V i» Rom a • L'Im bocco
dalla ^iaiu^CtrtoJM Ict
Le caratteristiche principali delle nuove costru
zioni sono le seguenti:
Lungo la via Roma i nuovi palazzi, «li linee ar
chitettoniche sobrie e moderne ideate «la S. K. Pia
centini, alti complessivamente m. 28,80 hanno sette
piani fuori terra «li cui gli ultimi due arretrati ri
spettivamente di «lue e quattro metri dal filo. L 'a l
tezza interna dei portici è di ni. 7,50 circa «*comprende
due piani, terreno ed ammezzato.
I portici sono architravati. Le 124 colonne che sono
occorse sono alte 7 metri tutte in un sol pezzo, for
mate con eguale materiale (sarizzo «li Val Antigorio).
Tutti i palazzi verso la via Roma sono rivestiti |>er
l’altezza di 5 piani in conci di pietra naturale (tra
dute, marmo di Valle Strona, pietra di Finale, tra
vertino), i basamenti sono tutti in sarizzo.
Verso la piazza San Carlo gU edifici sono stati
ricostruiti rispettando l’architettura della piazza,
mentre nella fronte posteriore verso la nuova piaz
zetta le linee architettoniche sono quelle ideate
dalTarch. Piacentini per il secon«lo tratto della via.
All'angolo «Iella via Roma con la piazza Carlo
Felice i palazzi conservano la fisionomia caratteri
stica della piazza per una profondità «li risvolto
verso la via Roma pari a«l un'arcata dei portici
della piazza.
Per dare un’idea della grandiosità ed importanza
dell'opera e quale somma di lavoro abbia richiesto
la sua esecuzione, sia alla civica Amministrazione
che agli Enti ed ai privati ricostruttori, daremo i dati
statistici principali dai quali appaiono evidenti anche
i vantaggi che l'esecuzione dell'opera ha arrecato.
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*
Il 2° tratto «Iella nuova via Roma
che viene aperto al transito è lungo
ni. .'Sin. 1 nuovi portici hanno la lun
ghezza «li
7
n
0
metri.
La superficie int«*n*ssata «lai risa
namento è «li
00.000
metri <|iia«lrati.
Le aree a«l uso pubblico preesistenti
di soli
(tono
mq. sono portate a ben
20.350 m«j. «li cui
22.000
mq. «li
strade e slarghi e mq. t3.‘>0 «li area
coperta «lai portici.
La superficie occupata «lai nuovi
palazzi è «li 32.000 m«|. Altri «‘«litici
per una superficie complessiva di
oltre
0000
m«(. sono stati completa
mente restaurati, tra i «(Ualii palazzi
Bricherasio e Trucchi «li Levaldigi,
monumenti nazionali e le chiese «li
San Carlo e Santa Cristina.
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volume dei nuovi editici è di
ben 080.000 me. p«*r le sole parti fuori
terra. Nelle nuove costruzioni si «•on
tano complessivamente
0
.*i
00
vani «•«»-
stituenti oltre 250 negozi e 700 tra
alloggi ed urtici.
Per tali costruzioni si può calcolare
si siano impi«‘gati o«l «‘seguiti:
me. 350.000 «li sterri; quintali
204.000 di cemento; mini. 22.OtMl.OO0
di mattoni; «piintali 73.500 di ferro.
Il numero «Ielle giornate lavorative occorse nei
soli cantieri è «li circa 1.008.000 con una presenza
media giornaliera di operai al lavoro «li oltre
2
."»
00
.
Se si pensa alle open* accessorie eseguite fuori «lei
cantieri («-ave, officine e laboratori) jwr la lavora
zione «legli accessori (serramenti, pavimenti, rivesti
menti, impianti in genere, ecc.) è facile rendersi
conto dell'importanza dell’opera grainliosa e del
sollievo arrecato alle maestranze «Iella città in genere
e a quelle edili in particolare.
L'illuminazione del secondo tratto «li via Roma è
costituita «la lampioni speciali a caratteri* nove
centesco <iuasi completamente di «‘ristailo a sezione
orizzontale rettangolare contenenti ciascuno
6
lam
pade «la
1000
lumen; ogni lampa«la è racchiusa in
una coppa di cristallo satinato, di tale natura da
togliere la visione «lei filamento incandescente, puri
lasciando passare litieramente la luce. Nella stessa!,
via, « maggiore altezza, sono fissati agli edifìci duei
ordini «li candelabri, uno per lato, da accendersi!
nelle serate di gala.
L a pavimentazione della via Roma è in lastricata!
