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Scheda: Soggetto - Tipo: Persona

Adelaide (1020 circa - 1091)

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Adelaide, figlia del marchese di Torino Olderico e insignita del titolo di comitissa, contessa, garantì la continuità dinastica all’interno della marca di Torino fino all’anno della sua morte, nel 1091.


Nascita: 1020
circa – Nasce Adelaide

Date note sulla vita: 1035
– Muore Olderico Manfredi

Date note sulla vita: 1036
– Adelaide sposa Ermanno di Svevia

Date note sulla vita: 1045
circa – Sposa Oddone di Moriana-Savoia

Date note sulla vita: 1064
– Fonda Santa Maria di Pinerolo

Nascita: 1091
Adelaide muore a Canischio

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  • mostra medievale
  • Adelaide era figlia del marchese di Torino Olderico Manfredi e di sua moglie Berta, a sua volta figlia del marchese Oberto II. Non conosciamo l’anno di nascita di Adelaide, ma doveva avere circa sedici anni quando nel 1036 venne celebrato il suo matrimonio con Ermanno di Svevia. Olderico era già morto e per mantenere la stabilità della marca di Torino, garantita dalla continuità dinastica, il titolo di marchese venne attribuito al marito di Adelaide, mentre per lei venne scelto il titolo di comitissa, contessa. Questa scelta e il fatto che il centro politico-amministrativo del potere di Adelaide fosse la città di Torino, rendono inesatta la fortunata definizione di ‘marchesa di Susa’ che per decenni le è stata attribuita. Nel 1042 anche la madre, Berta, morì, mentre Adelaide aveva contratto un altro matrimonio, con un aleramico, Enrico. Fu il matrimonio successivo, però, che attrasse l’attenzione degli storici: Oddone, conte di Moriana e Savoia, è tradizionalmente considerato il primo esponente della dinastia Savoia a esercitare potere, anche se solo in ragione del fatto di essere marito di un’Arduinica, su Torino. Da questa unione nacquero cinque figli: Pietro fu marchese di Torino e Amedeo conte di Moriana-Savoia. La politica di donazioni agli enti ecclesiastici iniziata da Olderico e proseguita da Adelaide indebolì la potenza fondiaria della dinastia e, alla sua morte nel 1091, non c’era un erede che avesse la forza patrimoniale e la legittimità dinastica sufficiente a reclamare la successione al titolo di marchese di Torino, perché nel frattempo era morto il figlio Pietro.

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