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Scheda: Tema - Tipo: Istituzioni civili, militari e religiose

La Chiesa nel XV-XVI secolo e il miracolo "civico" del Corpus Domini

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Tra il Quattrocento e il Cinquecento la vita religiosa di Torino fu segnata da vescovi di notevole personalità.


Periodo di riferimento: XV secolo - XVI secolo

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  • sala 1404
  • Nel Quattrocento i vescovi di Torino furono legati ai duchi di Savoia, ma non coinvolti nella disputa Roma-Avignone di cui, pure, furono parte diretta. Tranne il savoiardo Giovanni di Compeys, e furono tutti piemontesi: due Romagnano, 1411 e 1438, tre della Rovere, in successione dal 1482 al 1516. Sotto il primo, Domenico, fu edificato il Duomo.

    All’inizio del XVI sec., la sede episcopale di Torino smise d’essere suffraganea di Milano, divenendo direttamente dipendente da Roma.

    Claudio di Seyssel, un altro savoiardo, divenuto vescovo nel 1517, rinnovò profondamente la sede torinese. Forte personalità di studioso e pastore d’anime, fu anche consigliere del duca, impegnato in un duplice ruolo «politico» e religioso; scelse collaboratori di impegno pastorale ed ascetico, combatté i valdesi, rinnovò lo splendore dei riti, riorganizzò la rete ospedaliera, allontanò dalla città alcuni nobili sediziosi.

    Al 1453 risale il «miracolo del Santissimo Sacramento» di estremo rilievo per il Municipio, che sostenne l’importanza dell’evento e si batté perché fosse ricordato, con dipinti, in una piccola edicola a tre comparti con inferriate, sormontata da 3 cupolette, in cui, a inizio Cinquecento, fu autorizzato a nominare sacerdoti. Un secolo dopo sarebbe stata sostituita dall’attuale basilica del Corpus Domini, che rimase di proprietà civica.

     

    • Bibliografia

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