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Scheda: Tema - Tipo: Società e costume

Le modeste corti del Settecento

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Non brillarono per lusso o sfarzo né la corte di Vittorio Amedeo II, interessato a semplicità e risparmio, né quella del morigerato figlio Carlo Emanuele III, che però ne regolò il funzionamento con grande precisione.


Periodo di riferimento: XVIII secolo

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  • sala 1780
  • La corte di Vittorio Amedeo II fu decisamente poco sfarzosa. Il sovrano, personalmente amante della semplicità e della schietta vita militare, più che di quella di palazzo, fu consapevole dell’importanza d’un bilancio in ordine e intenzionato ad avere denaro disponibile per l’esercito. Da ragazzo era stato disgustato dagli sprechi e dai favoritismi visti durante la reggenza materna, così che non pochi furono i diplomatici stranieri, specialmente i francesi, che non lo amavano, a descrivere scandalizzati la modestia della sua tavola e della sua esistenza.

    Anche la corte del figlio, Carlo Emanuele III, non brillò per sfarzo, mentre il successore, Vittorio Amedeo III, ne avrebbe avuta una lussuosa, per reazione. Tuttavia, nel suo intento di normare e regolare tutto con precisione, anche in quest’ambito, Carlo Emanuele III volle un precisissimo regolamento (1740), in cui ogni occasione, ogni eventualità fossero descritte e disciplinate nei minimi particolari, dalle precedenze ai posti dai occupare, dai movimenti ai compiti d’ogni membro del personale.

    • Bibliografia