Scheda: Tema - Tipo: Storia

Le invasioni barbariche

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Le invasioni del V secolo interessarono anche Torino. Con la vittoria di Teodorico, ritornò una certa normalità e ripresero gli scambi commerciali.


Periodo di riferimento: V secolo

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Tra IV e V secolo Roma perse parte della sua importanza a favore dell’area padana, che ebbe i suoi centri in Milano e Aquileia, asse strategico di comunicazione est-ovest.

Favorita anche dal parziale accoglimento nel diritto dell’impero dei «barbari», frequente fu la presenza in zona di popolazioni nuove spesso militari, a Torino furono soprattutto Sarmati, d’origine germanica. Parte della storiografia ha letto nel loro arrivo un’insofferenza verso la capitale, ma questa posizione è un anacronismo considerato inammissibile dalla maggioranza degli studiosi. A causa del crescente potere della loro Chiesa locale, i nuovi popoli costituivano però un pericolo per il cristianesimo.

Nel V secolo, con la fine dell’Impero romano d’Occidente, anche Torino non sfuggì alle invasioni barbariche. Nel 405 un’orda di oltre centomila uomini, soprattutto Goti e Alamanni, varcò le Alpi devastando anche le campagne intorno alla città; pochi anni dopo Torino subì le violenze delle bande di Bagaudi; a fine secolo seguirono il passaggio dell’esercito ostrogoto di Teodorico e i saccheggi dei Burgundi.

Si tornò progressivamente alla normalità a fine secolo con la vittoria di Teodorico; ripresero anche gli scambi economici e Torino, con il resto della provincia cui apparteneva, detta Liguria, divenne fornitrice di frumento a Ravenna. Tornò così una certa prosperità.