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Scheda: Tema - Tipo: Storia

07. Le lapidi che non ci sono

Trattando il tema della memoria civica dei caduti della Resistenza, può apparire singolare che si dedichi uno spazio anche a quanti non entrarono a far parte di quel patrimonio che nell'immediato dopoguerra si stabilì di tramandare alle generazioni future. Soffermarsi sul rovescio di questo aspetto può oggi costituire uno stimolo a una riflessione sulla moralità che ispirò le scelte di allora e selezionò la memoria, determinando in sostanza cosa ricordare.


CORSO REGINA MARGHERITA 16

Periodo di riferimento: 10 Settembre 1943 - 30 Ottobre 1943

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  • 1. Le lapidi che non ci sono

    "In un volume dedicato alla memoria civica dei caduti della Resistenza, può apparire singolare che si dedichi uno spazio anche a quanti non entrarono a far parte di quel patrimonio che nell'immediato dopoguerra si stabilì di tramandare alle generazioni future. Soffermarsi sul rovescio di questo aspetto può oggi costituire uno stimolo a una riflessione sulla moralità che ispirò le scelte di allora e selezionò la memoria, determinando in sostanza cosa ricordare.

    A Torino fin dai giorni successivi alla Liberazione, il bisogno di memoria si affermò in una dimensione del tutto spontanea, ossia attraverso la deposizione di fiori, biglietti e fotografie proprio nei luoghi in cui era avvenuta la morte del singolo partigiano. Poi cominciarono ad apparire le prime piccole lapidi, diverse fra loro nel formato e nelle iscrizioni, che segnarono in forma più stabile i nuovi luoghi di memoria che la comunità andava definendo.

    La faticosa mediazione condotta dall'Amministrazione civica (che aveva altri progetti) con la comunità torinese fece sì che fosse il Comune ad assumersi l'onere economico e l'incarico di provvedere tecnicamente alla posa delle pietre commemorative, ottenendo in cambio una omologazione e il rispetto di un iter burocratico. Cominciarono così ad affluire agli uffici preposti le richieste di familiari e amici di partigiani caduti, per la concessione di una lapide. Ma non solo. Si rivolsero all'ente pubblico anche i parenti di quanti avevano perso la vita casualmente durante le azioni belliche in città, soprattutto nel corso dell'insurrezione. Nei loro confronti, si mostrò spesso una comprensione che rispondeva a un criterio emotivo, di immediatezza, e appariva come una sorta di risarcimento della comunità, specialmente nel caso di vittime deboli e indifese. Diventarono così resistenti a tutti gli effetti e titolari di lapidi anche bambini, anziani e ignare madri di famiglia.

    Nei confronti di alcune tipologie di caduti, invece, si registrò immediatamente una sorta di autocensura diffusa – operante persino all'interno della dimensione familiare degli interessati – che sconsigliò di presentare la domanda. Si trattava in sostanza di quei torinesi uccisi nel corso di azioni di saccheggio compiute al momento dell'occupazione tedesca, che secondo la sensibilità di quel momento non potevano attribuirsi a un atto di resistenza – e dunque meritevoli di un ricordo – ma a un interesse privato, volto al raggiungimento di un beneficio personale. Questo orientamento, riflesso della moralità comunitaria allora prevalente, si coniugò perfettamente con la scelta del Comune di regolare l'ingresso nel ricordo pubblico attraverso una istruttoria preliminare sulla figura del caduto da ricordare. Non bastava insomma aver perso la vita per mano dei tedeschi invasori o dei fascisti, occorreva capire in quali circostanze fosse avvenuta la morte.

    Fu così che restarono fuori dal grande abbraccio comunitario quasi tutti i caduti del settembre 1943 ossia quelle donne, quegli uomini e quei ragazzi, i quali, pur avendo perso la vita per mano del nemico, non potevano essere ricordati perché portatori di un difetto di moralità. Nella memoria collettiva dell'epoca erano ancora vivi i due episodi avvenuti l'11 settembre 1943, quando la folla aveva saccheggiato l'Opificio militare di corso Regina Margherita e la caserma del Presidio aeronautico di via Principe Amedeo alla ricerca di calzature, vestiario e cibo. L'improvviso sopraggiungere dei tedeschi aveva provocato due stragi:17 vittime nel primo caso e 5 nel secondo, tra cui una ragazzina di soli quattordici anni.

    I caduti del settembre 1943 vennero così rimossi quasi in blocco da ogni forma di ricordo. Basti pensare che su 49 caduti registrati nei giorni dell'occupazione di Torino (10-12 settembre 1943), la memoria civica tramanda il ricordo di appena 5 di essi, con un'incidenza pari al 10 per cento. Se consideriamo poi tutti i caduti fino al 30 settembre, pari a 52, la percentuale cala anche al di sotto. Giudicato come momento vergognoso, l'oblio scese così su quei fatti e poco importò che la sottrazione di materiale avesse tolto risorse utili agli invasori, permettendo la sopravvivenza ad una popolazione stremata producendo a suo modo un atto di resistenza; nella dimensione retorica che si stava costruendo l'unica sottrazione ritenuta moralmente accettabile poteva essere solo ed esclusivamente quella delle armi.

    L'ostracismo che colpì le vittime del settembre 1943 coinvolse anche quei torinesi vittime del caso e della ferocia tedesca, uccisi senza motivo dai camion militari di passaggio nei corsi oppure morti in seguito agli investimenti mortali da loro provocati nei giorni dell'occupazione. Né parve particolarmente significativo tramandare il ricordo dei caduti di Porta Nuova uccisi a mitragliate dai tedeschi in reazione ai fischi e alle urla lanciate contro di loro, o ai civili e ai militari del Nizza Cavalleria, morti in corso Stupinigi (ora Turati) davanti al Mauriziano, durante una disperata carica contro le camionette tedesche per sfuggire alla deportazione.

    La moralità di quel momento non permetteva sconti." (1)

    2. I caduti

    Carenzi Giovanni (28.4.1909, Scandolara, CR) legionario Mvsn, Non residente, caduto il 10.09.1943 presso albergo Astoria (Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374; Comune di Torino, Stato civile, atti di morte, n. 1604, h 11 Ospedale militare).

    Comba, Vittorio Riccardo (13.5.1925, Coazze, TO), operaio, residente  in via Orbassano 58, Bruino, caduto in via Nizza davanti la stazione di Porta Nuova il 10.09.1943 (Aosg, Mattinali di Ps dal 10 all'11.9, n. 1217, ore 19,45. Asct, scheda anagrafica. Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, Archiviazioni, 1943, n. 18204).

    Levi, Amadio (08.8.1858, Modena), commesso viaggiatore; benestante, residente in via San Pio V 7, caduto in via Nizza davanti la stazione di Porta Nuova il 10.09.1943 (Asct, scheda anagrafica. Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n.?; Comune di Torino, Archivio Stato civile, atti di morte, n. 1581, h 19 Molinette).

    Maccapani, Ivo (1924, Morano sul Po, AL) operaio delle Ferrovie dello Stato, Deposito Locomotive, residente in corso Regina Margherita 274, caduto presso l’albergo Astoria il 10.09.1943 (Aosg, Mattinali di Ps dal 10 all'11.9, n. 1212, ore 20).

    Mosso, Sisto (02.3.1882, Piovà d'Asti, AT) panettiere, residente in corso Bolzano 4, caduto in via Cernaia il 10.09.1943 (Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374. Asct, scheda anagrafica).

    Barbaroux, Riccardo Domenico (14.10.1902 Torino), tubista, residente in corso Palermo 98, caduto in luogo non identificato l’11.09.1943 (Asct, scheda anagrafica; Comune di Torino, Stato civile, atti di morte, n. 1547, h 16 Molinette).

    Barberis, Teresa (1926, Torino) apprendista, residente a Torino, caduta presso l’Opificio militare l’11.09.1943 (Ast, Registro dei reati, 1943, n. 18402; Comune di Torino, Archivio Stato civile, atti di morte, n. 1627).

    Bossotti, Italo Giacomo (10.10.1915, Torino) macellaio,  residente in corso Belgio 54,  caduto in luogo non identificato l’11.09.1943 (Comune di Torino, Stato civile, 1943, atti di morte, n. 1579, h 15, Molinette).

    Caneparo in Calvo, Margherita (04.01.1901, Torino) guantaia, residente in lungo Po Antonelli 3, caduta in luogo non identificato l’11.09.1943 (Asct, scheda anagrafica. Ast, Procura presso il Trib. di Torino, 1943, n. 18374; Comune di Torino, Stato civile, 1943, atti di morte, n.1578, h 14,30 Molinette).

    Cassiano, Ugo Luigi (10.11.1925, Torino) scolaro, via Bardassano 2, residente in corso Farini, caduto nei pressi dell'Opificio militare l’11.09.1943 (Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 17976. Asct, scheda anagrafica).

    Caviglione, Ernesto (04.01.1914, Torino) commesso presso la Società Promotrice Belle Arti, caduto in via XX Settembre angolo via Alfieri l’11.09.1943 (Aosg, Mattinali di Ps dall'11 al 12.9, n.1229, ore 18,30. Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374).

    Cominetti, Luigi (25.12.1885, Ronsecco Vercellese, VC) tramviere, residente in via del Meisino 3, caduto in corso Belgio angolo corso Tortona nei pressi dell’ Opificio militare l’11.09.1943 (Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374).

    Corbelletti, Mario (18.06.1906, Torino) tipografo, residente in via Barbaroux 20, caduto in via Garibaldi angolo via Mercanti  l’11.09.1943 (Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374).

    Gagliardi, Pietro (20.04.1898, Vespolate, NO) ferroviere, residente in via Cossila 18, caduto in corso Belgio angolo corso Regina Margherita l’11.09.1943 (Asct, scheda anagrafica. Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374; Comune di Torino, Archivio Stato civile, atti di morte, n. 1593, h 12).

    Giacoletto, Giovanni (06.09.1906, Ponte San Martino, AO) commerciante, caduto in corso Belgio nei pressi dell'Opificio militare l’11.09.1943 (Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374).

    Giannessi, Silvana (20.04.1929, Torino) scolara, residente in via Principe Amedeo 52,  caduta in via Principe Amedeo 48 alla caserma Lamarmora l’11.09.1943 (Aosg, Mattinali di Ps dall'11 al 12.9, n. ?, ore 19,30. Asct, scheda anagrafica).

    Godano, Elena (10.08.1885, Cavour, TO) casalinga, residente in via Delpiano 8, caduta in via Principe Amedeo 48 alla caserma Lamarmora l’11.09.1943 (Aosg, Mattinali di Ps dall'11 al 12.9, n. ?, ore 19,30).

    Guerin ved. Aria, Marie (27.11.1898, L'Isle sur la Sorgue, Francia) operaia animista, residente in via Padova 5, caduta in corso Regina Margherita 96 bis l’11.09.1943 (Asct, scheda anagrafica)

    NN, NN,  caduto in corso Regina Margherita l’11.09.1943 (Ast. Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374).

    Platti, Angelo Pietro (28.01.1903, Tolosa, Francia) operaio meccanico, residente in via Principe Amedeo 38, caduto in via Principe Amedeo 48 alla caserma Lamarmora l’11.09.1943 (Aosg, Mattinali di Ps dall'11 al 12.9, n. ?  ore 19,30).

    Pozzo in Gino, Giuseppina (31.05.1913, Asti) casalinga, residente in corso Regina Margherita 140, caduta in corso Belgio nei pressi dell'Opificio militare l’11.09.1943 (Asct, scheda anagrafica; Comune di Torino, Stato civile, 1943, atti di morte, n. 1594, h 12).

    Raja, Gaetano (11.10.1908, Termini Imerese, PA) operaio, residente in via Borgo Dora 39, caduto in corso Regina Margherita l’11.09.1943 (Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n.18374. Asct, scheda anagrafica).

    Rizzo, NN, donna, residente a Barriera di Casale, caduta presso l’Opificio militare l’11.09.1943 (P. Morini (a cura di), Tra Borgata Rosa e Barriera di Casale. 25 aprile 1945. Quarant'anni dopo. Piccoli appunti e ricordi perché duri la memoria, p. 10).

    Romano, Giovanni (28.05.1886, Ortanova, FG) manovale gommista; venditore ambulante residente in via Borgo Dora 26, cadauto in corso Belgio nei pressi dell'Opificio militare l’11.09.1943 (Asct, scheda anagrafica. Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374).

    Ruffino, Alessandro (07.06.1870, Gassino, TO) venditore ambulante, residente in via Martinetto 12, caduto in corso Belgio nei pressi dell'Opificio militare (Asct, scheda anagrafica. Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374).

    Sandri, Giuseppe (23.07.1895, Benevello, CN) contadino, manovale, residente in corso Casale 475, caduto in corso Belgio nei pressi dell'Opificio militare l’11.09.1943 (Asct, scheda anagrafica. Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374).

    Scovero in Giulia, Maddalena (24.02.1894, Montechiaro d'Asti, AT) operaia, donna di fatica, residente in via degli Artisti 13, caduta in corso Belgio nei pressi dell'Opificio militare l’11.09.1943 (Aosg, Mattinali di Ps dall'11 al 12.9, n.1227; Asct, scheda anagrafica; Comune di Torino, Stato civile, 1943, atti di morte, n. 1584, h 12,30 S. Giovanni Vecchio).

    Valle, Giovanni (01.01.1895, Marentino, TO) manovale, residente in strada Calleri 4, caduto in corso Belgio angolo corso Regina, nei pressi dell'Opificio militare l’11.09.1943 (Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374. Asct, scheda anagrafica).

    Vinesio, Sergio (13.06.1928, Asigliano Vercellese, VC) residente in corso Palermo 100, caduto presso l’Opificio militare l’11.09.1943 (Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374).

    Andronico, Giuseppe (19.08.1923, Catania) militare, aviere della Regia Aeronautica, allievo montatore, non residente a Torino, caduta presso la caserma Lamarmora il 12.09.1943 (Asct, scheda anagrafica. Aosg, Mattinali di Ps dal 12 al 13.9, n. 1242; Comune di Torino, Stato civile, 1943, atti di morte, n. 1570, h 14,30 Molinette).

    Barcello, Battista (1922, Bergamo) militare del Regio Esercito Alpini, Non residente a Torino, caduto presso il ponte Ferdinando di Savoia sullo Stura, corso Giulio Cesare, il 12.09.1943 (Asct, 1947 . IX 6 Affari gabinetto del Sindaco, c. 645, f. 8).

    Berselli, Franco (1924, Lodi) militare del Regio Esercito Alpini, Non residente a Torino, caduto presso il ponte Ferdinando di Savoia sullo Stura, corso Giulio Cesare, il 12.09.1943 (Asct, 1947 . IX 6 Affari gabinetto del Sindaco, c. 645, f. 8).

    Cappa, Mario Luigi (13.09.1916, Torino) caporale maggiore, I Rgt. Nizza Cavalleria, caduto in corso Stupinigi, davanti all'ospedale Mauriziano, il 12.09.1943 (Asct, 1947 . IX 6, Affari gabinetto del Sindaco, c. 645, f. 8. Asct, scheda anagrafica).

    Cassiani, Antonio Angelo (13.05.1900, Pavia) inserviente presso Divisione Disciplinare Consumi, via della Rocca 14, caduto in via Principe Amedeo 48 alla caserma Lamarmora il 12.09.1943 (Asct, 1947 . IX 6 Affari gabinetto del Sindaco, c. 645, f. 8. Asct, scheda anagrafica; ferito l'11 e deceduto il 12 alle h 11 alle Molinette, n. 1595 atto di morte).

    Galbiati, Luciano (1924, Lodi) militare del Regio Esercito  Alpini, Non residente, caduto presso il ponte Ferdinando di Savoia sullo Stura, corso Giulio Cesare, il 12.09.1943 (Asct, 1947 . IX 6 Affari gabinetto del Sindaco, c. 645, f. 8. Asct, scheda anagrafica).

    Paniati, Luigi Felice (03.01.1912, Torino) autista, piazza Toti 14,  caduto il 12.09.1943 (Asct, scheda anagrafica; Comune di Torino, Stato civile, 1943, atti di morte, n. 1580, h 22 Molinette).

    Porrera, Aldo (11.05.1906, Torino) operaio Fiat Lingotto, officina 3, residente in via Mombarcaro 22, caduto in via De Sanctis, dietro le caserme del Genio ferrovieri il 12.09.1943 (Asct, 1947 . IX 6 Affari gabinetto del Sindaco, c. 645, f. 8).

    Racanello, Pietro (19.12.1891, Torino) meccanico, caduto in borgata Dora il 12.09.1943 (Ast, Registro dei reati, 1943, n. 18395. Ast, fondo Pnf, b. 310, f. 106385).

    Ragni, Elia (1918) milite Mvsn, non residente a Torino, caduto presso il ponte Ferdinando di Savoia sullo Stura, corso Giulio Cesare, il 12.09.1943 (Asct, 1947 . IX 6 Affari gabinetto del Sindaco, c. 645, f. 8).

    Tebaldi, Paolo (1919, Bergamo) militare di Savoia, non residente a Torino, caduto presso il ponte Ferdinando di Savoia sullo Stura, corso Giulio Cesare, il 12.09.1943 (Asct, 1947 . IX 6 Affari gabinetto del Sindaco, c. 645, f. 8. Asct, scheda anagrafica).

    Viero, Ennio (12.01.1925, Firenze) apprendista saldatore, residente in via Corridoni 44, caduto in corso XXVIII Ottobre nei pressi del fiume Po il 12.09.1943 (Asct, scheda anagrafica. Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, Archiviazioni, 1943, n. 18374).

    Santomartino, Enrico (04.12.1915, Torino) verniciatore, residente in via Pacchiotti 29, caduto probabilmente presso l’Opificio militare il 13.09.1943 (Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374; Comune di Torino, Stato civile, atti di morte, n. 1549, h 3,30 Maria Vittoria).

    Molino, Felice (02.05.1890, Ferrere d'Asti, AT) ex commerciante in generi alimentari, residente in corso Traiano 26, caduto il 14.09.1943 (Asct, scheda anagrafica. Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, 1943, n. 18374).

    NN, NN (1918) caduto il 14.09.1943.

    Rainero, Giuseppe (11.01.1920, Magliano Alfieri, CN) gommista, militare, residente in strada Lanzo 123, caduto il 16.09.1943 (Asct, scheda anagrafica; Aom, Registro chirurgia uomini, 1943, n. 270 (ferito l'11.9.43)).

    Ribolla, Giacomo (1863, Antegnate) calzolaio, caduto in borgata Moncenisio il 17.09.1943 (Ast, Registro dei reati, 1943, n.?; Comune di Torino, Archivio Stato civile, 1943, n. 1620).

    Badà, Riccardo (24.10.1904, Torino) litografo, residente in via San Quintino 5, fu ferito in corso Belgio nei  pressi dell'Opificio militare l'11.9.43 caduto il 18.09.1943 (Ast, Procura presso il Tribunale di Torino, Archiviazioni, 1943, n. 18210; Comune di Torino, Stato civile, atti di morte, n.1623, h 5 Molinette).

    Amelotti, Virgilio Marone (Argentina) ebanista operaio, residente in corso Tortona, 2, caduto il il 20.09.1943 (Asct, scheda anagrafica; Archivio cimitero monumentale – Acm, registro inumazioni, 1943, 26.9.43).

    Guazzoni in Ferrari, Federica (29.11.1903, Frugarolo, AL) parrucchiera per signora coadiuvante del marito, residente in via Botero 19, caduta in borgata Moncenisio il 20.09.1943 (Ast, Registro dei reati, 1943, n. 18503. Asct, scheda anagrafica).

    Biasini, Battista Libero (20.08.1910, Esine, BS) manovale, residente in piazza B. Marcello 6, caduto in borgata Dora il 26.09.1943 (Ast, Registro dei reati, 1943, n. 18756. Asct, scheda anagrafica).

    Bonetto, Emilio, caduto in borgata Moncenisio il 1.10.1943 (Ast, Registro dei reati, 1943, n. 19550).

    Scienza in Lughi, Giovanna (1908, Castelnuovo Veronese, VR) impiegata, residente a Castelnuovo Veronese, caduta presso la Caserma Nizza Cavalleria il 19.10.1943 (Ast, Registro dei reati, 1943, n. 20612; Comune di Torino, Stato civile, atti di morte, 1943, n. 1730, h 21 presso Caserma Nizza Cavalleria).

    Bosco, Gaspare (1895, Chieri, TO) operaio, residente a Chieri, caduto in corso Stupinigi 320 il 30.10.1943 (Ast, Registro dei reati, 1943, n. 21209; Comune di Torino, Stato civile, atti di morte, 1943, n. 1739). (1)

     

    Note

    (1) Nicola Adduci, Le lapidi che non ci sono, in Adduci, Nicola [et al.] (a cura di), Che il silenzio non sia silenzio. Memoria civica dei caduti della Resistenza a Torino, Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà - Istoreto, Torino 2015, pp. 154 - 163

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • Asct, Archivio Storico della Città di Torino
    • Ast, Archivio di Stato di Torino
    • Aosg, Archivio dell’Ospedale San Giovanni
    • Ente Responsabile
    • Istoreto
    • MuseoTorino
    • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà