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Scheda: Luogo - Tipo: Monumenti, lapidi e fontane

Monumento alla spedizione di Crimea

L’obelisco di Luigi Belli, eretto nel 1892, celebra la spedizione del corpo militare che tra il 1855 e il 1856, sotto il comando del generale Alfonso Lamarmora, prese parte alla guerra di Crimea contro l’impero russo a fianco di Francia, Inghilterra e Turchia.

 


Lat: 45.05658 Long: 7.69612

Inaugurazione: 1892

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  • Dopo un banchetto al ristorante “Passatempo” ai piedi della collina torinese, la sera del primo giugno del 1892 veniva inaugurato alla presenza del re Umberto I (1844-1900) e delle autorità il monumento per la celebrazione della spedizione di Crimea, opera dello scultore Luigi Belli (1844-1919), docente di Plastica ornamentale all’Accademia Albertina. Intenzione della Società dei reduci, fondata nel 1878 a Torino, Milano e Genova, fu quella di celebrare l’evento che proiettò il regno di Sardegna alla ribalta del contesto politico internazionale attraverso i suoi protagonisti: non solo il primo ministro Cavour (1810-1861), che aveva stretto l’alleanza con Francia e Inghilterra per difendere l’integrità dell’impero ottomano dalle mire espansionistiche russe, e il re Vittorio Emanuele II (1820-1878) che aveva caldeggiato il conflitto; ma specialmente il generale Alfonso Lamarmora (1804-1878), capo del corpo di spedizione di 18.000 uomini partito il 14 aprile 1855, e i 2.300 caduti (in verità più per colera che in battaglia) che non fecero ritorno dall’impresa nel giugno 1856. L’opera commemorativa presenta al centro la statua di un Piemonte guerriero, al femminile, accompagnata da un marinaio e da un bersagliere con tromba. Dietro alle tre figure si staglia l’obelisco su un cubo bronzeo ornato di palmizi orientaleggianti. Alla base, sul granito di Baveno, sono esibiti gli stemmi delle forze alleate con i bassorilievi dell’assedio di Sebastopoli e della battaglia della Cernaia.

     

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