Turin, 1805, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Francese, Allegato A, Mappe del Catasto Francese, Circondario di Torino, Mandamento di Torino, Torino
    • Carta dei Distretti riservati per le Regie Cacce divisa in sette parti, 1816, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte Topografiche per A e B, Torino, Torino 26
    • Andrea Gatti, Catasto Gatti, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, CAG, Sez. 36
    • Andrea Gatti, Colonnario Territoriale, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, COLL TER, sez. 36, art. 1317
    • Antonio Rabbini, Topografia della Città e Territorio di Torino, 1840, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D1803
    • Antonio Rabbini, Mappa originale del Comune di Torino, 1866, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Rabbini, Circondario di Torino, Mappe, distribuzione dei fogli di mappa e linea territoriale, Torino
    • Antonio Rabbini, Carta Topografica dei Contorni di Torino, 1877, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D116
    • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1911, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D135
    • Servizio Tecnico Municipale del Comune di Torino, Pianta di Torino, 1935, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.8
    • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1974, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.11
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