Scheda: Soggetto - Tipo: Persona

Pietro Canonica (Moncalieri 1869 - Roma 1959)

Scultore. Attivo a Roma, dal 1926 sistemò la sua produzione in un'ala di una costruzione di Villa Borghese, la "Fortezzuola" (in cui l'artista visse e morì), da lui poi donata al Comune che ne fece il museo "Canonica". La sua scultura, di vena romantica, tra intimista e allegorica, si espresse soprattutto nei monumenti celebrativi. Canonica è ricordato anche per la sua attività musicale, avendo composto musica da camera e melodrammi, tra cui La sposa di Corinto (1918) e Medea (1953).


Nascita: 1869
Moncalieri (Torino)

Morte: 1959
Roma

Categorie

  • pittore | architetto | musicista | scultore

Pietro Canonica, scultore, musicista, architetto e pittore, dal 1881 studia all’Accademia Albertina di Torino, allievo del corso di disegno di Enrico Gamba e di scultura di Odoardo Tabacchi. La formazione iniziale è legata alla tradizione romantica declinata, in seguito, con spirito realistico che condurrà l’artista a diventare  un ricercato ritrattista del gran mondo internazionale. Nel 1910 è docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia, successivamente professore e direttore dell’Accademia di belle Arti di Roma, dove si trasferisce nel 1922. Nel 1885 partecipa al concorso per il monumento a Quintino Sella a Biella. Dal 1886 partecipa alle esposizioni della Società Promotrice di Belle Arti di Torino e dal 1888 a quelle del Circolo degli Artisti. Partecipa alle principali esposizioni nazionali e internazionali con notevole successo di critica e mercato: Parigi 1887, Milano 1891, Palermo 1891, Parigi 1893, Venezia 1899 e 1901, Londra 1903 e 1904, Napoli 1921, Budapest 1936. Nel 1908 esegue una scultura raffigurante Il Tirreno per il monumento a Vittorio Emanuele II a Roma. Autore di numerosi monumenti celebrativi tra i quali: il monumento a Umberto I (1902) a Stresa e i monumenti a Nicola Nicolajevich (1913) a San Pietroburgo e allo zar Alessandro II (1914) a Peterhoff,  distrutti nel 1917; al Cavalleggiere (1923) e all’Arma dell’Artiglieria (1930) a Torino; all’Indipendenza turca (1928) a Costantinopoli, a Re Freisal (1931) a Bagdad, all’Artigliere di Montagna a Biella, all’Alpino a Courmayeur e al Mulo a Villa Borghese a Roma. Autore di statuette di genere e di monumenti funebri. Esegue anche i monumenti a Benedetto XV e a Pio XI nella Basilica vaticana. Vasta è la produzione a carattere religioso che si infittisce soprattutto nel secondo dopoguerra.

Le sue opere sono conservate nella Galleria d’Arte Moderna di Torino, in quella di Venezia e nel museo Canonica a Roma, nel parco di Villa Borghese, alla “Fortezzuola”, dove Pietro Canonica aveva la propria abitazione e l’atelier e dove è conservata un’ampia selezione delle opere e dei modelli in gesso, insieme alla sua collezione di dipinti, arazzi e arredi antichi (1).

 

Note

(1) cfr. Panzetta, Alfonso, Atlante regionale degli scultori italiani dal neoclassicismo al primo Novecento. Il Piemonte: da Amedeo Lavy a Medardo Rosso, Adarte, Torino 2008, pp. 74-75.

Si veda Canavesio, Walter, Pietro Canonica scultore senza tempo, in"Studi Piemontesi", dicembre 2019, vol. XLVIII, fasc.2, pp. 481-494 (con indicazione di consistente bibliografia).

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