Home \ UPA Ufficio Protezione Antiaerea
Scheda: Soggetto - Tipo: Ente

UPA Ufficio Protezione Antiaerea

L’Ufficio Protezione Antiaerea fu istituito tra il 1936 e il 1937 e soppresso dopo la fine del conflitto, nel 1946. Compito dell’Ufficio era fornire alla popolazione mezzi di protezione per i bombardamenti (approvvigionamento di maschere antigas, materiali sanitari, costruzione rifugi); l’UPA si occupò, altresì, di censire gli edifici colpiti durante i bombardamenti.


  • Indice
  • Categorie
  • amministrazione pubblica
  • ufficio
  • bombardamento
    • Tag
  • bombardamenti
  • 1. L'UPA

    L'associazione civile, poi ente morale, UNPA - Unione Nazionale Protezione Antiaerea, fu istituita in Italia nel 1934, con lo scopo di affiancare gli enti preposti alla protezione antiaerea e collaborare all'attuazione dei "provvedimenti relativi alla detta protezione (1).

    Localmente si attivarono cellule dell'UNPA. A Torino l’Ufficio Protezione Antiaerea (UPA) fu istituito tra il 1936 e il 1937 presso la Divisione Urbanistica e Statistica del Comune, con prima sede in via Lagrange 12, mentre, dopo numerosi traslochi, all'epoca della sua soppressione, nel 1946, era ubicato insieme alla Divisione di appartenenza, in via Principe Amedeo 10.

    Nel giugno 1940 ebbero luogo i primi arruolamenti nell’Unpa (Unione nazionale protezione antiaerea), con la garanzia dell’esonero dal servizio militare per tutti coloro, dai 44 anni in su, che si fossero presentati volontari (2).

    2. Il fondo UPA dell'Archivio Storico della Città

    Tra le svariate competenze dell'UPA vi erano l’approvvigionamento di maschere antigas, estintori, materiali sanitari ma anche la costruzione di ricoveri di fortuna e il potenziamento dei 'ricoveri casalinghi', così come il controllo dell'oscuramento e il censimento degli edifici urbani e suburbani danneggiati dai bombardamenti, corredato da una ricca documentazione fotografica. L'UPA si avvaleva delle riprese effettuate da ditte specializzate quali la SATIZ (Società Anonima Torinese Industrie Zincografiche) o dai fotoreporter del quotidiano la Gazzetta del Popolo; per convenzione inoltre poteva usufruire della documentazione realizzata dai fotografi appartenenti al corpo dei Vigili del Fuoco.

    Il fondo immagini UPA è attualmente conservato presso l’Archivio Storico della Città di Torino ed è stato interamente digitalizzato e riversato sul sito MuseoTorino (accessibile dalla pagina documentazione - mediateca). Al momento del versamento in Archivio il materiale era raccolto in 11 album (1960 unità). Le immagini realizzate dai Vigili del Fuoco sono altresì custodite presso l'Archivio dei Vigili.

    3. Danneggiamenti alla proprietà edilizia

    Il fondo Danni di guerra dell’Archivio Storico della Città comprende 58 cartelle compilate dalla Divisione Urbanistica e Statistica della città di Torino (3) contenenti camicette relative agli isolati e, all’interno di queste, il questionario di fabbricato, cioè le schede di rilevamento sui singoli edifici e la planimetria di sezione di censimento, cioè la pianta dell’isolato in questione.

    "La Civica Amministrazione ha inteso determinare i danni subiti dall'edilizia torinese per effetto dei bombardamenti aerei, predisponendo un'apposita indagine, il cui scopo è quello di conoscere con esattezza i danni sofferti dagli edifici, ovviando a errate valutazioni generalmente basate su dati indiziari elaborati con criteri esclusivamente soggettivi. (...) Si è di conseguenza addestrato un adeguato nucleo di agenti accertatori, particolarmente versati in materia edilizia, ai quali sono state fornite particolareggiate istruzioni. (...) ciascun accertatore è munito, per ogni sezione che deve censire, del seguente materiale: a) Itinerario provvisorio, comprendente l'elenco di tutti gli stabili esistenti nella sezione, della via in cui essi sono ubicati, e dei numeri civici principali e secondari. b) Piantina topografica di sezione, che riproduce in scala 1:500 la porzione di territorio della sezione stessa e contiene l'indicazione del corpo dei fabbricati esistenti, la numerazione principale e secondaria assegnata agli accessi dei fabbricati che si aprono verso via. c) Questionari in numero corrispondente a quello dei fabbricati esistenti nella sezione". (4)

    Un facsimile della scheda di rilevamento e della planimetria è stato pubblicato sull’Annuario Statistico della Città nel volume del 1943. In questa sede si riportavano, molto utilmente, le legende per la comprensione delle caratterizzazioni e i simboli utilizzati nelle planimetrie (non indicati, invece, nelle cartelle e sui documenti originali). In generale la pratica della compilazione ha seguito quelle istruzioni, ma in alcuni casi sono state apportate alcune modifiche da parte dei compilatori, ad esempio per quanto riguarda le caratterizzazioni: ai tratteggi rossi di diversa densità si è poi preferito usare, per aumentare la leggibilità, l’azzurro/blu (in tonalità dall’oltremare al turchese) e il rosso.

    Sulle planimetrie sono indicati: la sezione e la zona statistica (in nero, in un riquadro a bordo pagina); il nome del compilatore; l’orientamento della pianta (freccia); i nomi delle vie e delle piazze che delimitano l’isolato e, più raramente, il nome o la funzione degli edifici (in nero); i numeri civici (in nero); i piani dell’edificio (in nero, cerchiati); il tipo di danno, di bomba (BI bomba incendiaria o BD bomba dirompente), e i piani sinistrati (in nero); i locali sinistrati (caratterizzati con tratti in blu); i locali distrutti o gravemente sinistrati (caratterizzati con campiture rosse); il perimetro dello stabile e la presenza di portici e tettoie; ingressi principali, secondari, vetrine, finestre.

    4. Norme per il capo fabbricato

    L'Unione Nazionale Protezione Antiaerea realizzò alcuni opuscoli che distribuì ai capi fabbricato, cioè le persone di riferimento per ogni edificio civile che disponevano le misure di sicurezza da adottare per la casa e gli abitanti in caso di attacco aereo.

    Note

    (1) Quartana, Nicolò, L'offesa aerea e la protezione antiaerea, Opera nazionale Dopolavoro. Dopolavoro provinciale di Torino, Torino 1939, p. 32

    (2) De Luna, Giovanni, Torino in guerra, in Tranfaglia, Nicola (a cura di), Storia di Torino. Dalla Grande Guerra alla liberazione (1915-1945), vol. 8, G. Einaudi, Torino 1998, pp. 715-716.

    (3) La Divisione aveva sede in via lagrange 12.

    (4) Melano, Giuseppe - Pesati, Carlo Emanuele, La guerra aerea su Torino, in «Annuario statistico della Città di Torino», 1943, Torino, p. LIX

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • ASCT, Miscellanea sicurezza pubblica 58
    • ASCT, Fondo UPA
    • ASCT, Fondo danni di guerra
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà