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1

termini intercorrenti fra due censimenti sono

dumpie vicinissimi anzi possono anche incrociarsi,

come è avvenuto u d ran n o iu corso iu cui, durante i

lavori di spoglio deU'VUI censimento generale della

popolazione, si sono già dovuti predisporre i lavori

per l'esecuzione del censimento industriale e commer­

ciale, che è stato scaglionato in quattro periodi da

esaurirsi rispettivamente:

ii

)

nel 1937 per la pesca e per le industrie ali­

mentari;

li)

nel 1MS per le industrie estrattive, per le

industrie del legno ed attilli, per le industrie che u ti­

lizzano spoglie animali, per le industrie «Iella carta,

per le industrie poligrafiche, per le industrie edito­

riali, per le industrie che lavorano i minerali non

metallici, per le industrie edilizie, per le industrie «lei

vestiario, arredamento ed abbigliamento, per le in ­

dustrie dello spettacolo, per i servizi igienici e sani­

tari, per i servizi privati di pulizia, disinfezione e fu­

nebri;

«) nel 1939 per gli altri rami «li industrie e «lei

trasporti;

il)

nel 1940 per il commercio, per il cre«lito e per

rassicurazione.

Nel 1911 si avrà il IX Censimento generale «Iella

popolazione alla cui preparazione bisognerà dare

inizio sin dal 1939-40.

La Divisione tenuto conto dei normali lavori di

utticio e delle speciali indagini che potranno esserle

attidate «leve «piindi affrontare nel quinquennio 1937-

11 un peritxlo denso di a ttiv ità, che servirà di collaudo

per la sua organizzazione.

* * *

Da «pianto è stato sopra esposto risulta che il la ­

voro svolto «lalla Civica Amministrazione per l'orga­

nizzazione e il consolulamento «lei Servizi Statistici

è stato senza soste: per la loro etticenza ha avuto di

m ira sia l'importanza che il Governo dà alla s ta ti­

stica india vita nazionale, sia le esigenze di una C ittà

che occupa il quarto posto per importanza demogra­

fica fra i Comuni italiani ed uno dei primi per le in-

dustrie e per i commerci.

Dott. GIUSEPPE MELANO

A

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I

ì

MUM di

I ' uo la R. Univa

orino

N c a a e d i V a l C i s m c n

-

F i e r e

A Revigliasco sono state celebrate l’8 corrente le

nozze della signorina Maria Luisa De Vecchi «li Val

Cismon col Capitano «li artiglieria in servizio «li Stato

Maggiore Giovanni Fiore.

Al rito suggestivo, celebrato da S. K. il ( ardinale

Maurilio Fossati, arcivescovo di Forino, hanno presen­

ziato, a fianco a S. A. K. il Principi' di Piemonte,

testimone

j h t

la sposa, le LL. EE. Calvi di Bergolo,

De Bono maresciallo d ’Italia e Quadrumviro della Ri­

voluzione, Pariani sottosegretario «li Stato alla Guerra,

testimone per lo sposo; uno stuolo di autorità militari

e civili e tutto il patriziato torinese.

S. E. il Cardinale Arcivescovo dopo il sacro rito ha

rivolto agli sposi calde, affettuose parole di augurio e

«li benedizione. Dopo la lettura e la firma dell’atto nu­

ziale il corteo ha lasciato la Chiesa, salutato dalle accla­

mazioni della folla, dirigendosi alla villa I)e Vecchi di

Val Cismon nella quale è stata offerta a S. A. R. il

Principe «li Piemonte e ad un ristretto numero di auto­

rità, una colazione.

Agli sposi sono pervenuti da ogni parte d ’Italia, delle

col«>nie e dei territori dell'impero, fervidi voti augurali

e ricchissimi doni tra i quali particolarmente pregevoli

quell»» di S. A. R. il Principe di Piemonte — uno stu­

pendo anello di zaffiri e brillanti — e quello di S. E. il

Capo del Governo — la riproduzione in argento mas­

siccio della famosa fontana

del Della Porta che trovasi

nella Villa

Aklobrandini di Frascati.

V o l o n t a r i T o r i n e s i a F i r e n z e

In questa Rassegna utili iute, ch’è quasi il Diario storico

«Iella Città, dobbiamo ricordare con giusto «irgoglio l'ade­

sione entusiastica e la eletta partecipazione della nostra Sezione

«lei Volontari di guerra al solenne indimenticabile Raduno di

Firenze («>ltre

10.000

intervenuti).

l*ress'a poco al completo essa vi figurava (eccettuati cioè

pochi assenti per motivi imprescindibili), ordinata su «|uattro

centurie.

E fra i presenti — unica forse tra tu tte le Sezioni d ’Italia —

contava il Podestà. nonché il vice-l\xlestà conte I.a Forest.

gloriosi reduci entrambi dall’impresa africana. Annoverava

ancora — con l'illustre prof. Battoli, del nostro Ateneo — due

valorosi cappellani militari (esponenti rispettivamente del clero

regolare e secolare). I*. Robotti e I). Amicis. che sfilarono essi

pure, nella centuria d ’onore. Degni successori dell'immortale

I* Reginaldo Giuliani, onore e vanto della Sezione torinese

(che, fra quelle piemontesi ha il maggior numero di medaglie

d ’oro), ed il cui spirito aleggiava su tutti.

l’articolare curioso, la Sezione poteva inoltre vantare il più

vecchio ed i più giovani de' suoi soci: il colonn. conte Barbaro,

d'anni

87

, e L* CC. NN. Baruffa e Ferirro, diciassettenni,

legionari in A. O.

Al comando dell’eroico colonnello ing. C. Baseggio. sansepol-

crista, la Sezione di Torino, in testa alle consorelle del Pie­

monte, sfilò impeccabilmente dinanzi a S. A. R. il Principe

Ereditario, che bene apprezzò la disciplina ed il portamento

marziale dei rappresentanti della sua forte regione.

Il giorno precedente alla cerimonia ufficiale di S. Croce —

celebrata su l’altare da campo da mons. Rubino — in quel me­

desimo tempio, mausoleo di Grandi, venne officiata una Messa

dal P. Robotti. domenicano, che rivolse poi agli astanti elevate

parole di fede e d'ardente amor patrio, dirette

m

special

modo

ai volontari torinesi.

Cosi, anche in tale circostanza affermandosi splendidamente,

Torino sabauda e fascista, continnatrice delle sue tradizioni

guerriere, ha tenuto alto il suo prestigio, nel nome della Patria

sempre più grande, «lei Re e del Doce.

«