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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Cascina Antiochia o Antioca

Cascina appartenente ad un sistema edilizio rurale di origine quattrocentesca. Trae la denominazione dalla famiglia Antioca (o Antiochia), giunta a Torino nel XV secolo e feudataria del territorio di Borgaro.


Lat: 45.120182 Long: 7.696567

Costruzione: XV Sec. (1400-1499) - XVI Sec. (1500-1599)

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  • cascina
  • L’Antioca sorge a nord dello Stura nei pressi della superstrada per Caselle, su un terreno ricavato dal disboscamento delle rive del fiume avvenuto già in epoca medievale. A questo periodo risale infatti la creazione di un sistema viario e di bealere, utile allo sfruttamento agricolo dell’area. Oggi buona parte di questo territorio ospita la discarica Basse di Stura.

    La cascina Antioca presenta una struttura a corte chiusa, con tre corpi di fabbrica collocati a “C” e un alto muro di cinta a sud a chiusura del cortile interno.

    La manica nord ospita la casa rustica e, come testimonia la struttura muraria dei fabbricati, risulta essere risalente al periodo quattro-cinquecentesco. Nei fabbricati più bassi, ad ovest, trovano sede le stalle con soprastanti i fienili e, ad est, i casi da terra (depositi di attrezzi e prodotti agricoli).

    L’edificio viene edificato dalla famiglia Antioca (o Antiochia), feudataria di Borgaro tra il 1560 il 1562, un membro della quale fu sindaco di Torino nel 1622. L’impianto originario della grangia si trasforma nel tempo, per addizione di parti edilizie, fino a giungere all’impianto della cascina a corte chiusa tipico dei secoli XVII e XVIII.

    XVIII-XX secolo

    Nel 1719 Carlo Giuseppe Taschero acquista dalla marchesa Francesca de Beaumont, vedova del marchese Giovanni Battista Molliet de Sales, la cascina con le relative 105 giornate di terra, sfruttando il crollo del prezzo della terra dovuto ai provvedimenti di eversione feudale emanati da Vittorio Amedeo II tra 1717 e 1720. Tali provvedimenti obbligavano i vecchi feudatari a dimostrare attraverso documenti che le concessioni dei feudi erano state ottenute a fronte di un pagamento o, in caso contrario, a restituire i beni in possesso.

    L’acquisto dell’Antiochia rappresenta per la famiglia dei Taschero, prima affittavoli nell’area di Lucento, un’ascesa sociale, entrando a far parte del ceto dei medi proprietari.

    Nonostante quest’acquisizione, Carlo Giuseppe Taschero non rinuncia alla sua attività di affittavolo presso le proprietà dei Marchesi Tana a Lucento, attività che, a causa dell’abbassamento del prezzo di vendita del frumento, gli comporta ingenti perdite, costringendolo a vendere la Cascina Antiochia già nel 1724. La cascina viene acquistata dal vicino Giovanni Bernardino Barberis, proprietario della poco distante cascina Barberina. La compravendita è vantaggiosa per il Taschero che vende, a distanza di pochissimi anni, al doppio del prezzo d’acquisto, per l’urgenza del Barberis di assicurarsi possedimenti più distanti dal torrente Stura rispetto alle sue proprietà, minacciate dalle frequenti esondazioni. Carlo Giuseppe Taschero adotterà lo stesso sistema di compravendita a prezzo maggiorato anche per le terre circostanti la cascina, garantendosi la possibilità di riscattare i debiti contratti con i Tana e gli altri creditori.

    Alla fine del XVIII secolo la proprietà viene acquistata da Alessandro Benedetto Ceresa di Foglizzo, come riporta Amedeo Grossi nel 1790, che descrive così l’edificio: «Cascina con casino e giardino del Sig, Avvocato Alessandro Benedetto Ceresa situata tramediante il Porto di Lejnì ed il Villaretto vicino alla Stura distante due miglia ed un quarto da Torino.»

    Le mappe ottocentesche, quali il Catasto Napoleonico del 1804 e quello redatto dal Gatti del 1820, rilevano l’esistenza di un terreno prospiciente la manica ovest adibito a giardino. Inoltre si rileva la presenza di un forno in un fabbricato esterno, in direzione dello Stura.

    Nel 1820 il Colonnario dei proprietari allegato al Catasto Gatti attribuisce la proprietà ai Noli e ai Balbis. Successivamente, nel 1851, la cascina viene venduta alla famiglia Grosso e nel 1904 ai Moretto.

    Negli anni Ottanta del XX secolo l’area agricola circostante la cascina Antioca cambierà drasticamente d’aspetto a seguito della costruzione del raccordo autostradale Torino-Caselle.

    Alla seconda metà del XIX secolo risale un disegno dell’angolo sud-est dell’edificio, realizzato durante le operazioni di rilievo per il Catasto Rabbini: tale schizzo rileva una torre colombaria con una meridiana dipinta. Oggi non vi è traccia né della torre né della decorazione e la facciata corrispondente è stata rimaneggiata.

    Attualmente la cascina, di proprietà privata, si presenta  parzialmente in stato di degrado strutturale e buona parte della copertura della manica nord è crollata.

     

    Note

    Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
    L'ANTIOCA
    Strada Antioca, Strada Barberina

    Cascina di pianura.
    Segnalazione di edificio rurale di interesse documentario, esempio di cascina di pianura, ora inserita in area verde lungo le sponde della Stura, in uso agricolo.
    Edificio già presente nell'ultimo quarto del Settecento, quanto risulta in proprietà ai Ceresa, ma probabilmente di impianto più antico. E. Gribaudi cita gli Antioca, feudatari di Borgaro tra il 1560 e 1562.

    A. GROSSI. 1790, I, 15; CARTA COROGRAFICA DIMOSTRATIVA […], 1791; PLAN GEOMÉTRIQUE […], 1805; [Catasto RABBINI], 1866; TOPOGRAFIA / DELLA CITTÀ […], 1840; E. GRIBAUDI ROSSI, 1970, pp. 241-242.
    Tavola: 13

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Insinuazione, Torino, 1719, l. 10, c. 87
    • Carlo Bosio , Corso del Fiume Stura e suoi brachj, principiando dal porto della Città, sino all’imbocco del fiume Po, sotto al Parco, con la dessignazione e quantità de’ beni di cadun Particolare, che doverebbero concorre nelle spese per tenere detto fiume del suo letto, 1768, Archivio Storico della Città di Torino, Tipi e Disegni, TD rot.12.A
    • Mappa primitiva Napoleonica, 1805, Archivio Storico della Città di Torino, CAN, Sezioni 1-70
    • Plan Geomêtrique de la Commune de Turin, 1805, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Francese, Allegato A, Mappe del Catasto Francese, Circondario di Torino, Mandamento di Torino, Torino
    • Carta dei Distretti riservati per le Regie Cacce divisa in sette parti, 1816, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte Topografiche per A e B, Torino, Torino 26
    • Andrea Gatti, Catasto Gatti, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, CAG, sez. 33
    • Andrea Gatti, Colonnario Territoriale, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, COLL TER, sez. 33, art. 1249
    • Antonio Rabbini, Mappa originale del Comune di Torino, 1866, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Rabbini, Circondario di Torino, Mappe, distribuzione dei fogli di mappa e linea territoriale, Torino
    • Antonio Rabbini, Carta Topografica dei Contorni di Torino, 1878, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D116
    • Servizio Tecnico Municipale del Comune di Torino, Pianta di Torino, 1935, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.8
    • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1974, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.11
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • MuseoTorino