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Pienamente radirato nel ( liuquccentn è \nlnnio

d ‘ Kurico. licito il Tan/.io ila \amilo: ma il «eliso

tradirò tirila composizione serrata tiri Martirio ilei

Francescani in (lia/t/iime |»«>|rt*l>l>i* a|i|*arl«*in*ri* ati

un «ecenti'ta 'pallinolo. fiI è questa »ua riulr/./a

sommaria

.1

lari- ili lui un arii-ta avvincente. un

pro\infiali" lauto burbero «piatilo i

11

li*lIijii-nti* man­

tenutosi iinniuni- ila influenze.

IVr liittn il Srirrnto un «fiiM» par>auo i* quasi «con-

IroM» sembra ilinii|ti«* dominare la pittura in I*if-

monte. Vrli'ti ili lucilia levatura rlii* tuttavia

>011

forse ila preferire ai pittori auliti tipo (Maini io

Iteaunionl. tornitore ili inabilitici rartoni per ara/./i.

ina non dissimile ilai mille pittori italiani ili "rati

inan im ir religiose. \««unte. Deposizioni. ''ai ri* la-

mjilie. Mariirii e via dicendo. rln* per tulio il >et-

tem ilo ila dolorila a Napoli, ila Genova a Koma.

produssero reutinaia ili chilometri ili tele per ailor-

ilare chiese e per popolare

o»»i

ahimè. ninfei.

Non è dunque nella pittura nllii'iali* rlir sha ila

ricercare il meglio tirila pittura barocca e rororò

ili Piemonte. Meno eonta lab ilità ili un Nan I.

0 0

.

il'ima Clementi. il'un l'iaiiiiniii"hiuo. il*un (lamia,

li tui Laufranchi. elle non la lecere/za e piarevo-

le/za decorativa il*

1111

Daupliin. o la bonaria seni-

plieila il'ini Olivero e d'un (iraneri. Soli questi ilue

ultimi eoli le loro bambocciate ingenue, elle ram-

mentano quelle ilei segnaci bresciani ilei Pilor-

elietto. 'ini questi ilo-tri tlue I.olitili ili dieiottrsiuio.

narratori ili «rrnr popolari. d'episodi ili «traila e

ili piazza, d'avventure, ili ri'*e. ili burle. ili -tra-

vacanze d'ojini «enere. descrittori ili mercati e ili

liere. caricaturisti ili ciarlatani e ili eavailenti. ail

impersonare il mcilio spirito hor}ilic*e della Torino,

ilei Piemonte settecentesco. \ guardar quegli loro

quadretti le li «i guarda con una commozione di

«apor "ozzaniano) lien «i t api-re clic quella era la

pittura

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ili moda ». come ili limila era la cineseria

ili certi salotti in fonilo ai Imi corridoi delle grandi

case patrizie, lutto un «eliso di vita intima, fa­

miliare. con pillile d'arguzia e venature ili -cuti*

mento. risorge dinanzi ai nostri ocelli: e *i rivede

il marchese d'Ormea passeggiar gravemente -olio

i portici. »i comprende rafTettuo«a indignazione di

I orino iMimliardata dai francesi al momento in cui

le Duchesse stanilo per la«eiare Palazzo Reale, ■.‘ in­

tende meglio la semplicità siildime del «acrificio ilei

minatore Pietro Micca. I

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passo più ili là ili queste

pitture, e dietro ai volti apparirebbe l'immortale

maschera di (iianduja: ma il passo non è compiuto,

e I aneddoti» non degenera ancora nella risata

plebea.

(.erto dalla narrazione dipinta di costoro alla pit­

tura vera e propria del (inala la distanza è enorme.

Kfsli domina la pittura piemontese del Settecento

con una maestria, con una maturità nella compo­

sizione e nello sfruttamento del tono che «tupirehlie

nel chiuso ambiente subalpino, -e non *i doves-ero

ricercare in lui

motivi

e modi, ispirazioni e stili

chiaramente

veneti e

specificatamente piazzette«chi.

