Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Ippodromo al Gerbido degli Amoretti

Secondo ippodromo di Torino dopo la piazza d’armi di San Secondo, fu costruito nel 1884 in occasione dell’Esposizione Generale Italiana, su progetto di Enrico Petiti.


Lat: 45.03904 Long: 7.6295

Costruzione: 1884

Demolizione: 1898

Categorie

  • impianto sportivo

Durante l’Esposizione Generale Italiana del 1884 viene inaugurato il nuovo ippodromo realizzato al Gerbido degli Amoretti, su progetto dell’ingegner Enrico Petiti, autore, tra l’altro, del Tempio israelitico. L’ippodromo, situato fuori cinta daziaria, tra le strade di Orbassano e Stupinigi, è dotato di una pista di circa millecinquecento metri per le corse piane e di una di milleduecento metri per le corse a ostacoli, oltre a tribune per i soci e per il pubblico, locali di servizio e sale per ricevimenti.

Del resto il turf del Gerbido degli Amoretti è benissimo scelto sia per le comodità di accesso, sia per l’incantevole posizione. Le costruzioni in legno fatte erigere dalla Società sono semplici ma eleganti. Il palco reale è fiancheggiato, a destra da una lunga galleria a gradini ed a sinistra da un’altra galleria più breve per gli invitati; entrambe, come il Palco Reale, in stile che accenna allo svizzero. Vi si accede, attraversando una piccola aiuola, dal lato sud. Dal lato nord, dove è la fronte dei palchi, per mezzo di alcune comode scale si scende in un recinto speciale, presso la pista, che si prolunga sino al pesage, situato alla sinistra del Palco Reale, dopo la Galleria. Quindi ad una certa distanza, ai due lati delle gallerie degli invitati, i palchi a pagamento pel pubblico coperti di tende a strisce bianche ed azzurre. Dirimpetto al Palco Reale la metae la tribuna dei bookmakers. Il disegno delle varie costruzioni stabili è dovuto all’ingegnere Petiti1.

A causa della notevole distanza dalla città, che rende difficoltosa l’affluenza del pubblico, l’ippodromo del Gerbido viene ben presto abbandonato e sostituito da una nuova struttura, di poco fuori cinta, edificata in quella che diventerà la “nuova” piazza d’Armi.


Note

1. Asct, «Torino. L’Esposizione Italiana 1884», n. 16, p. 123, Collezione Simeom, B 703.

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