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funzioni religiose. Il costume. per e««ere idealmente

proporzionato a questo arenario, «•orca ed attua am-

|»lia/.i<•iiì ili linea e pompa ili particolari eil il

delle persone diviene magniloquente e «niellile come

«e dovesse e-sere percepito e a|»|»lalitiitt» costante-

melile ila una platea ».

(riustissimo: ed il Immillili

arlv-vostume

-i

fa

cosi

inscindibile. \rtc. quale rappresentazione figurala,

messinscena ili un teatro ideale elle comprende il

mondo: costume. quale espressione dell ambiente

elle codesta

rejiia fa

possibile pereliè strettissimi

eiirrmm i rapporti di comprensione reciproca da

palcoscenico

a

platea. si che

Ira

questa e quello

tracciare un lim ite, è. ripetiamo. estremamente d if­

ficile. K v'è del resto. di questo fenomeno psico­

logico ed artistico insieme, un e-empio evidentis­

simo alla Mostra. nel quadro del Pannini prestalo

dal Principe di Piemonte per prender posto nella

-aletta tutta dedicata al Ju\arra. Il "ran quadro rap-

presenta il Castello di Ri\oli come avrebbe dovuto

risultare, con la stia spettacolosa facciala, con

l'atrio iminen>o. con tutta la complicata macchina

di -calce, ripiani, cordonate, giardini pendili -ul

prospiciente terreno in declivio, dal progetto di ri-

faeimeuto ordinato da Vittorio Amedeo II. I.a pit­

tura noli è infatti che la riproduzione fedele di un

famoso e splendido disegno del Ju\arra -les-o. ed «*.

aii osservarla heiie. divertentissima. Salgono sii per

le gradinate moiiiimeiitali o <:iuu“oiio al galoppo dai

viali fioriti dame e cavalieri, uom ini di Corte ed

impennacchiati uHiciali. 1/iiisieme è lieto e fastoso,

pittoresco e amahile. Ma per «correre in esso lo

spirito del >ecolo. conviene guardare "ili in basso,

dove piccini piccini sul marcine della «cena. stati

due p e rs o n a li, veri protagonisti del d ip in to : I a-

hate siciliano che spiega al pittore piacentino il

fantasioso concetto che avrehhe dovuto dare al Pie­

monte un castello rivale di Nersailles. Kntramhi

soli li che ragionano di cosi hel sibilo architetto­

nico purtroppo rima-io inattuato per mancanza di

fonili: entrambi ci -i presentano come attori bonari

della loro stessa azione inventiva. ed intanto come

osservatori compiaciuti del divertente spettacolo che

loro medesimi, con la loro iuunajHiiazioue artistica,

si offrono.

Orbene, a voler generalizzare da un aneddoto pii*

torieo tutto uno -lile di \ ila «i potrebbe dire che

il Settecento, al pari del Seicento, è il secolo in cui

^li uom ini adiscono e si guardano ajjire. ili cui sono

protagonisti e spettatori insieme della loro azione,

realizzando perciò la completa fusione fra arte e

società, tra realtà e finzione, f enomeno, questo, che

mentre spiega il trionfo della scenografia e il "listo

del teatro eroico, mitologico, fiabesco nel periodo