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Ignoto: Il conto Tracchi di LavaMiti

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risonanza nazionale c internazionale. Era la prima

volta «'Iu* Torino s'impegnava in una iniziativa «le!

fr<*n«*r«*. di pura arte retrospettiva, per un periodo

cosi prolungato, e ciò rende più significativo il magni-

tieo esito conseguito. Si aggiunga elle la Mostra ha

saputo creare per la nostra città un motivo <li parti­

colare attrazione richiamandovi, pur nell'estate, una

moltitudine di viaggiatori isolati e di gitanti in comi

tiva. Si è avviato in tal modo, mediante la più nobile

delle manifestazioni, quel risveglio turistico di Torini

che era ed è nei voti ili tutti

La rassegna ha inoltre avuto un valore dimostra

tivo specialmente caro al cuore e all'intelletto degl

italiani, in quanto ha attestato il gusto, il mecena­

tismo, la geniale sollecitudine sempre dimostrata dai

Principi di quella Casa che, in una prodigiosa meto­

dica ascensione, dopo aver unificata la Penisola

riconoscendo il valore di uomini nuovi e di nuovt

correnti di pensiero politico,doveva avviare la Nazione

alle presenti imperiali fortune.

L a Mostra, iu realtà, è stata per molti una sor

presa. Si sapeva scarsamente in Italia, e lo si ignorava

del tutto all'estero, ciò che il Piemonte ha fatto,

nel campo civile, nel Sei e Settecento. Kssa ha pro­

vato che il Piemonte, se fu grandissimo nella politica

e nelle armi, fu non meno fecondo di preziose insigni

opere nel campo delle Arti.

Riproduciamo in proposito il giudizio dato da

chiaro critico c studioso, il professor Enrico Boiliner,

direttore dell'istituto Germanico di Studi d'Arte di

Firenze. « L a Mostra di Palazzo ( ’arignano » egli cs

diceva, » è ottimamente ordinata e devo esprime!*

il mio elogio senza riserve al Podestà che l'ha pro­

mossa e agli organizzatori. Si stacca da tante altft

esposizioni che, sovente, non sanno evitare nei visi­

tatori un senso di monotonia. L'attuale Mostra tori­

nese è invece attraente per tutti e riesce di straordi­

naria utilità, l ' n'cspressionc sintetica sul Marocco

Piemontese? Esso, in tutte le sue manifestazioni

è di una indiscutibile importanza, ed ha poi avuto,

in architettura, una vera priorità verso la line dei

Sei e nella prima metà del Settecento. L a sua influenzi

s'è allora estesa nella Germania del sud, in Austria,

in rngheria ed iu Polonia. In Italia « ha concluso il

prof. Hodmer » salo il Barocco Veneziano può compe­

ter»* con quello Subalpino. La Mostra odierna, eh»

di quest'ultima raduna la eloquente documentazione,

costituisce perciò un'autentica benemerenza ».

K un'altro giudizio ci piace segnalare: quello del

dott. ta rlo Linfcrt critico della Frankfurter Zrilu

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il quale ha dichiarato: « Questa Mostra è semplice-

mente meravigliosa, così per la ricca ambientazione

come |>er la straordinaria quantità delle opere esposte.

Il Barocco Piemontese, tanto nel cam|M> dell'arte

come in quello dell'artigianato, presenta caratteri

propri, tali da non potarsi confondere con la corri-

spoiidente produzione di altre regioni italiane e stra-

niciv: è quindi di incontestabile attrattiva per tutti

l’iisx-rvarne c prenderne in esame le cospicue prove

i(iii raccolte ».

I! Linlert e il Itodmer hanno poi scritto lunghi

art ii oli elogiativi, il primo nel suo giornale, il secondo

nella X ru r Zihrhrr / ritmili di cui è collaboratore.

Si sono compiaciuti di visitare la Mostra diversi

membri della Casa Beale. Oltre il Sovrano e il P rin ­

cipe di Piemonte, vi si sono recati successivamente

S. A. B. la Principessa Maria di Piemonte, S. A. B . la

Duchessa di Pistoia, S. A. B. la Principessa Maria

Adelaide di Savoia Genova col consorte Principe Don

Lei me Massimo, S. E. la Contessa Jolanda Calvi

di Bergolo, le L L . AA . B B . il Duca di Genova e il

Conte di Torino, S. A. B. Filiberto di Savoia Genova

Duca di Pistoia.

Numerosi i Ministri e le personalità del Regime.

Oltre a tutte le Autorità e Gerarchie locali, a moltis­

simi Senatori, Deputati, Accademici d 'Italia, nota­

bilità della Scienza e dell'industria, del patriziato

e del riero, rileviamo nel lungo albo dei visitatori,

i seguenti nomi: S. E . il Ministro Achille Starace,

Segretario del P. N. F .; S. E. il Quadrumviro Cesare

Maria De Vecchi conte di Val Cismon, Governatore

ili Ifodi; S. E. Paolo Thaon di Bevel, Ministro delle

Finanze; S. E. Giuseppe Bottai, Ministro dell’Edu-

cazione Nazionale; S. E. Renato Ricci, allora Pre­

sidente dcll'Opera Nazionale Balilla; S. E. il Principe

Dentice, Vice-Governatore di Boma; S. E. Monsignor

Angelo Bartolomasi, Arcivescovo Militare d 'Ita lia ;

S. E. il Maresciallo d 'Italia Enrico Caviglia; S. E . il

Ministro Giuseppe Volpi conte di Misurata; la Meda­

glia d'Oro padre Borello; S. E. il conte Paulucci de’

('alboli Barone, presidente dell'istituto Cinemato­

grafico " Luce », il quale ha disposto perchè della

Mostra sia eseguito un tilm con le sale e le opere

principali, tilm che è infatti stato «girato» nell'ul­

tima settimana, e che rimarrà come una utile testi­

monianza dell’avvenimento.

Fra le personalità straniere: il colonnello Enno Voti

Hintelen, addetto militare all’Ambasciata Tedesca

di Boma; il conte Carlo Bomer, ministro plenipo­

tenziario polacco; il dott. Carlo Fiehler e il dott. Carlo

Tenipel, rispettivamente primo e secondo tmrgomastro

di Monaco, ecc.

Segnaliamo ancora il largo concorso della stampa.

Sino venuti a visitare la Mostra i rappresentanti e

(‘urrispondenti dei più importanti quotidiani e delle

nuggiori riviste italiane; gli inviati di giornali e

p» riodici francesi, tedeschi, inglesi, svizzeri, austriaci,

ungheresi, americani.

Fra le comitive di visitatori stranieri rammentiamo

gh ufficiali rumeni appartenenti alla Scuola Supe­

riore di Guerra di Bucarest; gli allievi e ufficiali del-

l'Accademia Militare di Budapest; gli agenti polacchi

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