Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Villa Arduino

La palazzina, tra gli ultimi esempi di gusto neoeclettico a fronte delle incalzanti istanze razionaliste, è progettata nel 1928 per l’imprenditore edile Giuseppe Arduino dall’architetto Paolo Napione, autore nel medesimo anno del Teatro Alfa.


CORSO LECCE 63

Progetto: 1928

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  • villa

La palazzina viene edificata nel 1928 su progetto dell’architetto Paolo Napione, docente in costruzioni presso la Regia Scuola Tecnica Lagrange, autore nello stesso anno del Teatro Alfa e, quello successivo, della chiesa della Divina Provvidenza. Committente della villa, che da lui prese il nome, è il cavaliere Giuseppe Arduino, titolare di un’importante impresa edile nonché proprietario di diversi edifici nella zona, tra i quali la casa a cinque piani di gusto razionalista che farà costruire nel 1934 sul lato opposto della strada, in corso Lecce 57.
La palazzina a due piani, a struttura mista di muratura e cemento armato, con parziali sopraelevazioni a forma di torri formanti il terzo e quarto piano, è costruita in corso Lecce 108, ora 63, all’angolo con via Lessona, in una zona di recente sviluppo edilizio. Villa Arduino, che nel progetto originario presentava facciate più movimentate, sfrutta la posizione angolare per farne il suo imponente ingresso, composto da due elementi principali. Il primo è un volume che avanza fino a filo strada inglobando il portone di ingresso principale e l’atrio, con un terrazzo al primo piano; il secondo si svincola dal primo e si eleva a formare una torretta fortemente caratterizzata. Attorno a questo corpo angolare si articolano le due braccia laterali dell’edificio, le cui facciate sono percorse da un apparato decorativo ricco di affreschi e disegni fitomorfi e zoomorfi, realizzati in litocemento.
Il progetto prevede a sinistra dell’ingresso l’appartamento del custode e, a destra, gli uffici del cavaliere Arduino con i locali per i disegnatori, il segretario, l’amministrazione, mentre il piano superiore è destinato ad abitazione della famiglia.. L’anno successivo vengono aggiunti un magazzino, la rimessa e un fabbricato a uso portineria; mentre 1940 è la volta di una cancellata in cemento, poi demolita nel 1960. La villa fu in passato attribuita all’architetto Gino Coppedé (1866-1927), anche se il punto di riferimento principale è l’opera dell’architetto e restauratore Vittorio Mesturino, in particolare la palazzina in via Montevecchio 49 (1925). Entrambi i fabbricati ripropongono il gusto per il revival medievale ormai agli sgoccioli, proprio mentre negli stessi anni fanno la loro comparsa le tendenze innovatrici di Palazzo Gualino (1928-1939).
Villa Arduino è sottoposta a provvedimento di tutela ai sensi del codice dei beni culturali con D.D.R. 27/10/2008.

Note

Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
VILLA ARDUINO
Corso Lecce 63

Edificio di civile abitazione.
Edificio di civile abitazione di valore ambientale e documentario dell'involuzione in senso decorativo dello stile liberty. Edificio costruito su progetto di Gino Coppedé nel 1933.

M. LEVA PISTOI, 1964.
Tavola: 32

Fonti Archivistiche

  • Archivio Storico della Città di Torino, Progetti edilizi, 1928, pratica n. 137.
  • Archivio Edilizio della Città di Torino, Pratiche edilizie, 1929, pratiche nn. 1556, 2107.
  • Archivio Edilizio della Città di Torino, Pratiche edilizie, 1940, II Categoria, pratica n. 122 A.
  • Archivio Edilizio della Città di Torino, Pratiche edilizie, 1960, II Categoria, pratica n. 108 A.

Ente Responsabile

  • Associazione L&M – I Luoghi e la Memoria