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Scheda: Evento - Tipo: Storico

La vigilia delle riforme carloalbertine del 1847-48

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Nell’autunno del 1847 manifestazioni che vedono l’alleanza fra ceti medi e popolari chiedono a gran voce riforme in senso liberale. Per scongiurare tensioni sociali, Carlo Alberto si avvicina riluttante sulla via delle riforme politiche.


Data dell'evento: 1847

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  • 1° ottobre 1847, saputa l’intenzione dei manifestanti di cantare l’inno a Pio IX e gridare Viva Carlo Alberto, la polizia scioglie brutalmente una dimostrazione di oltre 5 mila persone in Piazza Castello. Gli amministratori comunali si fanno portavoce verso il re del malumore cittadino. Carlo Alberto a sua volta ribadisce la propria ostilità alle dimostrazioni.

    3 ottobre 1847, a Torino, ricorrendo il compleanno del Re, scoppia una rissa con morti e feriti tra i soldati del reggimento sardo e quelli di artiglieria, per motivi di rivalità. Il generale Emanuele Pes di Villamarina dal quale, come ministro della Guerra, dipendono le forze di polizia, estraneo alle disposizioni prese il 1° ottobre, offre le proprie dimissioni al Re, dissociandosi dall’accaduto e nel tentativo di spingere il sovrano a rompere ogni indugio sulla strada delle riforme; non accettando di essere condizionato dall’atteggiamento di un suo ministro, una settimana più tardi Carlo Alberto avrebbe accettato le dimissioni del Villamarina.

    4 ottobre 1847, il capo dei decurioni municipali esprime al sovrano l’indignazione cittadina per la repressione del 1° ottobre. Il giorno seguente arriverà a Torino anche un documento di solidarietà firmato a nome dei genovesi.

    6 ottobre 1847, negli stati sardi (l’8 anche a Genova) viene proibito ogni tipo di assembramento pubblico [mentre il granduca di Toscana concede la guardia civica]. Intanto un indirizzo al Re promosso da Angelo Brofferio contro la repressione attuata il 1° ottobre ha già raggiunto 1.500 firme. In città inizia a circolare il manoscritto di una poesia satirica di Giuseppe Carbone dal titolo L’altalena col ritornello Ciondola, dondola, allusiva alle indecisioni e incertezze del sovrano, il re Tentenna.

    9 ottobre 1847, a Torino, per ordine del ministro degli Esteri Solaro della Margarita, viene sequestrato alla Posta il giornale “L’Ausonio” - stampato a Parigi su impulso, tra gli altri, della principessa di Belgioioso – a causa di un brillante articolo sui tentennamenti del Re, il quale approva il sequestro.

    10 ottobre 1847, dopo aver accettato le dimissioni del Villamarina, al contempo Carlo Alberto sollecita anche quelle del conservatore conte Solaro della Margarita, ribadendo in tal modo di voler mantenere saldamente ed esclusivamente nelle proprie mani il potere. Il giorno successivo, indirizzando al Re una lettera in cui ribadiva il proprio credo nel diritto divino, il Solaro della Margarita si dimetteva da ministro degli Esteri, carica ricoperta sin dal 1835. La “Gazzetta Piemontese” annuncia il rimpasto ministeriale attuato da Carlo Alberto: in luogo del Villamarina e del Solaro nomina rispettivamente il conte Broglia di Casalborgone e il conte
    Ermolao Asinari di San Marzano; affida poi gli Interni a Luigi Des Ambrois e il magistrato della riforma degli studi in Genova al marchese Cesare Alfieri di Sostegno.

    Dopo la concessione della Consulta di stato da parte di Pio IX (14 ottobre 1847), le dimostrazioni in suo onore a Carrara, le richieste di riforme avanzate a Milano, anche a Torino si inaugurano le manifestazioni in favore del pontefice. Il 21 ottobre 1847 una grande folla si raccoglie spontaneamente dietro a un organetto che per le strade della città intona l’inno di Pio IX; tre giorni dopo si compiono numerosi arresti a seguito di tali  dimostrazioni.

    • Ente Responsabile
    • Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino