Scheda: Itinerario - Tipo: Storico

13. Dal Cimitero Monumentale ai quartieri: la lotta di Liberazione a Torino

Per il 70° anniversario della Liberazione, insieme alle celebrazioni ed alle manifestazioni commemorative promosse dalla Città e dalle Associazioni partigiane e dei deportati, si aggiunge il contributo di AFC (la Società pubblica del Comune che gestisce i cimiteri), per la riscoperta e la valorizzazione dei quartieri cittadini che sono stati testimoni della rappresaglia nazi-fascista. Con il percorso dedicato alla Resistenza “Dal Monumentale ai quartieri”, intendiamo ricordare le molte vittime degli eccidi e delle esecuzioni che sono sepolte nel Cimitero di Corso Novara. Se il Campo della Gloria è il luogo deputato alla rappresentazione del ricordo, il nostro sguardo si rivolge ai quartieri e alle strade di Torino cercando di contribuire a radicare, nelle giovani generazioni, il significato più autentico di un passato ancora recente e sentito. Per non dimenticare e mantenere viva la memoria delle donne e degli uomini che, con il loro sacrificio, hanno portato l’Italia alla liberazione dal nazi-fascismo e all’affermazione dei valori democratici (1)


CORSO NOVARA 135

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1. Il percorso sulla Resistenza: per non dimenticare la storia, gli uomini e i luoghi

Si comincia con dieci tappe contrassegnate da dieci leggii, ma il numero è destinato a crescere. Così come, col tempo, verrà a crearsi una vera propria biblioteca virtuale grazie alla pubblicazione sul sito www.cimiteritorino.it di tutto il materiale e la documentazione prodotta. Si raccontano storie di uomini e donne coraggiosi avvalendosi di strumenti moderni: ogni leggio sfrutta la tecnologia NFC (Near Field Communication) e riporta un QR-code che rimanda ad una pagina completa di contenuti multimediali, ed i collegamenti ai siti delle Associazioni e delle Fondazioni con cui si è collaborato per la realizzazione del progetto e alle quali va un sentito ringraziamento: ISTORETO, Museo diffuso della Resistenza, ANPI, ANED.

2. La mappa: gli uomini, i monumenti e i ricordi

Al visitatore viene dato un pieghevole con il percorso ed i punti di riferimento per i personaggi e le opere. Le tappe non sono state pensate in ordine di importanza e notorietà dei personaggi, ma sono state organizzate partendo dallo spazio. Si è pensato di iniziare dalle tombe più vicine all’ingresso principale di Corso Novara 135, nel Campo primitivo, per poi addentrarsi tra i viali sino a raggiungere il Cimitero Ebraico, quindi il Campo della Gloria e il Sacrario delle Vittime civili.

3. Partigiani morti e sopravvissuti

Il primo incontro è con il partigiano Giachino Erick delle “Brigate Matteotti”. Aveva 28 anni  quando venne fucilato al Martinetto insieme ad altri sette, tutti condannati a morte al processo del 1944 in cui venne giudicato l’intero Comitato regionale piemontese del CLN. Poi è la volta di Nicola Grosa, perseguitato politico durante il fascismo perché comunista, commissario nelle “Divisioni Garibaldi”, a guerra finita cercò i partigiani dispersi  per dare loro degna sepoltura. Novecento le salme recuperate e sepolte nel Campo della Gloria, di cui fu propugnatore. Si arriva quindi al Cimitero Ebraico, in viale della Consolata, dove si trovano lo scrittore e poeta Primo Levi e un altro grande personaggio di rilievo della Resistenza: Isacco Nahoum, il comandante della “IV Brigata partigiana Garibaldi Leo Lanfranco” che portò alla liberazione di Torino.

La lapide agli ebrei deportati è la quinta sosta. Scolpiti nella pietra i nomi dei torinesi della Comunità ebraica che non sono più tornati dai campi di sterminio: di 479 deportati ne tornarono 30. Come ha scritto Norberto Bobbio, con il loro olocausto gli ebrei ci ricordano “Non uno degli eventi, ma l’evento mostruoso della storia umana”. Poi si raggiunge il Campo della Gloria, il Sacrario della Resistenza. Già nei mesi successivi alla Liberazione nel 1945, la Città aveva capito che il Cimitero Monumentale era il luogo simbolo per non dimenticare.

Il Campo della Gloria è costituito da 48 cubi di pietra in cui riposano 1126 caduti durante la Resistenza: “Avanguardia di una migliore società umana”, ricorda la frase di Thomas Mann incisa sulla lapide. Alcuni non hanno nome. Ci sono anche combattenti di altre nazioni. Qui, tra gli altri, sono sepolti Dante Di Nanni e le sorelle, Vera e Libera Arduino, trucidate ad appena 18 e 16 anni. Due storie simbolo della cultura operaia e antifascista della Città.

Centoquarantadue partigiani del Campo della Gloria sono ricordati anche con una lapide nelle strade dove persero la vita. E così dal Monumentale il flusso della memoria raggiunge le borgate, i quartieri in cui si svolsero i fatti in quei giorni terribili. Il pieghevole realizzato per l’occasione riporta sia i nomi dei partigiani sepolti che i luoghi della città in cui si ricorda il loro sacrificio. Sempre al Campo della Gloria vi è anche un’urna con le ceneri dei Martiri cremati nei campi di sterminio; la figura martoriata del patriota, dalla quale si innalza verso il cielo lo spirito libero, è il soggetto scelto per il Monumento ai Caduti della Resistenza realizzato nel 1946, con due grossi blocchi di granito verde e bianco, da due artisti di fama internazionale, l’architetto Carlo Mollino e lo scultore Umberto Mastroianni. Il percorso dedicato alla Resistenza termina infine con la visita al Monumento alle Vittime civili, realizzato nel 1954 per volontà dell’Associazione Nazionale delle Vittime Civili di Guerra con il contributo del Comune di Torino per ricordare coloro che furono uccisi durante la vita quotidiana. Autori l’architetto Mario Oreglia e lo scultore Franco Garelli. I nomi delle 2045 vittime sono incisi su muri posti come quinte teatrali, come fossero proiettati su degli schermi. Al centro, un altare con la croce a cui si accede con lenta ascesa da un’ampia gradinata. Elemento strutturante della composizione è l’Ossario, un sarcofago sorretto da un unico pilastro. La scultura di Garelli raccoglie le tante schegge di ferro delle bombe cadute su Torino, causa di tante morti; sul pilastro più alto la scritta “1940-1945. Qui nella pace di Cristo riposano pietosamente raccolte le spoglie mortali dei Caduti civili di guerra”.

Note

(1) Stefano Lo Russo (Assessore ai Servizi cimiteriali) - Gilberto Giuffrida (Presidente AFC Torino S.p.A), in Adduci, Nicola [et al.] (a cura di), Che il silenzio non sia silenzio. Memoria civica dei caduti della Resistenza a Torino, Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà - Istoreto, Torino 2015, p. 170 -172

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