Scheda: Tema - Tipo: Architettura e urbanistica

Ambienti riscaldati in età romana

Particolare dei pilastrini per il rialzo del pavimento funzionale alla struttura dell’ipocausto, © Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie.

In diverse parti della città sono emersi i resti di apprestamenti che servivano a riscaldare per lo meno parti di ambienti.


Periodo di riferimento: I Sec. (0-99 ) - III Sec. (200-299 )

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Il più diffuso sistema di riscaldamento per gli edifici di Augusta Taurinorum sembra essere stato quello a pavimento: su una base in malta mista a frammenti ceramici e scaglie di pietra veniva sistemata una serie di pilastrini in laterizio che servivano a sostenere il pavimento vero e proprio, in molti casi un tappeto musivo. Un forno costruito a lato della pavimentazione  riscaldava l’aria che circolava nell’intercapedine. In alcuni casi, rari però a Torino, le pareti potevano essere rivestite con mattoni forati (tubuli) che permettevano all’aria calda di scorrere anche nei muri.

Il sistema di riscaldamento a pavimento era lo stesso utilizzato anche negli impianti termali, sia privati che pubblici, per riscaldare gli ambienti e le piscine.

 

Ricostruzione di un ipocausto, disegno di Francesco Corni Ricostruzione di un ipocausto, disegno di Francesco Corni

    Ente Responsabile


  • MuseoTorino
  • Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie