si ’i. in quei tempi. ilu /irotluzioni più importanti
-
lessano
'^li offrii
ii
nulla. /•. la (.vira ? Perchè. r i
ti erniosi alla Mostra tirila Meccanica. non riti-
li eia I inventore'/ Perchè non esaminare. almeno.
I irruzione italiana, se il Um e tto
tome spe-
ri no — non è stati» ancora t rillilo all estero: per-
<1 inni slinliare seriamente la possibilità tli mettere
I l alia, per prima, sulla ria ilei iloinani'f
I
I
pure — iliciamolo francamente
urrà ila re
ni’e il tempo (tra uno. Ira liieci o Ira cento ann i)
che ilei nostri attuali tlisclii. per quanto artistica-
mente perfetti, si sorriderà come oggi si sorride ilei
cilindri ili ieri.
iln ora infiliamo raccontare una nostra interessante
l
icita. Siamo stali
a
vedere i laboratori ili incisione
della Società ('.etra: socirtà torinese, che incide i
snoi dischi al Teatro
H.I.A.R.
ili Torino. Siamo
nniasti ammirati. ('. era. ad esempio. una fnirete
letteralmente coperta tli fili, e restammo assorti a
uutirilnre. I dirigenti — forniti a un lem no di
'<mima competenza e ili squisita cortesia — starano
per prill arsi a spiegare anche tiuel groviglio ili fili
per il anale la rot e deU artista era tlcslinala a ginn-
cere a m ilioni di uomini. Per fortuna ci renne in
aiuto l'ottimo fotografo che era con noi: lac. foto
grafò la parete: consertammo
rimanine, e
sfug
gimmo la spiegazione.
I un certo punto ci rifugiammo in un palco; sotto,
in platea, lutto era pronto per incidere un pezzo
della Tom'u. Sj comincia. « l n'ultim a grazia... ».
h’. la prora /ter il disco tli cera. Quando è finito da
un altro palco un signore urla: « Maestro, quindici
secondi ili meno ». Altro che il dramma di noi
giornalisti, con le famose righe da tagliare: qui b i
sogna entrare giusti giusti nelle misure dei dischi,
che sono fisse e prestabilite. Ecco, tutti stanno a
sentire: la cera renile i suoni incisi e con ciò. tome
sopra dicevamo, si annulla.
Seconda prora, C.ampanello: un suono, un altro
suono, un terzo: una lampadina si accende, si
s
/
m
'-
gne. si riaccende: il maestro ha gli occhi fissi non
già sullo s/partilo. ma sul cronometro. Via. « l n 'u l
tima grazia... ».
Trenta secondi. Poi una voce da un /talco:
« Maestro, cera guasta. Ripetere ».
« Che cosa c'era? ».
1/altro urla più forte, scandendo le sillabe.
« ( ’.e-ra gua-sta ».
IwcNémi é«IU MOftHA: Gtoa Ci|M
o
Tucrtdi Pmn
ntrt mrnio tmcvandt con «*•
I solchi
mk
M dalla loro voc




