Home \ Lapide dedicata a Bena Battista, Briccarello Felice, Valentino Francesco, Vian Ignazio
Scheda: Luogo - Tipo: Monumenti, lapidi e fontane

Lapide dedicata a Bena Battista, Briccarello Felice, Valentino Francesco, Vian Ignazio

Cippo dedicato a Battista Bena, Felice Briccarello, Francesco Valentino, Ignazio Vian, collocato in corso Vinzaglio angolo via Cernaia, nel viale.


Lat: 45.072850633791006 Long: 7.6700147688279685

Realizzazione: Settembre 1945 - Ottobre 1946
Collocazione della lapide

Restauro: 2011
Intervento conservativo a cura del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale

1. 22 luglio 1944

"Il cippo è collocato sul luogo dell’impiccagione per rappresaglia, avvenuta il 22 luglio 1944, di Battista Bena, Felice Briccarello, Francesco Valentino e Ignazio Vian, in seguito all’uccisione da parte dei partigiani di un carrista della Leonessa. Essi vennero prelevati dalle carceri Nuove, dove erano detenuti, e impiccati agli alberi all’angolo tra corso Vinzaglio e via Cernaia. Militi fascisti fermarono i tram, obbligando i passeggeri e i passanti ad assistere all’esecuzione." (1)

2. Bena Battista (1914 - 1944)

"Nato a San Giusto Canavese in provincia di Torino l’11 settembre 1914 e ivi residente, agricoltore, partigiano della 18ª brigata Garibaldi col nome di battaglia Pierino.

Asct, 1947 - IX 6, Gabinetto del Sindaco, c. 645, f. 8

Aisrp, Banca dati Partigianato piemontese" (1)

3. Briccarello Felice (1899 - 1944)

"Nato a Roatto d’Asti, in provincia di Asti, il 7 febbraio 1899, commerciante, residente a San Giusto Canavese.

Asct, 1947 - IX 6, Gabinetto del Sindaco, c. 645, f. 8" (1)

4. Valentino Francesco (1925 - 1944)

"Nato a Torino il 1° ottobre 1925, meccanico presso le Officine Materiale Rotabile delle Ferrovie dello Stato. Entrò nei Gruppi d’Azione Patriottica (Gap) di Torino nel novembre 1943. Era amico e coetaneo di Dante Di Nanni che conosceva dall'infanzia poiché, come lui, abitava nella stessa casa popolare di via Cimarosa 30. Venne ferito e catturato all'alba del 17 maggio 1944, nel corso di un'azione condotta con altri compagni per neutralizzare la stazione radio di Stura, in corso Giulio Cesare. Torturato dai tedeschi, rivelò quanto a sua conoscenza sull'organizzazione dei Gap solo ventiquattr’ore dopo la cattura, per permettere a Dante Di Nanni di mettersi in salvo, ma per una sfortunata concomitanza di cause ciò non avvenne. Rinchiuso alle Nuove nel braccio tedesco, secondo una macabra usanza, egli avrebbe dovuto essere impiccato con il compagno Giuseppe Bravin presso il luogo dell’ultima azione, il ponte sul torrente Stura, ma all’ultimo momento, per uno scambio di persona, la sua esecuzione avvenne in corso Vinzaglio.

Asct, 1947 - IX 6, Gabinetto del Sindaco, c. 645, f. 8.

Città di Torino, Urbanistica e statistica, Pratica toponomastica n. 669, deliberazioni della Giunta popolare, 10 novembre 1945, verbale 37.

Aisrp, Banca dati Partigianato piemontese

N. Adduci, Il mito e la storia: Dante Di Nanni, Studi storici, n. 54, 2012" (1)

5. Vian Ignazio (1917 - 1944)

"Nato a Venezia il 9 febbraio 1917, residente e Roma, studente. Tenente, all’8 settembre 1943 fu tra i primi organizzatori della resistenza bovesana, e per primo impegnò le truppe tedesche in rastrellamento il 19 settembre 1943. Dopo la feroce rappresaglia su Boves si spostò in val Vermenagna col gruppo di uomini che aveva partecipato ai combattimenti e impegnato in numerose azioni tedeschi e fascisti. Dopo la seconda battaglia di Boves contro i tedeschi, il 31 dicembre 1943, il gruppo di Vian si spostò in Valle Corsaglia e prese i primi contatti con le formazioni del maggiore Mauri in val Casotto. Gli imponenti rastrellamenti del marzo 1944, che scompaginarono le formazioni, costrinsero Vian, ferito, a raggiungere Alba, dove, sotto il comando di Mauri riprese la sua opera di riorganizzazione delle formazioni autonome nelle Langhe. Di ritorno da un incontro con Mauri a Dogliani, venne riconosciuto da una spia alla stazione di Porta Nuova di Torino e arrestato il 21 aprile 1944. Condotto prima all’Albergo Nazionale sede della polizia politica tedesca, e poi alle carceri Nuove, tentò il suicidio per timore di non resistere alle torture cui era sottoposto. Medaglia d’oro al valor militare.

Asct, 1947 - IX 6, Gabinetto del Sindaco, c. 645, f. 8

Aisrp, Banca dati Partigianato piemontese

Nardo Dunchi, Memorie partigiane, Firenze, Quaderni del “Ponte”, 1953

Ignazio Vian, il difensore di Boves. Testimonianze raccolte da V. E. Giuntella, Torino, Autonomi, 1967, 2a ediz.

Gianni Perona (a cura di), Formazioni autonome nella resistenza, Milano, Angeli, 1996, ad indicem

Torino 1938/45. Una guida per la memoria, cit., p. 105

Piero Malvezzi, Giovanni Pirelli (a cura di), Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana (8 settembre 1943 - 25 aprile 1945), Torino, Einaudi, 1973, p. 332

Seicento giorni nella Resistenza, cit., p. 54" (1)

Note

(1)

Testo tratto da Adduci, Nicola [et al.] (a cura di), Che il silenzio non sia silenzio. Memoria civica dei caduti della Resistenza a Torino, Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà - Istoreto, Torino 2015, pp. 85 - 86

  • Bibliografia
  • Sitografia
  • Fonti Archivistiche
  • Aisrp, Archivio dell’Istituto piemontese per la storia della resistenza e della società contemporanea
  • Asct, Archivio storico della Città di Torino
  • Fototeca
  • Ente Responsabile
  • Istoreto
  • MuseoTorino
  • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà