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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Casa di piazza San Carlo

Tra il 2004 e il 2005, durante i lavori per la creazione di un parcheggio interrato e la pedonalizzazione della piazza, sono venuti alla luce i resti di un edificio di età romana.


Lat: 45.067916 Long: 7.682735

Costruzione: I Sec. (0-99)
seconda metà

Abbandono: III Sec. (200-299)
distruzione

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  • casa
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  • mostra antica
  • Introduzione

    Carlo Alberto, nel 1838, scriveva a Maria di Robilant che in piazza San Carlo erano venute alla luce delle costruzioni romane. Al centro della piazza, in quel momento, si stava realizzando lo scavo necessario a gettare le fondamenta della statua equestre di Emanuele Filiberto (il Caval ‘d Brons). Dopo oltre 160 anni le strutture che non erano state demolite durante la costruzione del monumento sono emerse nuovamente nello scavo archeologico preventivo alla realizzazione del parcheggio interrato.

    La costruzione

    In età romana piazza San Carlo, ora cuore del centro storico, era esterna alla cerchia delle mura. La piccola abitazione rinvenuta al centro della piazza sorgeva, quindi, a circa settanta metri dalla cortina meridionale della cinta muraria.

    L’edificio, riconosciuto solo al livello delle sue fondazioni, era composto da tre vani e una tettoia. L’ambiente più grande è identificabile come un magazzino o deposito dotato di scaffalature alle pareti. Uno dei due vani più piccoli, di cui non conosciamo la destinazione, aveva una pavimentazione realizzata con frammenti di laterizi e ghiaia impastati con malta.

     

    L’abbandono e la distruzione

    La piccola casa rimane in uso per circa un secolo e mezzo, durante il quale vengono costruiti dei tramezzi e realizzate altre limitate ristrutturazioni. Nel III secolo la dimora viene abbandonata improvvisamente lasciando vasellame e attrezzature domestiche al loro posto. Gli oggetti caduti per terra sono stati ritrovati mescolati al legno sfatto degli scaffali su cui erano sistemati. Due anfore erano ancora infisse nel terreno in un angolo del magazzino e altre due si trovavano vicino alla scaffalatura. Gli oggetti caduti, in buona parte integri o ricostruibili, erano pentole, tegami, un mortaio, un vaso che conteneva alcune lucerne (piccoli lumi a olio) e un cofanetto di legno di cui sono state trovate le cerniere con i chiodini di fissaggio.

    La situazione fotografata al momento dello scavo fa pensare a un evento improvviso che ha portato al trasloco dei soli beni essenziali. Gli oggetti rimasti nel magazzino erano forse destinati a un recupero successivo. Il crollo delle strutture, che ormai dovevano versare in condizioni precarie, ha impedito che questo avvenisse.

    • Bibliografia
    • Ente Responsabile
    • Mostra Torino: storia di una città
    • Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie