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Palazzo Madama. Fotografia di Giancarlo Dall'Armi. © Archivio Storico della Città di Torino

Torino raccontata I.

“La casa dei secoli” di Guido Gozzano.


“La casa dei secoli è il Palazzo Madama. Nessun edificio racchiude tanta somma di tempo, di storia, di poesia nella sua decrepitudine varia. Il Colosseo, il Palazzo dei Dogi, tutte le moli ben più illustri e più celebrate, ricordano il fulgore, di qualche secolo; poi è l’ombra buia dove tutto precipita. Il Palazzo Madama è come una sintesi di pietra di tutto il passato torinese, dai tempi delle origini, dall’epoca romana, ai giorni del nostro Risorgimento. Per questo io lo prediligo fra tutti. Noi torinesi non lo sentiamo più, non lo vediamo più, come tutte le cose troppo vicine e troppo familiari, sin dall’infanzia, o lo consideriamo come un ostacolo non sempre gradito per la nostra fretta di attraversare la grande piazza. Non per nulla nel 1802 ne fu progettato l’abbattimento totale; si voleva liberare Piazza Castello della mole ingombrante; e sia lode a Napoleone I (benefattore dell’arte questa volta come poche volte fu mai) che intervenne scongiurando con un veto formale l’inaudita barbarie.”

Guido Gozzano (Torino 1883-1916), La casa dei secoli, pubblicata nella rivista “Donna” 20 aprile 1914; inserita in Guido Gozzano, L’altare del passato, Treves, Milano 1918, la prima edizione, postuma, è curata dal fratello del poeta, Renato Gozzano. (cfr. Guido Gozzano, Poesie e prose, a cura di Alberto De Marchi, Garzanti, Milano 1961, ed. 1978, p.561).

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Porta “Decumana"

Palazzo Madama, nel suo aspetto attuale, è il risultato della ormai bimillenaria aggregazione e sovrapposizione di strutture intorno all’originale nucleo della porta romana.

Porta Fibellona

Erede bassomedievale della Porta Decumana, la Porta Fibellona fu aperta immediatamente a sud dell’accesso orientale di età romana in seguito alla privatizzazione e al progressivo intasamento edilizio delle sue strutture architettoniche.

Castello di Porta Fibellona

L'edificio subì diverse trasformazioni, sin dalla fine del secolo XIII; ancora oggi sono visibili gli interventi voluti dal principe Filippo d'Acaia (1278-1334).Il castello fu sede torinese della corte dei principi Acaia e in seguito dei duchi di Savoia.

Castello degli Acaia

Agli inizi del secolo XV, per volontà del principe Ludovico d'Acaia (1364-1418), l'edificio subì alcune modifiche. In particolare fu cambiata la pavimentazione del cortile che era in pietra e venne sostituita col laterizio.

Facciata e scalone di Palazzo Madama

La facciata di Palazzo Madama, opera dell’architetto Filippo Juvarra, è l’avancorpo dell’antico castello al centro di Piazza Castello. L’interno si articola in un immenso atrio nel quale si snodano le maestose doppie rampe dello scalone d’onore.

Aula del Senato di Palazzo Madama

La storica costruzione, prima porta romana, poi casaforte e castello medievale degli Acaia e successivamente dimora delle Madame Reali Maria Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, in epoca risorgimentale ospitò l’Aula del Senato Subalpino dal 1848 al 1861 e quindi accolse il Senato Italiano dal 1861 al 1864. L’ultima seduta si tenne il 9 dicembre 1864 con l’approvazione della legge per il trasferimento della capitale da Torino a Firenze. L’articolo 33 dello Statuto Albertino stabiliva che i senatori fossero nominati a vita dal re tra i membri della nobiltà sabauda, massima espressione della volontà regia e governativa, come ricompensa per i servigi resi dagli illustri personaggi e dagli anziani funzionari della corte.

Palazzo Madama

Residenza ufficiale delle due Madame Reali dagli anni Quaranta del Seicento, il castello viene rinnovato a più riprese. La decorazione dell’appartamento di Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours vede numerosi artisti confrontarsi con differenti modelli decorativi, mentre il salone, allestito tra il 1713-1714, celebra, nel passaggio da ducato a regno, il sovrano Vittorio Amedeo II. Palazzo Madama fu colpito durante il bombardamento del 13 agosto 1943.

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