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Scheda: Tema - Tipo: Amministrazione pubblica

Ex Circoscrizione 9, Nizza Millefonti - Lingotto - Filadelfia

La Circoscrizione 9 comprende i quartieri Lingotto, Nizza Millefonti, Filadelfia e si estende a sud di Torino su un’area di circa sette km quadrati, con oltre settantaseimila abitanti.


Inizio: 1983

1. La Circoscrizione

L’area della Circoscrizione a Sud confina con  Moncalieri - via Onorato Vigliani; a Nord confina con corso Bramante tratto Ferrovia; a Est confina con corso Unione Sovietica; a Ovest con corso Unità d’Italia - fiume Po.

Il territorio è caratterizzato, fin dal XVIII secolo, da due assi radiali principali – la strada di Nizza e la strada di Stupinigi (oggi Corso Unione Sovietica) e da un unico asse trasversale,  corrispondente all’odierna via Passo Buole. Parallelamente a questi due assi di comunicazione viene costruita (1846-1848) la Ferrovia per Genova che segna la suddivisione tra due zone, ad Est ed ad Ovest del percorso ferroviario, che avranno uno sviluppo tra loro molto distinto.

Un rapido sviluppo industriale e residenziale si svolgerà nella zona ad est della ferrovia, lungo l’asse di via Nizza che tra fine ‘800 ed inizio ‘900 passerà gradualmente da zona agricola a borgo operaio, con la presenza di primi piccoli insediamenti produttivi. L’evento che segna  radicalmente il territorio fu la nascita dello stabilimento della Fiat Lingotto (1916-1922) che divenne un polo d’occupazione su scala cittadina ed oltre.

La zona ad ovest della ferrovia, caratterizzata da economia  agricola basata sulle cascine, si  svilupperà solo a partire dagli anni Trenta con una componente fondamentale del popolamento proveniente da persone legate al commercio e da venditori ambulanti di generi alimentari. Simbolo della trasformazione di quegli anni è la costruzione del nuovo Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso (MOI) che seguì di qualche anno l’inaugurazione del Campo Torino (poi Filadelfia).

Negli anni Sessanta si segnala l’urbanizzazione di Corso Traiano e di Via Ventimiglia, nonchè la bonifica degli stagni e delle sorgenti a valle di via Genova per l’allestimento del complesso di Italia ’61 (celebrazioni Centenario Unità d’Italia).

La crisi della metà degli anni Settanta avviò la fase di deindustrializzazione e il decremento  demografico. L’episodio simbolo fu la chiusura, nel 1982, dello stabilimento del Lingotto. Dagli anni Novanta in poi gran parte del territorio e degli edifici destinati alla produzione sono oggetto di trasformazione. 8 Gallery, Eataly, Villaggio Olimpico sono solo alcuni degli esempi.

2. Nizza Millefonti

La zona  Nizza Millefonti occupa la parte est della Circoscrizione ed è indicativamente delimitata a sud da piazza Bengasi,  a ovest dalla Ferrovia, a nord da c.so Bramante e a est dal  fiume Po.  Via Nizza fu attraversata  nel corso degli anni da due successive cinte daziarie (la prima nel 1853 e poi nel 1912) con rispettive porte d’accesso alla città, corrispondenti alle attuali piazza Carducci e piazza Bengasi. Lungo tale asse si svilupparono progressivamente piccole borgate (Tetti Frè, Millefonti) le quali verranno man mano  inglobate in un tessuto urbano più fitto e denso per la crescita parallela di impianti produttivi  che, da piccoli laboratori,  arrivano  a essere industrie di rilievo caratterizzanti la zona per quasi tutto il Novecento. La Riv, la  Fiat, la Carpano sono gli esempi emblematici che ancora oggi segnano il quartiere con i loro edifici quasi intatti ma,  a causa del processo di de-industrializzazione, completamente rivisitati nelle funzioni.   Invece ciò che era un tempo buona parte della Borgata Millefonti si rintraccia oggi solo nel suo nome che evoca la ricchezza delle sorgenti della zona; infatti,  dopo la bonifica a valle di via Genova sono sorti, per celebrare il centenario dell’Unità italiana,  il complesso degli edifici, per quegli anni avveniristici, di Italia ’61, nonchè  prestigiosi palazzi di edilizia residenziale privata.

