UTiiih* e ^iù fiiù fino ai piccoli privati, tutti guar
dano a ciò clic fa il Principe, «ia con un ambizione
«li «Mutilarlo. >ia con un sospiro «li rammarico «•In
segna l’enorme divario «lei me/vi «* «Ielle po—ihilità.
(tirate per «jue-ta Mo»tra. e «lappcrtutlo. palese «»
velata, vedrete rim pronta recale: «i che <iiu-ta-
niente j:li allestitori hanno crealo all esposizione
una -peci»* di <c prologo » -ahamlo eoli alcune -a*
Ielle che documentano la sa*i}iezza del governo, la
eopaii'iom* territoriali*. i «'ostinili m ilitari. le prov-
vitleuze economiche. I azimie legislativa. \edn-te
«puM impronta lin n«'l lavoro «lell artigiano ano
nim o: «‘ la vedrete soprattutto nel tono aulico che
informa ojini individuale attivila ;irli-lii-a. «ia che
«|iiest‘altivila risponda al nome «li un (filarini. «
1*1111
Jtiv arra, «l'un Martine/.. «1*1111 Mlieri. sia che ri-
spomla al mime «l ini Piffetti o di uu Heaiimoiit.
\ulica è l’arazzeria r«*al«*. aulica è la proiluz'ume
«Iella ceramica, aulica «• l'architettura. c soprallullo
la scultura: soltanto. I«»r-e. -i -olirai* a ipie«t ini-
perio la pittura perchè produzioni* più « econo
mica
a.
più borghese e«l adatta alla casa horfihe»e:
e con
«*s.a.
iiatiiralmeute. I'arli"ianat«» della le—i-
tura e «l«*l mollile correlile.
Si verifica «luuipie anche in arte
in Piemonte
I*.....nipi«. di un a—«duti-nio illum inato, «li uu pa
terno •inverno «he fa ~«*nlir«* la «ua autorità sii o<ini
forma deH'openi-ità artistica. ( !iò potrehhe i ut ri -
-tire l'estro. creare una specie «li mu-oiieria nella
fanta-ia. Ma troppo libera, sbrigliata, feconda do
m ina rinuna^inazione nell'età barocca perchè «pie-
sta minaccia -i traduca in fatti, l utto -i lim ita ( aiu-
laudo l«* innate «piaiità «lei popido) ad una certa
«'oiitenutezza «Iiiinito-a che vieta le iperbidi e "li
eccessi, «piasi l'etichetta «li Tori*' fiuida—e anche la
marni dell umile -colpitore, del semplice vasaio: e
ad una misura nell'ideare e neH'ese}iuire. «pianto
mai proficua in «pici tempo «li -regolatezze. Se il
Seicento ed il Settecento -olio il trionfo «b*l| arte
pienumlesc: se in nes-una altra parte d'Italia -i
crearono in «pici -ecidi esemplari d'arte decorativa
di tanta bellezza, purezza, sobrietà. ciò è dovuto,
•ì. in *irau parte, all eipiilibrio morale della «ente
piemontese, alla sua «li^nità co-tante anche nelle
c«»-e dell'intelligenza: ma lo -i «leve anche al fatto
che I arte barocca piemniite-e è lo -pecchio «li ima
unione profonda e feconda fra monarchia e popolo.
Non crediamo di errare affermando che hilipp«» .In
varrà non -arebbe «piel p u ri—imo arti-ta che è. «pici
mirabile e cauto «lecoratore che -i pale-a in cento
architetture, «e invece «li operare per «dire «piindici
anni iti Piemonte a -oildi-fare il ;iu-to «li un Re e
di una mdiiltà poco propen-i alle ampollo-ità me
ridionali. ave—e seguitalo a lavorare a Homa «> ad-
«lirittlira ave—e anticipato la sua emigrazione a
Madrid.
Oue»t unità, ipie-ta compattezza, «pie-la prutlenza
che -olio -peci-hio «I un ambiente particolari—im«»
politico e -ociale. -olio altre-i il predio dell arte ba
rocca pieimmte-e. Tutta la M«»-tra di Palazzo t ’ari-
"iiuno illumina «pie-ta verità, e. ciò che più conta.
la «lifTomle fra «pianti (che s«m moltissimi, anzi
troppi) ignorano «pie-t«i periodo felici—inni «lell arte
in Piemonte, e la «uu importanza nelle contempo
ranee correnti architettoniche «• «lecorative non -«do
«l'Italia ma d'Kurnpa.
I no -tib* unitario, omogeneo. «lai caratteri «li sidiria
eleganza, «li moderata ornamentazioni*, di sagace
cipiilihrio espressivo, «lotnina «liimpie l'intera arte
barocca in Piemonte. Schiere «li maestranze abili —
siine, «‘ducale dal lavim i di (.««rie o presso le granili
famiglie patrizie, «ullc orme «lei Pifl«*lIi. del ( ’.as-
sella, dei 1*1lira, «lei (•allctti. del I.a \«ilè. del f a
velli. del Vaglio. «lei Tam lanlini. «b-l prodigioso
Utilizammo (e «l«>vero-o è «pii uu accenno all opera
«l«‘l toriue-e ( Hiisto Vurelio Mei—onnier, che Kn-
rico Tliovcz opportunamente battezzava « un }ieiiio
provinciale » rivendicandogli la m a ^ io re inllucii/.a
alla (inrie francese « nell'imprimere allo stile della
Rcjijienza il -no caralt«*re fanla-io-o e sbrigliato »).
proilueoiio i m irabili esemplari che s«m l'autentica
meraviglia «li «pie-la Mo«tra ove nulla è stato tra-
«curato p«*r valorizzare l'operosità «li codiali m obi
lieri. intagliatori, «tuccatori. intarsiatori. K mm è
neee—ario che tali esemplari rechino firme e co-
uiumpie li accompagni una «bicumeutala paternità
illu-tre. I pezzi anonim i «pii <iare;i<iiaiio iu bellezza,
in sipii-ita preziosità coi pezzi «li cui si conosce
autori e «toria. \è v'è da stupirsene. Si \«‘«la la «ala
«lei «a^jii «li
«
capi d'opera » «li
m iuusirri
torine«i
del
« e c o lo W i n :
linee «l una purezza ejirefiia. «l una
fermezza «li-e;inativa portentosa, «l una sicurezza
d'esecuzione eccezionale. Si veda l'incomparabile
(ralleria «Ielle Stoffe sulle «piali il ricamo e«l il tra
punto «olio altrettanti piccoli prodigi «li fantasia
ornamentale ed il colore ra^jiiuujie raffinatezze di
tinte e «li toni adeguabili alla più alta scienza pit
torica. O iiim li «i passi alle vetrine dejili argentieri
(«pici medesimi che nel If»TJì si riv«d<!evam> alla D u
cile—a R e c e n te per ottenere la miglior tutela del
loro lavtirti allontanando «lalla loro « università » o
corporazione -ili elementi meno itlonei. come -i ri-
sc«mtra da un intere—ante (bicumeuto «pii esposto),
«lei ceramisti, dei rilegatori, «lei medaglisti. K un
artigianato superbo che ba lasciato tracce ili sè ili
due -ecidi: è una perizia di botteghe, maestri ed
appremli-li. assolutamente e«emplare che -i rivela
nel niello e nella cottura. nell'industria -erica e
nella «foratura «lei cuoio a piccoli ferri. I!hi ha ce-
sellato e battuto le «tiipemle argenterie «‘he ha
niauilato il Mu«eo «li Storia «lell'Arte «li \ienna
(appartennero for«e a
K.ii^enio di Savoia?), la gen
tili—ima |Mce«da zuppiera pre-tala «lai Principe di
Piemonte? (!hi ha «itlenuto i viola pallidi ed i ver
dini acerbi. c«i«i <irazi«»>i. co»i ridenti, che •fumano
sotto le vernici «lei piatti «la servizio. delle chic
chere. delle «codelle. u»cite «lalle mani «lei maio-
licari piemontesi? t hi ha fornito alle «tatuine «li
\in«»vo tanta arguta bonomia e cosi piccante inno-
risimi? (.e lo dirà for«e \ittorio \iale nel «'atal«»<io:
ma più che i nomi «pii contano la tra«lizi«me «li uu
lavoro perfetti», la pazienza am«»r<t«a nel mm pire e
IO




