Home \ Lapide dedicata a Brusasco Alessandro (1925 - 1943)
Scheda: Luogo - Tipo: Monumenti, lapidi e fontane

Lapide dedicata a Brusasco Alessandro (1925 - 1943)

La lapide dedicata ad Alessandro Brusasco, primo caduto della Resistenza armata a Torino, è collocata in via Nizza 5, cioè nel luogo dove abitava.


VIA NIZZA 5

Realizzazione: Settembre 1945 - Ottobre 1946
Collocazione della lapide

Restauro: 2011
Intervento conservativo a cura del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale

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  • lapide
    • Tag
  • lapidi resistenza
  • Brusasco Alessandro

    Nato a Refrancore, in provincia di Asti, il 12 dicembre 1925, abitante in via Nizza 5, cameriere presso l'albergo-ristorante Asti; trasferitosi in città dal marzo 1939. Primo caduto della Resistenza armata a Torino. Nei giorni dell’armistizio, approfittando dello sbandamento del regio esercito, si rifornì di esplosivi forse presso la caserma Cavalli. Per diverse notti, tra il 22 e il 23, fra il 25 e il 26 e tra il 26 e il 27 settembre, egli lanciò alcune bombe dalla sua soffitta contro la prospiciente stazione di Porta Nuova, presidiata dai militari tedeschi. L'ultimo attentato, in cui provocò il ferimento di un ufficiale, scatenò una violenta reazione «con spari di mitragliatrice e di cannoncini» contro i caseggiati dell'isolato di fronte alla stazione. Il mattino del 27 – scrive nella sua relazione alla Procura il commissario di Ps – i soldati tedeschi «hanno perlustrato gli alloggi [...] e fermato le persone ivi trovate fra le quali il Brusasco […]. Si vuole che in tasca gli sia stata rinvenuta la linguetta di una bomba a mano e che negli interrogatori sia caduto in qualche contraddizione. Ieri [27 settembre] verso le ore 17, militari tedeschi avevano eseguito una minuziosa perquisizione nella camera occupata dal Brusasco, alla sua presenza, rinvenendo alcuni pezzi di spezzoni e bombe incendiarie, già esplose. Terminata la perquisizione e mentre stavano uscendo, il Brusasco eludendo la vigilanza dei militari che si erano trattenuti un minuto cogli agenti di Ps inviati per lo sgombero dei locali, dal 4° piano si gettava nella tromba delle scale, rimanendo cadavere» (1) (2).

    Note

    (1) “La Gazzetta del Popolo”, 24-26-27 settembre 1943; “La Stampa”, n. 232, 28-29 settembre 1943.

    (2) Testo tratto da Adduci, Nicola [et al.] (a cura di), Che il silenzio non sia silenzio. Memoria civica dei caduti della Resistenza a Torino, Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà - Istoreto, Torino 2015, p. 40

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • Archivio dell’Istituto piemontese per la storia della resistenza e della società contemporanea, Banca dati Partigianato piemontese
    • Archivio storico della Città di Torino, scheda anagrafica
    • Archivio di Stato di Torino, Sezioni riunite, Procura presso il Tribunale di Torino, Archiviazioni, 1943, n. 18791, informativa del Commissariato Ps San Salvario, 28.9.1943
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà
    • MuseoTorino
    • Istoreto