Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Farmacia Anglesio

Raro esempio di bottega settecentesca, la farmacia è collocata dall'inizio del XVIII secolo, con la proprietà degli Anglesio, nella nuova via Milano ridisegnata da Filippo Juvarra. Oltre alla grande insegna storica, conserva arredi originali, tra i più antichi e pregevoli dell'arredo commerciale torinese, oltre ad una collezione di vasi ceramici e una quantità di antichi oggetti farmaceutici.


VIA MILANO 11/D

Notizie dal: 1682

Realizzazione: XVIII Sec. (1700-1799)
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Categorie

  • farmacia

Tag

  • Locali storici

1. Storia

Antica spezieria appartenente alle collegiate cinquecentesche, la farmacia divenne proprietà degli Angesio nel 1682 per acquisto dallo speziale Carlo Campeggiola, e tramandata dalla famiglia fino al 1883.  La figura degli Anglesio fu sempre legata a quella dei sovrani che li riconobbero come "speziali di corte". Dai primi del Settecento è collocata nell'attuale sede, quando Contrada d'Italia, attuale via Milano, venne raddrizzata dall'architetto Filippo Juvarra che vi disegnò uno slargo per dare visibilità alla basilica dei santi Maurizio e Lazzaro. La farmacia si trova proprio in questa piccola piazza circondata da edifici arricchiti da sculture zoomorfe utlizzate come mensole dei balconi e dei cornicioni ed è inserita nella cosiddetta casa dei cani addossata alla chiesa di san Domenico (Dominus canes, così l'Ordine definiva sè stesso).

 

2. Arredi esterni

Il locale consta di tre affacci, due sulla via Milano e una finestra sulla via santa Chiara.  Sopra il portale in pietra è posta una mensola con funzione di portainsegna che reca la scritta "Regia Farmacia Anglesio", sormontata dalla grande insegna lignea coronata, dorata e dipinta, con le armi di Maurizio di Savoia, duca di Chiablese, con l'onorificenza del Collare dell'Annunziata, fra leoni e ghirlande di foglie di quercia. Alla base dello scudo, una piccola scultura rappresenta l'incontro tra un angelo e sant'Anselmo.  Il diritto di fregiarsi delle armi ducali fu concesso a Giovanni Antonio Anglesio con la patente di Speziale di Corte nel 1774 da Vittorio Amedeo III e di tale data è pure l'insegna di notevole vigore plastico. Il portone ligneo esterno è costituito da tre battenti decorati con rosone centrale e pannelli.

 

3. Arredi interni e accessori

Un rogo nel 1766 distrugge gli arredi interni ma risparmia il bancone in noce con ricco intaglio raffigurante le attrezzature da speziale (vasi, mortai, alambicchi) in cornicette fitomorfe; al centro una conchiglia a due valve contiene un viluppo di vipere, simbolo degli speziali. Sul margine sinistro, un albarello reca le iscrizioni GAA, Giovanni Antonio Anglesio, e MITRII.

Del primo Ottocento sono l'alzata del bancone che riprende i motivi dell'ornato del bancone, opera dell'ebanista Camoletto, e gli scaffali su credenze con cassettiere che corrono, con sobria fattura, sui quattro lati del locale di vendita. La scaffalatura sulla parete di fondo è interrotta al centro da una nicchia che contiene un grande vaso in marmo settecentesco per la conservazione della Teriaca, antica composizione medicinale, antidoto contro i morsi dei serpenti velenosi e ritenuta una sorta di panacea universale. I ripiani più alti ospitano quarantacinque vasi in ceramica bianca invetriata, profilati in oro con scudo sabaudo e volute fitomorfe.

I locali annessi sono un'inesauribile fonte di curiosità: pergamene, sigilli, maceratoi, pilloliere, pentole in rame, alcune bilance, un bel mortaio in bronzo del 1763 con la sigla GAA, Giovanni Antonio Anglesio committente degli arredi settecenteschi, e svariati barattoli in legno per le droghe e vegetali sono conservati nel laboratorio e ricordano l'arte degli antichi speziali. Prodigiosi medicamenti e composti resinosi, antesignani dei cerotti, sono custoditi nel lucido armadio che ancora oggi ostenta la scritta "Impiastri". La produzione di distillati e di acque aromatiche era invece garantita dal doppio alambicco in rame e dal fornello in muratura ubicati nel cortile.

 

Fonti Archivistiche

  • Legge Regionale 4 marzo 1995/n. 34 “Tutela e valorizzazione dei locali storici” catalogo Guarini Piemonte, presso CSI Piemonte, Costanzo P./Delpiano P., scheda n. R0081869 e Allegati

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Ente Responsabile

  • MuseoTorino