Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Cascina Lesna

Villa Lesna, sorta tra il Sei e Settecento al confine tra Torino e Grugliasco, ha dato il nome a tutta la borgata circostante. Del complesso, appartenuto inizialmente ai conti di Lessolo, rimane oggi solo la villa, mentre i fabbricato rurali sono stati demoliti negli anni cinquanta del XX secolo.


VIA MONGINEVRO 251

Notizie dal: 1790
il complesso del Lesna, descritto dal Grossi, risulta composto da villa e cascina con impianto a L appartenenti ai conti di Lessolo

Ampliamento: 1840
nel catasto del Rabbini si registra il nuovo impianto a C della cascina e la proprietà dell’avvocato Marengo

Demolizione: 1950
demolizione dei fabbricati rurali

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Il complesso del Lesna, cascina e villa, viene rilevato nella Carta topografica della Caccia del 1762 come corpo di fabbrica a corte chiusa ed impianto planimetrico a “C”. L’origine seicentesca è attestata da una lapide in pietra murata nella cinta del giardino a ponente ed in prossimità di un cancello in ferro battuto, che riportava in bassorilievo la scritta “ANTONIUS ET JONNES LESNA A.D. MDCXXV”. La lapide, come ricordano ancora alcuni abitanti della borgata, rimase lì fino agli anni ’60 dello scorso secolo quando il muro fu demolito.

Nel 1790 l’architetto Amedeo Grossi descrive il complesso come “villa, e cascina dell’Illustrissimo signor Conte di Lezzolo situata ne’ confini del territorio di Torino vicino al Rombelli, e lungo la strada verso lo stradone di Rivoli, che da Torino tende a Grugliasco; nella facciata verso ponente vi sono due padiglioni, e Cappella, il tutto di buon gusto: ritrovasi detta villa lungi due miglia da Torino”. L’edificio era inserito nel tradizionale paesaggio agricolo dell’epoca: campi, prati, bealere e altre cascine, come la vicina “Bussone”.

Nelle mappe del Catasto Napoleonico del 1805 non si registrano variazioni planimetriche e viene denominata Ferme Lesina.

Nel 1840 la Topografia della Città e Territorio di Torino cogli immediati suoi contorni, redatta dal geometra Antonio Rabbini, non riporta variazioni planimetriche e attribuisce la proprietà all’avvocato Marengo.

Nel 1937 il complesso di villa Lesna viene acquistato dai Frati Minori Conventuali che tornano in città dopo che, in seguito alle soppressioni napoleoniche, avevano perso il convento e la chiesa di San Francesco a Torino. La scelta ricadde sulla villa sia per la sua collocazione in una borgata periferica di Torino sia per la presenza di una cappella dove già da tempo i Padri missionari della Consolata celebravano le sante messe. Da quel momento la chiesa di villa Lesna fu dedicata a San Francesco.

Durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale, in data imprecisata, l'area è stata lievemente danneggiata. Intorno al 1950 è stata demolita buona parte dei fabbricati rurali e, attualmente, rimane visibile solo la fabbrica civile accessibile da via Monginevro attraverso un viale alberato. I prospetti della villa presentano oculi, paraste, linee marcapiano, colonne binate e un interessante esempio di campanile a vela, caratterizzato da una sottile superficie muraria elevata al di sopra della copertura, dove sono ospitate le campane. Si tratta di una delle più interessanti testimonianze di villa torinese della seconda metà del Settecento. Oggi, utilizzata per alcune attività della Parrocchia Madonna della Guardia, è in mediocre stato di conservazione.

 

Note

Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
IL LESNA
Via Monginevro 25, Via Ozieri

Cascina di pianura.
Edificio rurale e civile di valore documentario, esempio di cascina di pianura con viale di accesso alberato, inglobata nella espansione urbana novecentesca.
Edificio già presente alla fine del Settecento, di proprietà del conte di Lessolo. Il Grossi descrive la villa con annessa cappella.

A. GROSSI, 1790, p. 83; CARTA COROGRAFICA DIMOSTRATIVA [...], 1791; PLAN GEOMÉTRIQUE [...], 1805; [Catasto RABBINI], 1866; TOPOGRAFIA / DELLA CITTÀ [...], 1840; E. GRIBAUDI ROSSI, 1970, p. 100.
Tavola: 46

Fonti Archivistiche

  • Carta Topografica della Caccia, 1760-1766, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte topografiche segrete, Torino 15 A VI Rosso
  • Amedeo Grossi, Carta Corografica dimostrativa del territorio della Città di Torino, 1791, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D1800
  • Plan Geomêtrique de la Commune de Turin, 1805, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Francese, Allegato A, Mappe del Catasto Francese, Circondario di Torino, Mandamento di Torino, Torino
  • Carta dei Distretti riservati per le Regie Cacce divisa in sette parti, 1816, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte Topografiche per A e B, Torino, Torino 26
  • Andrea Gatti, Catasto Gatti, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, CAG, sez. 25
  • Antonio Rabbini, Topografia della Città e Territorio di Torino, 1840, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D1803
  • Antonio Rabbini, Mappa originale del Comune di Torino, 1866, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Rabbini, Circondario di Torino, Mappe, distribuzione dei fogli di mappa e linea territoriale, Torino
  • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1911, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D135
  • Servizio Tecnico Municipale del Comune di Torino, Pianta di Torino, 1935, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.8
  • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1974, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.11
  • ASCT, Fondo danni di guerra, inv. 2403, cart. 47, fasc. 22 n. ord. 10

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