I geo Ojetti per lui

ha

fatto il nome dello Strozzi.

Ma nell h.silier e Issnero il movimento delle ligure

è drci-anirnlr alla Piazzetta. come quei eile«tri.

verdi pallidi, lim ili e marroni luminosi come per

velati fuochi interni, lutta la 'ila torma è ili Imi-

zinne di luce, e pare un eco della forma tiepolcsca.

I n il («naia a \cne/.ia e frequentò forse quella

«cuoia del Piazzetta (di lui anziano ili circa sedici

anni) per la quale passarono innumerevoli "invaili'

Di fronte a certi «noi quadri come llssii/i/fl si sa­

rebbe invogliati a crederlo.

(1

ha»tò. a Ibdo^ua dove

pare culi «i «ia recalo, rinllueiiza del Crespi, cui

non tu estraneo il Piazzetta stesso? I ra i molti me­

riti della « personale » del (vnaia allestita ili Palazzo

(lanciano è anche la -cric ilei problemi che queste

pitture, dal troppo vasto Viratoli» ili San Domenico

ai noti (.anonici ili I.

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. dal bozzetto per la lia/taglia

itegli Allngesi rii "è come un tratto d'unione tra le

classiche battaglie venete cinquerrntr«rhe e le hai-

tallir fiammin^hr n i olandrsi dei tlur «noli sueces-

«ivi. ai vivacissimi ritratti di prelati n i avvocati,

sii'ritauo r propongono allo studioso. I.a pittura drl

(inala i-'i^r una valorizzazione ed una divulgazione

clic soltanto ora possono avere inizio.

Non co«i «‘ha da dire di \ ittorio \nicdeo Cigmaroli.

senza confronti più noto del tinaia non foss'altro

rlir prr la piarev olezza decorativa ilei

«110

jienerisinn

paesistico. Ma noto in qual modo? Precisamente

come un decoratore, pregialo dadi antiquari per

la qualità « vendibile » della «uà pittura. Orbene,

la sala rlir \ ittorio \ ialr ha dedicato a questo squi-

sito par«i«ta pirmontr-r è mi girali servizio reso alla

storia della nostra pittura regionale. K nel Cifiiia-

roli l'inizio di quella coerenza sentimentale che ili-

formerà la pittura paesistica piemontese dalla fine

del Settecento fino alla Scuola di Kivara. \edule di

valli e di pianure, giardini e parchi, scene cam­

pestri. idillii. paslorellerie: d'accordo. Ma «i guardi

ad rsrmpio la I alle /m l/iim i. Nulla ha dimenticato

il pittore, tutto ha voluto ritrarre, cercando nella

•uà invenzione il completamento della realtà natu­

rale: il fiume, la selva, il castello, i bovi che «‘ab­

beverano. il pastore col cablinolo, la pastorella che

sospira

1

‘iutrccciarsi d

‘ 1111

amoretto, la ^ran valle

colle montagne nevose, la chiesa sul poggio. il paese

con lo snello campanile. Ingenuità? Non lo ne­

rbiamo. lutto è faUo per convenzione di compo­

sizione. ma lutto è vero per l'amore con cui il par­

ticolare è osservalo e ritratto. Occorrerà attendere

ancora per trenta o quarant anni il punto di fusione

fra questo vero e que«lo falso, il superamento della

fanta-ia e del di«eor«o nella sintesi d una autentica

poc«ia. Ma ciò non toglie che in questa come in

altre pitture ri»narolr«rhc «ia I embrione della pit­

tura ottocentesca piemontese. I

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ra«sodar«i del

particolare pae»i«tieo. ed avremo d"Azeglio: un

rinsaldarsi del tcs«uto pittorico, ed avremo hdoardo

Perotti. K non occorrerà un eccessivo «forzo per

•'iung'ere a certi u lontani

>1

tipici di Marco Calde-

rini: anche «e questo sforzo rappresenti il supera­

mento di un secolo di disianza. Oliando il pittore

anticipa cosi I opera dei posteri, proprio ilev'es-

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