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Scheda: Soggetto - Tipo: Persona

Emanuele Filiberto (Chambery, 1528 - Torino, 1580)

Detto Testa di Ferro. Duca di Savoia (1553-80), al servizio di Carlo V sconfisse i francesi a San Quintino (1557). Riavuto con la pace di Cateau-Cambresis (1559) il suo ducato, prima occupato dai francesi, ne curò la riorganizzazione amministrativo-finanziaria rafforzando i poteri della corona.

 


Nascita: 08 Luglio 1528

Morte: 30 Agosto 1580

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  • sala 1536
  • mostra risorgimento
  • Emanuele Filiberto "Testa di ferro" era destinato al sacerdozio, ma divenne duca di Savoia dopo la morte dei fratelli maggiori.

    Quando il Piemonte venne occupato dai Francesi (1536), fu inviato a cercare aiuto dallo zio, l'imperatore Carlo V, che ne fece il comandante dell’esercito imperiale, (1553). Nel 1555 fu nominato governatore dei Paesi Bassi e nel 1557 ottenne la vittoria a San Quintino, cui seguirono la pace  di Cateau-Cambrésis nel 1559 e la restituzione ai Savoia delle loro terre.

    Da allora si dedicò alla ricostruzione del paese, che iniziò a trasformare in Stato moderno. Convinto dell’importanza di un forte esercito di popolo e di una solida finanza, volle creare un apparato militare permanente e la «milizia paesana», oltre che riformare il sistema fiscale. Nel 1560 sostituì l'italiano (il francese in Savoia) al latino negli atti pubblici.

    Nel 1563 portò la capitale del ducato da Chambéry a Torino.

    Fondò la sua politica estera su neutralità, mantenimento dell’equilibrio tra Francia e Spagna, pace con gli Svizzeri. Coltivò i rapporti con Venezia e il Papato (partecipando pure alla Lega santa contro i turchi e alla battagli di Lepanto del 1571 con tre vascelli).

    Uomo d’azione, non di lettere, fu però attento anche alla cultura, rifondando l’Università. A suggello del patto che gli restituiva il ducato, sposò Margherita di Valois, sorella del re di Francia, il loro fu un matrimonio solido, e a lei si devono una politica di tolleranza verso i protestanti e svariate scelte culturali del ducato.

     

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