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Scheda: Oggetto - Tipo: Mappa

Carta topografica della caccia (1760-1766 circa)

La carta, redatta per la precisa definizione delle rotte di caccia, raffigura la capitale e il suo intorno, dalla collina di Torino a Rivoli, da Carignano a Venaria Reale, con esclusione della sezione a nord della Stura, nella fase di completa costruzione della città-fortezza e della gestione della corona territoriale.


Realizzazione: 1760 - 1766

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  • La caccia costituisce nel Sei e Settecento pratica e loisir di stretta spettanza ducale e poi regale, sicché la definizione delle aree riservate (i distretti) ricopre un ruolo di primaria importanza. Come rilevato da Vittorio Defabiani (Defabiani 1984, pp. 777-784 e Id., 1989, p. 343), che per primo ne ha ripreso lo studio dopo la pubblicazione da parte di Cavallari-Murat (Cavallari Murat 1968), è la disposizione del 1676 che fissa in dieci miglia dalla capitale l’area entro la quale è fatto divieto di usare dei boschi, onde permettere il ripopolamento della selvaggina, coincidendo questa perimetrazione, di fatto, con il sistema della corona di delitie. Una disposizione poi integrata dal regio editto del 28 giugno 1741 col quale si dispone la misura generale e la posizione di “colonne” (ossia cippi) di delimitazione dell’area riservata. Il regio editto del 25 ottobre 1749, relativo alla Caccia in generale stabilisce, infine, i nomi dei luoghi da comprendersi nello specifico territorio riservato alle cacce reali, sicché la carta si configura come il risultato di una serie di campagne di rilevamento territoriale eseguite tra il 1760 e il 1766  (Paglieri 2007, p. 103). L’indagine è testimoniata da una serie di disegni preparatori conservati presso l’Archivio di Stato di Torino, corrispondenti a specifici censimenti territoriali, e si compendia proprio nel risultato finale, di evidente qualità grafica e di grande dettaglio − rappresentativo come toponomastico −, per un’area, attorno alla capitale, di notevole dimensione, estendendosi dalla collina a Rivoli e da Carignano fino a Venaria Reale. La carta non raffigura nel settore nord la zona della Stura, mentre per la collina sino a San Mauro, presso l’Archivio Storico della Città, si conserva uno studio preparatorio, non però equiparabile per qualità grafica.

    La capitale appare, nella carta, nella sua veste più compiuta, con la fortificazione completata (quale oeuvre architecturale achevée, Comoli 1983) e non più modificabile, connotata al suo interno dal reticolo viario storico, contrassegnante i tre ampliamenti, ma che annota anche i processi di rettificazione della contrada di Porta Palazzo (oggi via Milano, editto del 1729) e di quella di Dora Grossa (oggi via Garibaldi, editto del 1736). Esternamente alla città, si registrano la costruzione della palazzina di caccia di Stupinigi (dal 1729) su progetto del Primo Architetto di S.M. Filippo Juvarra (1678-1736), collegata alla capitale dallo stradone di Stupinigi (1754), ma anche la realizzazione della strada reale verso Pinerolo, oltrepassando il Sangone (con tracciamento del 1759), la strada di collegamento con la Venaria Reale e lo stradone alberato di Rivoli con tracciamento dell’Architetto ducale Michelangelo Garove (1650-1713), del 1711-1712 e prosecuzione da parte di Juvarra. Precisissima l’indicazione grafica e topografica della struttura produttiva del territorio, con cascine, strade, bealere, alberate, vigne.

     

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