Home \ Mascheroni grotteschi
Scheda: Tema - Tipo: Architettura e urbanistica

Mascheroni grotteschi

Le opere grottesche, tradizionalmente denominate mascheroni, sono visibili sulle facciate di molti edifici della città e si caratterizzano, fin dall’età barocca, per la notevole plasticità delle forme, generalmente di carattere zoomorfo e antropomorfo.


Periodo di riferimento: XVII secolo - XXI secolo

  • Indice
  • Categorie
  • arte urbana
  • Molti esempi di mascheroni risalenti all’età barocca decorano edifici di pregio artistico e monumentale del centro storico come i  Palazzi Sabaudi; particolarmente famosi sono quelli che contornano le finestre di Palazzo Carignano, rappresentanti i capi tribù dei nativi Irochesi  del Canada, come volle raffigurarli l’architetto Guarino Guarini. Altro importante mascherone è quello del Mastio della Cittadella: posto a chiave di volta del portone d’accesso, con la sua smorfia intendeva sbeffeggiare gli invasori che tentavano di entrare per quel ingresso, dal momento che si tratta di una falsa porta.

    Lo sviluppo urbanistico del diciannovesimo secolo implica la ridefinizione di interi quartieri cittadini, a partire dai nuovi rettifili di Via Pietro Micca e Cernaia, che consentono di transitare in piazza Statuto, sino al Corso Francia.

    Tale sviluppo comporta l’ampliamento delle vie coperte, che favoriscono l’utilizzo del grottesco nei temi decorativi dei portici stessi, in capitelli, chiavi di volta, archi e balaustre. I mascheroni grotteschi si ritrovano spesso come doccioni e ugelli di fontane, a imitazione stilistica di temi gotici e medievali. Un esempio è rappresentato dalla Fontana della Fortuna nel Borgo Medievale, dove gli ugelli hanno forma fantastica, raffigurante la testa di un drago.

    Negli anni del dopoguerra il mascherone, seppur in misura minore, è stato utilizzato da alcuni artisti come elemento simbolico: si trovano alcuni esempi sulle facciate di edifici pubblici quali la Biblioteca Civica Centrale e su alcune tombe del Cimitero Monumentale.

    I musei torinesi conservano ed espongono opere contenenti elementi grotteschi e allegorici: dipinti e arazzi fiamminghi sono esposti nella Galleria Sabauda, mentre la collezione del Museo d’Arte Orientale favorisce un vero e proprio viaggio nel grottesco orientale.

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • CAUS – Centro Arti Umoristiche e Satiriche