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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici monumentali

Palazzo dei Supremi magistrati o Curia Maxima

Sede del Regio Senato e della Camera dei Conti, l’edificio settecentesco voluto da Vittorio Amedeo II per ospitare le massime magistrature dello Stato venne parzialmente completato tra il 1838-1839 a opera di Ignazio Michela.

 


VIA CORTE D'APPELLO 16

Costruzione: XVIII Sec. (1700-1799)

Ampliamento: 1838 - 1839

Bombardamento: 20 Novembre 1942

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  • 1. Storia dell'edificio

    Fino all’istituzione del Magistrato di Cassazione avvenuta con la legge del 30 ottobre 1847, il Regio Senato rappresentò il massimo grado di giurisdizione del regno di Sardegna. Retaggio dell’antico regime e poi della monarchia amministrativa carloalbertina, questo supremo tribunale si trovò ad esercitare funzioni di grande prestigio: non solo i suoi giudici, di nomina regia, emanavano sentenze inappellabili e vincolanti, ma le decisioni costituivano fonte di diritto. L’interinazione delle leggi rappresentava poi una forma, seppur limitata, di controllo al potere sovrano. Altro massimo grado della magistratura subalpina fu la Camera dei Conti, istituita da Emanuele Filiberto (1528-1580)  nel 1577, con il compito di sovrintendere le cause relative al demanio e al patrimonio regio e in genere tutte le questioni di natura economica e fiscale dello Stato.

    Re Carlo Felice (1765-1831), con un regio biglietto del 6 dicembre 1824, stabilì che si riprendessero i lavori di costruzione del palazzo destinato già da Vittorio Amedeo II (1666-1732) ai supremi magistrati. La modifica dei progetti precedenti di Filippo Juvarra (1678-1736) e Benedetto Alfieri (1700-1767) venne affidata all’ingegner Ignazio Michela (1792-1867), che riuscì man mano a costruire altre parti della Curia maxima e a rimodernare il padiglione settecentesco. Nonostante il 24 novembre 1838 la Camera dei Conti potesse inaugurare nell’edificio la sua prima seduta, e il Senato il 6 marzo 1839, l’edificio risultava ancora incompleto a causa della presenza delle carceri senatorie. Venne ultimato nel 1878.


     

    2. Bombardamenti

    L'isolato, compreso fra le vie Corte d'Appello, San Domenico, delle Orfane e Sant'Agostino, fu interessato dal bombardamento del 20 novembre 1942. Il Palazzo di Giustizia fu lievemente danneggiato, riportando bucature di volte e distruzione di quattro uffici a causa di spezzoni incendiari, distruzione parziale della copertura del tetto verso via San Domenico ang. via delle Orfane. Nel settembre 1944 gli ambienti interni risultavano già del tutto ripristinati.

    Note

    Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
    PALAZZO DEL SENATO
    Via Corte d'Appello 16

    Palazzo di Giustizia.
    Palazzo di valore storico-artistico, importante edificio pubblico sette-ottocentesco. Iniziato dal Juvarra (1720), ripreso nel 1741 dall'Alfieri, continuato da I. Michela (1830-1838) e ultimato nel 1878. Fu sede del Senato e della Regia Camera.

    I. MICHELA. 1841, ISTITUTO DI ARCHITETTURA TECNICA, 1968, vol. 1, pp. 973 sgg.
    Tavola: 41

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • ASCT Fondo danni di guerra inv. 22, cart. 1, fasc. 22, n. ord. 1
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • Mostra Torino: storia di una città
    • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà