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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Cascina Olivero

Cascina di pianura a corte chiusa di origine seicentesca. Durante l’Assedio alla città di Torino del 1706, viene scelta come dimora e quartier generale del Duca De La Feuillade, da essa vengono decise le strategie d’attacco alla città di Torino.

 


VIA ARBE 19

Notizie dal: 1607

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  • cascina
  • Della seicentesca cascina Olivero, detta anticamente del “Pareto”, si ha la prima citazione in un atto del 1607; viene acquistata intorno al 1630 dagli Olivero; probabilmente si deve a questa famiglia e in particolare al Conte Silvestro Olivero, mastro auditore della Camera dei Conti, la costruzione della villa.

    Nel settembre 1699 egli dona un terreno ai Gesuiti coll’obbligo di costruire una Fabbrica per gli Esercizi Spirituali ed egli stesso avvia l’opera. La località prescelta è nelle vicinanze della cascina Olivero nella zona detta di Viaborge (ove sorse poi la fabbrica di automobili Chiribiri, successivamente assorbita dalla Lancia) e di Caraglio, nell’isolato tra l’odierna Via Lancia, Via Issiglio, Via S. Paolo e Via Caraglio. Durante l’Assedio del 1706 diviene sede dell’ Ospedale per le truppe d’assedio. L’edificio, terminato nel 1711, era massiccio e imponente e sorgeva isolato in mezzo ai campi. Dopo il 1866 passa al demanio e poi all’esercito che lo utilizza come polveriera (Polveriera San Paolo o Madonna della Polveriera), negli anni trenta la proprietà passa alla Lancia.

    A conferma del legame tra il Conte Silvestro e i Padri Gesuiti, egli, tra il 1705 e il 1713, fa inserire una clausola nel testamento per la quale “in mancanza della linea maschile di detti figlila cascina passi ai Padri Gesuiti. Questi ultimi sono obbligati a tenere una o più volte l’anno gli esercizi spirituali nella casaquale per tal fatto ha fatto costrurre, sebbene al presente non ancora terminata, sovra le fini della presente Città” denominata “cassina degli esercitij”.

    La villa Olivero rimane inclusa, nel 1706, nella linea di circonvallazione francese, diviene dimora e quartier generale del Duca De La Feuillade; non è incauto affermare che da questo luogo fosse diretta gran parte delle manovre dell’assedio alla città di Torino.

    Alla fine dell’Assedio del 1706, narrano i cronisti dell’epoca, “Si portarono indi i cittadini a scorrere quell’abbandonato campo nemico, così ben disposto ed ordinato che pareva una pacifica città. Nel quartiere del Re, piantato alla cascina del Conte Olivero, vi erano con bell’ordine le sue strade di transito divise da una parte e dall’altra con frequenti officine di tutte le arti”.

    La Villa Olivero, nota poi con il nome di Villa San Paolo, e divenuta centro religioso, viene abbattuta tra il 1971 e il 1972 durante i lavori di costruzione dell’ Istituto Sociale dei Padri Gesuiti.

    Nel 1790, dall’architetto Amedeo Grossi, è censita come “L’Olivero villa e cascine con Cappella dell’Illustrissimo signor Conte D. Angelo Benedetto Bruco di Sordevolo”(eredi della famiglia Olivero). E’ localizzata “lungo la strada del Gerbo tendente da porta Susina al luogo di Beinasco distante un miglio e mezzo da Torino”, ha pianta a “C”, corte a chiusa e giardini di notevole superficie, localizzati nei pressi della casa rurale.

    Il Grossi rileva altresì la cappella, adiacente alla fabbrica civile e così ne descrive l’intero fabbricato: “il palazzo è uno de’ ragguardevoli che vi sono sul territorio di Torino, avente dieci membri al pianterreno e quindici al pian nobile, ed una magnifica galleria a caduto di detti piani”.

