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Il giuoco della pallacorda

Verso la fine del Cinquecento si diffuse la pallacorda, il jeu de paume dei francesi, gioco nel quale i partecipanti, inizialmente con il palmo della mano protetto da un guanto, e poi con una sorta di racchetta, dovevano colpire la palla e lanciarla nel campo dell’avversario, superando un rete tesa posta a metà di un campo rettangolare, secondo regole che variavano da luogo a luogo.


Inizio: 1500

Fine: 1800

1. I “trincotti”

A Torino e in provincia vennero aperti numerosi “trincotti”, campi rettangolari, provvisti di gradinate per gli spettatori sui lati, nei quali, oltre al gioco della pallacorda, si tenevano spettacoli. Il nome richiama il francese “trincot” utilizzato per il jeu de paume, ma anche lo spagnolo “trinquete” per la pelota.
A questo proposito Bertolotti precisa, a riguardo della pallacorda, che

I piemontesi lo chiamano Trincotto, e porta questo nome la strada ov’è la pallacorda. È il jeu de la Paume de’ Francesi, quasi ignoto in Italia fuor di Torino1.

Si ricordano quello detto “della Veritina”, all’inizio dell’attuale via Roma, dove successivamente verrà costruito il palazzo San Martino di San Germano; uno nell’area dell’attuale piazzetta reale, di fronte al duomo di San Giovanni.

2. Il “trincotto rosso”

Il più importante è il “trincotto rosso”, che si trovava nell’area dove sarebbe sorto palazzo Carignano2. Di quest’ultimo si sa che venne risparmiato in occasione dell’ampliamento di Torino verso sud (1612-1617): mentre le case prospicienti la Contrada Nova, l’attuale via Roma, vennero riedificate, il trincotto, all’interno dell’isolato, non venne toccato. Nel 1649 i proprietari lo dotarono di una copertura: la modifica, più che a migliorare il campo da gioco, sembrerebbe orientata a una variazione d’uso per creare reddito; e infatti nel 1720 il trincotto, acquistato nel 1703 dal principe Emanuele Filiberto di Savoia Carignano, non venne più usato per il gioco. Inizialmente il principe pensò di utilizzarlo come maneggio per cavalli, ma nel 1752 preferì trasformarlo in un teatro. Acquisiti i terreni circostanti, affidò al primo architetto reale Benedetto Alfieri il progetto di quello che sarebbe diventato il Teatro Carignano.
È nota, inoltre, l’esistenza di una Società dei dilettanti della palla a corda, il cui trincotto risulta collocato in una parte periferica dei Giardini Reali. Nel 1839 viene ceduto all’Accademia Filodrammatica per la costruzione di un teatro, su progetto di Giuseppe Leoni (l’attuale teatro Gobetti).
La trasformazione dei trincotti in teatri non ha interessato soltanto Torino, ma è un fenomeno abbastanza comune anche in Francia, dovuto con molte probabilità alla conformazione chiusa e dotata di gradinate interne per il pubblico.

Note

1. Davide Bertolotti, Descrizione di Torino, Pomba, Torino, 1840, p. 371, in nota. Il volume, interamente digitalizzato, può essere consultato su Google - Ricerca libri.

2. S. Cordero di Pamparato, Il teatro Carignano dal 1608 al 1814, in «Torino», VIII (1928), pp. 685-711.

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