«fi prismi di sienite della Raima delle dimensioni
fisse di cm. 50 x 50, lavorati a bocciarda sulla faccia!
vista e posati su sottofondo in calcestruzzo della
spessore di cm.
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.
Tutte le vie adiacenti sono pavimentate in asfalta
a doppio strato (compresso e colato) su sottofond^
di calcestruzzo.
La questione urbanistica della via Roma che assilf
lava Torino da circa un quarantennio è ora completai
mente risolta. Ili soli quattro anni «lai 1031 al 1933
per il primo tratt«», dal 1035 al 1037 per il seminio
l'opera è stata compiuta con larghezza- di volute
tale da risanare completamente il centro cittadino
sede dei ritrovi e «lei commerci più importanti «Iella
città.
La concezione architettonica unitaria, tipica «l«*!le
principali antiche strade «1«*1 centro «li Torino (vie
Po e (laribaldi, piazze Castello, San Carlo, Vittorio
Veneto, Statuto, ecc.), è stata mantenuta anche nella,
via Roma. Il primo tratto ripete l'architettura «Ielle
piazze Castello e San Carlo. Il secniulo tratto oggi
ultim ato è stato studiato nel suo complesso con la
collaborazione di tu tti gli ingegneri e architetti pro
gettisti dei vari isolati, sotto la guida deU'arch.
S. E. Piacentini, prima di scendere per ogni edifìcio
alla definizione «lei particolari e perciò l’insieme «lei
nuovi isolati costituisce una grande unità urbanistica.
Contemporaneamente alla ricostruzione «lei fab-
bricati del piano «li risanamento del secondo tratto
«li via Roma si è proceduto alla costruzione della
galleria sotterranea da piazza Carlo
F«*lice a piazza San Carlo.
Nella sezione corrente la struttura
d«‘lla copertura della galleria è i«len-
tica a <|U«‘lla già costruita n«‘l primo
tratto di via Roma. Fssa è costituita
da un solettone in cemento armato
formato da grandi lastre nervate ap-
jMiggiantesi a tre ordini «li pilastri,
pure in cemento armato, posti in cor-
rispondenza «lell'asse della via e «lei
bordi dei marciapiedi. Il solettone co-
stituisce il supporto «Iella pavimen-
tazione stradale ed è completamente
i «dato dai marciapiedi i quali sono
portati «li sbalzo dai fabbricati fron-
teggianti la via, ed è protetto da
una cappa impermeabile costituita
la strati di asfalto naturale e feltri
|«* iuta bitumati. Per evitare le scre-
p<dature dovute alle dilatazioni e
•-ontrazioni termiche e di ritiro il
•lettone, oltre ad essere diviso in
tratti lunghi quanto ogni isolato ]>er
|nlezzo di giunti trasversali, ha ap-
•nggi pendolari. Tutti i pilastri in
atti, tranne il gruppo centrale di due
ile per ogni tratto, sono oscillanti
<>n cerniera al piede ed in sommità.
I pilastri centrali hanno le fonda
zioni che si spingono sino al piano
i canali di fognatura che lungo
utta la via Roma sono stati co-
truiti in galleria a circa 14 metri
tto il piano stradale.
Le strutture sono state calcolate
[*r resistere alle sollecitazioni indotte
[lai
massimi carichi concentrati che
assono transitare sulle strade di
ralfìco più pesante, tenendo anche
h .
conto «lell«> sollecitazioni dinamiche. Come carico
uniformemente distribuito f> stato assunto il peso
«li kg.
2100
per metro qua«lrato, compreso il peso
della pavimentazione stradale.
Nella piazzetta «lietro le chiese si è ricavato un
grande salone sotterraneo. Per evitare l’ingombro
«li troppi pilastri è stata adottata la struttura a grandi
portali «li m. 10,50 di portata media. S i sono così
ottenute vaste zone libere «la pilastri: due di m. 10,50
per 31,50 e quattro «li ni. 10 p«*r 18, oltre ad una corsia
larga m.
0
e lunga m. 70.
L'area coperta nella piazzetta dietro le chiese è
«li mq. 2500. L ’area coperta lungo la via Roma dalla
piazza Carlo Felice alla piazzetta suddetta è di
m«|. 3400 compresi i prolungamenti per m. 20 nelle
vi«* Cavour e Arcivescovado.
Sono stati gettati complessivamente me. 3000 di
conglomerato cementizio, per le sole strutture in
cemento armato, con un impiego «li circa 300 tonnel
late di ferro tondino. La copertura in cemento ar
mato appoggia su 271 pilastri.