    Nelle mappe del Catasto Napoleonico del 1805, la cascina viene rilevata come un blocco chiuso con manica isolata verso sud-est. Nel 1820, come si evince dalla mappe del Catasto Gatti, la situazione planimetrica rimane invariata e la cascina risulta composta da casa civile, case ristucche, casi da terra (depositi di attrezzi e prodotti agricoli), cappella, orto, campi e prati; la proprietà viene attribuita al signor Racca. Nel Catasto Rabbini del 1866 non si registrano variazioni planimetriche e la cascina viene identificata come “Cascina Racca”.

    La Variante al Piano Regolatore Generale del 1926, segnala il profondo ridisegno stradale dell’area, che distrugge il disegno dell’apparato irriguo e stradale rurale esistente. Le fabbriche presenti oggi, abitazioni, stalle, fienili e casi da terra (depositi di attrezzi e prodotti agricoli), sono disposti intorno alla corte interna. E’ di notevole interesse una torre, forse una colombaia.

    In anni successivi i Gesuiti prendono possesso, per lascito della famiglia Racca, discendente degli Olivero, di tutta l’area.

    La cascina, in buono stato di conservazione, è ora di proprietà privata ed è adibita a uso residenziale e a magazzino.

     

    Note

    Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
    L'OLIVERO
    Via Correnti, Via Arbe

    Cascina di pianura.
    Edificio rurale di valore documentario, esempio di cascina di pianura, ora inserita nel costruito, con uso residenziale-artigianale.
    Secondo la descrizione del Grossi, la cascina, di grandi dimensioni, era dotata di palazzo: «...uno dei più ragguardevoli che vi siano in Torino [...] per lo che servì da quartier generale de' Francesi nell'anno 1706». Si può pertanto far risalire la costruzione all'ultimo quarto del Seicento. Il civile viene trasformato in polveriera a metà Ottocento e demolito all'inizio di questo secolo. II rustico è oggi in discrete condizioni.

    A. GROSSI, 1790; CARTA COROGRAFICA DIMOSTRATIVA […], 1791;PLAN GEOMÉTRIQUE[…], 1805; [Catasto RABBINI], 1866; TOPOGRAFIA / DELLA CITTÀ [...], 1840; E. GRIBAUDI ROSSI, 1970, pp. 93-97.
    Tavola: 56

    • Bibliografia
    • Fonti Archivistiche
    • La Marchia , Carte de la Montagne de Turin avec l’etendue de la pleine dépuis le Sangon jusqu’a la Sture, 1694 – 1703, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte topografiche per A e B, Torino, Torino 14
    • Plan du mémorable siège de la Ville et Citadelle de Turin, 1706, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D26
    • Francesco De Caroly , Carta topografica dimostrativa dei contorni della città di Torino e Campagne Reali dedicata a Sua Maestà la Regina di Sardegna dall’Umilissimo e Fedelissimo Suddito De Caroly in Torino 1785, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte topografiche segrete, Torino 16 B I Rosso
    • Amedeo Grossi, Carta Corografica dimostrativa del territorio della Città di Torino, 1791, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D1800
    • Mappa primitiva Napoleonica, 1805, Archivio Storico della Città di Torino, CAN, Sezioni 1-70
    • Plan Geomêtrique de la Commune de Turin, 1805, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Francese, Allegato A, Mappe del Catasto Francese, Circondario di Torino, Mandamento di Torino, Torino
    • Carta dei Distretti riservati per le Regie Cacce divisa in sette parti, 1816, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte Topografiche per A e B, Torino, Torino 26
    • Andrea Gatti, Catasto Gatti, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, CAG, sez. 23
    • Andrea Gatti, Colonnario Territoriale, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, COLL TER, sez. 23 , art. 1043
    • Antonio Rabbini, Mappa originale del Comune di Torino, 1866, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Rabbini, Circondario di Torino, Mappe, distribuzione dei fogli di mappa e linea territoriale, Torino
    • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1911, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D135
    • Servizio Tecnico Municipale del Comune di Torino, Pianta di Torino, 1935, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.8
    • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1974, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.11
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    • MuseoTorino