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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici monumentali

Chiesa e Santuario di Nostra Signora della Salute

La chiesa dedicata a Maria, Salute della patria e degli infermi, venne eretta a partire dal 1895 sul luogo che vide lo scontro nel 1706 delle truppe di Vittorio Amedeo II contro quelle del Re Sole. Sacrario della battaglia, vi riposano le spoglie di San Murialdo. La chiesa, così come le adiacenti convivenze e tutto l'isolato, fu interessata dal bombardamento del 13 luglio 1943.


VIA VIBO' 24

Costruzione: 1895

Ampliamento: 1931

Bombardamento: 13 Luglio 1943

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  • 1. Storia dell'edificio

    La chiesa, ubicata in borgo Vittoria, quartiere a nord-ovest di Torino, ricorda l’affermazione dell’esercito austro-piemontese su quello di Luigi XIV nell’assedio del 1706. In questo luogo di scontro tra le milizie, la costruzione cominciò il 21 maggio 1895 allorché fu posta la prima pietra in base al progetto dell’architetto Giovanni Angelo Reycend (1843-1925). L’edificazione del grandioso tempio, la cui titolazione a Maria “salute” della patria faceva ancora riferimento al trionfo di Vittorio Amedeo II (1666-1732) e del principe Eugenio di Savoia-Soissons (1663-1736) immortalati nei bassorilievi in facciata, andò però a rilento.

    Nel 1929, alla morte del rettore che ne aveva promosso l’edificazione, monsignor Carlo Giaume, la chiesa risultava ancora incompiuta. Nel frattempo, nel 1927, la direzione era passata in mano ai Giuseppini. Sotto l’impulso della congregazione fondata nel 1873 da san Leonardo Murialdo (1828-1900), i lavori vennero ripresi con maggior lena, ma furono necessari altri due decenni perché l’edificio prendesse l’aspetto attuale: nel 1934 fu completata la cupola; nel 1937 l’altare della Madonna, dove venne posizionato il dipinto di Enrico Reffo (1831-1917) Nostra Signora della Salute, del 1890; nel 1959 la cripta dei caduti del 1706. Il 6 giugno del 1971 dalla chiesa di Santa Barbara (via Perrone 11) furono traslate le spoglie mortali di Leonardo Murialdo, che vennero poste in una nuova cappella inaugurata il 24 ottobre 1992.

    2. Bombardamenti

    L'incursione aerea del 13 luglio 1943 interessò tutto l'isolato tra piazza Chiesa della Salute, via Vibò, piazza Vittoria e via Villar. La chiesa di Nostra Signora della Salute fu colpita da bombe incendiarie e soffio di bomba dirompente che causarono lesioni ai muri divisori e alle cupole. Si registrarono anche lo scoperchiamento del tetto e danni agli infissi e alla chiassileria. I locali adibiti a convivenze dei sacerdoti, situate negli edifici adiacenti la chiesa, riportarono lesioni ai muri interni e agli infissi. Un piano venne distrutto.

    Ai numeri civici 31 di via Villar e 8 di piazza Vittoria, aveva sede la tipografia "La Salute", gestita dalla Pia Società di San Giuseppe. Durante la notte del 13 luglio 1943, un soffio di bomba dirompente causò il crollo dei muri interni, lesioni alle solette, lo scheggiamento della facciata dell'edificio, lo schiantamento della chiassileria.

     

    Note

    Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
    CHIESA E SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DELLA SALUTE
    Via Vibò 24, Piazza Chiesa della Salute

    Chiesa-santuario e casa parrocchiale.
    Edificio sacro di valore documentario e ambientale, tipico e significativo esempio di edilizia religiosa eclettica che costituisce elemento di singolare importanza nel quartiere.
    Iniziata nel 1885, terminata nei primi anni del Novecento su progetto di G. Angelo Reycend; seguirono ampliamenti del santuario neI 1931.

    G. A. REYCEND, 1907: C. ISAIA, 1911; M. LEVA PISTOI, 1969.
    Tavola: 26

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • ASCT Fondo danni di guerra, inv. 1801, cart. 37, fasc. 27, n. ord. 3
    • Archivio Storico Musei Civici, Biblioteca della Fondazione Torino Musei, Fondo Gabinio, Chiesa di Nostra Signora della Salute, 1926
    • Ente Responsabile
    • Mostra Torino: storia di una città
    • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà