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Scheda: Tema - Tipo: Storia

08. Lapidi e monumenti commemorativi

Si tratta di lapidi diverse per tipologia, in molti casi più vicine alle forme del ricordo dei morti della prima guerra mondiale, dove accanto ai caduti della Resistenza sono elencati i caduti sui fronti, nella deportazione, in prigionia, o i civili vittime dei bombardamenti residenti in un quartiere o dipendenti di una stessa azienda.


CORSO VALDOCCO 4/A
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  • L’autoritratto pubblico della città nella Resistenza, disegnato dalle lapidi uniformate dalla dedica “Al martire dell’eterna libertà” e collocate sui luoghi stessi delle rappresaglie, delle esecuzioni o degli scontri, fa di Torino un esempio insolito tra le città dell’Italia uscita dal fascismo, dove il peso di una guerra perduta con esiti catastrofici e delle lacerazioni del 1943-1945, induce più alla rimozione che all’epica commemorativa.

    L’eccezione torinese è il segno di una forte presenza della resistenza antifascista, radicata nella collettività e in grado di organizzarne la memoria la cui vitalità si protrae nel tempo producendo, per l’iniziativa di associazioni partigiane, partiti politici – o, più recentemente, delle Circoscrizioni cittadine – un’altra importante serie di iscrizioni, cippi e monumenti. Si tratta di lapidi diverse per tipologia, in molti casi più vicine alle forme del ricordo dei morti della prima guerra mondiale, dove accanto ai caduti della Resistenza sono elencati i caduti sui fronti, nella deportazione, in prigionia, o i civili vittime dei bombardamenti residenti in un quartiere o dipendenti di una stessa azienda. Si ritrovano in esse molti dei nomi già ricordati nelle vie della città: così, ad esempio il nome di Michele Vicari, si trova, oltre che sulla targa apposta sul luogo dell’uccisione in via Casalis, anche nella lapide collocata a Porta Nuova dal Cln ferroviario per i ferrovieri caduti del Compartimento di Torino, e in quella dedicata agli “Eroi della lotta partigiana caduti per la libertà” del quartiere Cit Türin. (1)

    Raggruppiamo qui quattro itinerari che costituiscono un elenco, anche se non esaustivo, a completamento del quadro delineato nei sei itinerari sulle lapidi della resistenza.

    Note

    (1) Testo tratto da Adduci, Nicola [et al.] (a cura di), Che il silenzio non sia silenzio. Memoria civica dei caduti della Resistenza a Torino, Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà - Istoreto, Torino 2015, p. 164

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