Parte del complesso, incastonato nell’area verde nelle vicinanze del fiume, è stato in parte ristrutturato in occasione delle Olimpiadi Invernali 2006 e costituisce l’accesso a  sud della città; in tale area si trova altresì il Museo Nazionale dell’Automobile che riapre nel 2011 completamente rinnovato.

3. Lingotto

Quando diciamo “Lingotto” pensiamo subito allo stabilimento Fiat di via Nizza estendendo la stessa denominazione al quartiere circostante. In realtà il Lingotto vero e proprio costituisce la parte meridionale della Circoscrizione 9 delimitata a est dalla ferrovia, a ovest da corso Unione Sovietica, a sud da via Vigliani e si delinea inizialmente intorno all’asse di via Passo Buole: lungo questa direttrice si trova ciò che rimane dell’antico Borgo del Lingotto, il cui nome deriva da un’antica famiglia di proprietari terrieri originaria di Moncalieri.

Intorno alla metà del Seicento nella zona sono già presenti molti degli elementi che ne caratterizzeranno lo sviluppo nei secoli successivi, in particolare alcune vie parallele alla strada per Nizza e la chiesa parrocchiale del Lingotto. Fino alla fine dell’Ottocento la zona è rurale; con l’avvento dell’industrializzazione  vi è un crescendo demografico che connota quindi definitivamente il Lingotto come borgo operaio.

Attualmente sul territorio poche sono le tracce risalenti all’epoca rurale – ma anche rare rimangono le  tracce relative al periodo industriale: paradigmatica è l’area dell’ex- Fiat Avio su parte della quale è sorto l’Oval, uno degli edifici che ha segnato architettonicamente  il quartiere per le Olimpiadi Invernali 2006, mentre per la restante parte si è in attesa dell’avvio del discusso progetto “grattacielo Fuksas” che diventerà sede unica della Regione.

4. Filadelfia

E’ la zona a nord ovest della Circoscrizione, situata tra corso Unione Sovietica a ovest, corso Bramante a nord, la ferrovia a est e corso Giambone a sud.

L’area è rimasta rurale fino alla metà degli anni Venti; inizia poi il sistematico abbattimento delle cascine (rappresentativo è rimasto un solo blocco di pietra che costituiva l’ingresso della “Ciattigliera”) e la nuova urbanizzazione con l’insediamento di popolazione in buona parte  legata ad attività commerciali.

Fino agli anni Trenta vengono edificate costruzioni che resistono ancor oggi con funzioni identiche alle originarie, come il sottopassaggio di corso Agrigento (oggi corso Giambone), la scuola Duca degli Abruzzi, piazza Balilla, attuale piazza Galimberti. Altre sono ancora visibili pur con funzioni ora mutate: lo stabilimento del Chinino di Stato, diventato sede della Polizia Municipale, il Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso, trasformato in Villaggio Olimpico nel 2006 e che attualmente ospita servizi e abitazioni.

Risale al 1926 l’inaugurazione del campo da calcio del Torino in via Filadelfia (che ha dato il nome al Borgo dopo il trasferimento del MOI): impianto fortemente simbolico per la popolazione non solo del quartiere, il “Fila”, che versa da anni in stato di abbandono è presidiato da sempre dal popolo granata.

Di tutt’altra natura, nuova e originale, è il segno costituito dall’Arco Olimpico, diventato uno dei simboli della città.

E ancora diverso e unico in Europa, segno di inversione di tendenza, è il Parco dell’Arte Vivente, area espositiva all’aria aperta con installazioni e progetti in progress sul tema dell’arte del vivente. Il Parco tende a chiudere un ciclo, riportando l’area alla sua vocazione verde preesistente alla parentesi industriale cessata, nei primi anni Novanta, con la chiusura della Framtek.

  • Bibliografia
  • Sitografia
  • Fototeca
  • Ente Responsabile
  • Circoscrizione 9, nel 2011