Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Pepino, gelateria-caffè

Lo storico Caffè Pepino in Piazza Carignano è il fiore all'occhiello del marchio Gelati Pepino 1884, azienda famigliare che, con oltre un 130 anni di attività, produce gelati di alta qualità da ben cinque generazioni.


PIAZZA CARIGNANO 8

Notizie dal: 1884

Variazione: 1916
cambio di proprietà dell'impresa

Inaugurazione: 1929

Categorie

  • caffè

Tag

  • locali storici

1. Cenni storici

E’ il 1884 quando Domenico Pepino, gelatiere partenopeo, apre un piccolo laboratorio in piazza Carignano nella casa del conte Morelli (1),  e poi in piazza Solferino 1, a due passi dalla Cereria Conterno,  la “Vera Gelateria Napoletana”, laboratorio artigianale di gelati e sorbetti.

In pochi anni la gelateria  diventa il simbolo della grande pasticceria fredda a Torino. L’alta qualità e poi l’innovazione di lavorazione riconoscono all’azienda di gelati Pepino ben 4 stemmi reali, ricevuti tra il 1910 ed il 1932, con il titolo di fornitore di Real Casa. Nei primi anni di attività, Pepino partecipa anche alle alla prestigiosa Esposizione Generale Italiana del 1898 e alle Esposizioni Internazionali del 1902 e del 1911.

Nel 1916, pur mantenendone il nome, la gelateria di piazza Solferino viene ceduta con i suoi brevetti e  le sue ricette segrete all’industriale dolciario Giuseppe Feletti e al genero Giuseppe Cavagnino, già affermato industriale alimentare (“Estratti di carne Sole”) ed imprenditore illuminato, che danno un nuovo impulso alla produzione della ditta.

Nel 1929 la gelateria si trasferisce in piazza Carignano, dove si trova tuttora, con la denominazione “Gelateria Napoletana Pepino”, nei locali inseriti nell’elegante profilo dell’edificio che ospita il Teatro Carignano, prima appartenenti al Grande Ristorante Carignano, ex Ristorante Birreria Maffei, già Dreher (2). Nello stesso anno la produzione della gelateria si sposta nel nuovo grandioso laboratorio in via Verdi 33, inaugurando una nuova fase di maggior impulso commerciale grazie anche all’adozione del ghiaccio secco per l’esportazione dei prodotti; delizie richieste dai migliori ristoranti della città e spediti, secondo le cronache, anche a Roma a Benito Mussolini oltre che ai più importanti matrimoni e banchetti europei dell’epoca. Grazie all’uso del ghiaccio secco verranno quindi aperte le sedi  di Milano, Roma, Alassio, Nizza e Parigi, confermandosi così come i primi produttori di gelato ad aprire sedi fuori dal proprio territorio di origine ed oltre i confini nazionali.

Nel 1939 l'azienda inventa e brevetta quello che è considerato il suo prodotto più rappresentativo: il famoso Pinguino, un gelato da passeggio su stecco, ricoperto di cioccolato, divenuto nei decenni il gelato più imitato, prodotto e consumato del mondo.

2. Arredi

All’esterno, la storica gelateria si amplia con il bel dehors sul pavè della piazza; unico elemento segnalatore sono le insegne con la scritta Pepino in corsivo oro su fondo nero, inserite nella lunetta dei portali, sopra i serramenti in luce: la tutela della piazza, costante fin dall’Ottocento, non consente l’introduzione di nuovi elementi di arredo.

L’interno, un unico ambiente coperto da sei volte a crociera, mantiene oggi come un tempo la sua fisionomia da salotto, con i suoi velluti cremisi delle sedute a schienali continui su tre pareti e l’arredo ligneo, anni Cinquanta, dalle calde nuances: una boiserie a pennelli con appliques alternati a specchi fodera le pareti a metà altezza il cui disegno è ripreso nel bancone a L, in parte rifatto, e nel rivestimento a specchi dei due pilastri della sala. Completano l’arredo una serie di tavolini anni Trenta, con piano d’appoggio tondo in marmo gialli su colonnina a sezione quadrata e basamento ottagonale, in metallo laccato di rosso.

Note

(1)  La primissima collocazione della gelateria nella piazza, verosimilmente nel fabbricato a ponente dell’ingresso del teatro verso l’attuale via Principe Amedeo, è segnalata da Dina Rebaudengo, p. 69.

(2) “Dove si trova la gelateria Penino si trovava un laboratorio di mobili, già citato nei vecchi documenti dal 1838 ca.; lo ritroviamo a metà Ottocento come “ebanisti e negozianti di mobili Giuseppe Antonio Calderoni successore Medone”, sino al 1860. Nel 1868 diventa “Caffè del Mondo” citato dai giornali umoristici, che durerà solo due anni, sino al 1870, quando prende la denominazione di “Caffè Teatro Carignano” proprietario Felice Creola; dieci anni dopo diviene birreria “A. Dreher”. Il 12 marzo 1880, Giovanni Battista Corazzi, proprietario della birreria, chiede di chiudere con una cancellata l’arcata del portico verso mezzogiorno, dove si trovava l’accesso al loggione del teatro; con deliberazione della Giunta municipale viene concesso il permesso per una superficie totale di dieci metri e la facoltà di occuparla con tavolini; il locale comincia così a prendere l’attuale fisionomia. La birreria Dreher nel corso degli anni cambiò diversi proprietari, rimanendo in piazza Carignano per circa cinquant’anni; l’ultimo proprietario della Dreher fu Ernesto Maffei.” Cit. Dina Rebaudengo, p. 69.

Ernesto Maffei aveva rilevato la birreria nel 1908 da Pietro Paggetti e lo cedette nel 1914 a Gioachino Ferrero. Verso il 1925 risulta Grande Ristorante Carignano passato nel 1929 alla Gelateria Pepino.

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Ente Responsabile

  • MuseoTorino, 2016