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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Tetti di Lucento

Nuclei frazionari di formazione rurale costituiti da cascine costruite nella seconda metà del XVI secolo. Divennero la dimora dei piccoli proprietari che costituirono fin dalle origini la parte più stabile della comunità di Lucento.


Lat: 45.099965 Long: 7.649422

Costruzione: 1574

  • Indice
  • Categorie
  • abitazione
  • cascina
  • Gli edifici denominati Tetti di Lucento sorgono su quei terreni che costituirono oggetto di permuta allorché il duca Emanuele Filiberto di Savoia stabilì di realizzare nella zona di Lucento il suo parco di caccia.
    La vicenda ha origine nel 1570 quando Aleramo Beccuti, stilò il suo primo testamento nel quale, in mancanza di eredi diretti, nominò suo erede universale la Compagnia di Gesù, che prese ufficialmente possesso dei beni di Lucento già nel 1574.
    Alla morte di Beccuti, il duca Emanuele Filiberto di Savoia chiese l’applicazione della norma dello statuto della città di Torino che imponeva agli ordini religiosi, beneficiari di eredità, l’alienazione a favore di laici di tutti i beni ereditati, e rilevò egli stesso tutti i beni. Appena preso possesso dei beni di Lucento, il duca avviò un processo di accorpamento delle terre teso alla costruzione di un parco, che darà luogo a una lunga serie di alienazioni e permute che causeranno il disfacimento del borgo situato tra la chiesa e il castello di Lucento con una dispersione dell’abitato.
    Su uno di questi terreni permutati sorsero le prime costruzioni (anni 1574-1576) che costituirono un nucleo frazionario di formazione rurale che viene comunemente definito “Tetto”.
    Gli edifici hanno la profondità di un solo vano e una struttura modulare simile a quella delle parti rustiche delle cascine: il piano terra è  molto basso ed è adibito a cucina; il primo piano, in cui sono generalmente situate le camere da letto che si affacciano su un ballatoio di legno, è raggiungibile tramite scaletta esterna.
    Attualmente rimangono sei edifici situati tra via Altessano e corso Lombardia.

    • Bibliografia
    • Ente Responsabile
    • Associazione L&M – I Luoghi e la Memoria