Scheda: Soggetto - Tipo: Impresa

Cioccolata Landò

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L’edificio, adibito a conceria (famiglia Watzembourn) a fine Settecento, viene preso in locazione da Giovanni Martino Bianchini, che intorno al 1820 vi installa una macchina di sua invenzione per la produzione del cioccolato: nasce la fabbrica di cioccolata Landò. A Bianchini subentra, intorno al 1830, Paolo Caffarel.

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Nel 1819 un mastro cioccolataio di origine svizzera, Giacomo Martino Bianchini, inventa una macchina che rivoluziona il modo di produrre cioccolato, ottenendo dal Re l’uso esclusivo di tale macchina per dieci anni. La macchina, che si muove grazie alla forza idraulica, è in grado di tritare, mondare, cuocere e selezionare il cacao, mescolarlo allo zucchero e alle spezie arrivando infine al prodotto finito. Secondo il suo inventore il meccanismo è in grado di funzionare con l’ausilio di un solo operatore e di abbreviare in maniera sensibile i tempi di produzione della cioccolata, riducendone in tal modo anche i costi di produzione.
L’anno successivo Bianchini affitta per nove anni la conceria Watzembourn e vi installa la sua macchina: nasce così la prima fabbrica di cioccolato di Torino; in precedenza il cioccolato veniva prodotto esclusivamente a livello artigianale, in piccole botteghe. L’azienda assume il nome di “fabbrica di cioccolato Landò” (dal soprannome della famiglia Watzembourn, locataria dello stabile). Bianchini possiede inoltre alcuni punti vendita in Via santa Teresa 7 e 8 e in Contrada Dora Grossa 33. La macchina di Bianchini otterrà molti riconoscimenti ufficiali, ma malauguratamente l’inventore muore prematuramente nel 1837, secondo la testimonianza di Paolo Caffarel – che ne rileverà l’attività - a causa dell’«estremità cui il prefatto meccanismo ha ridotto l’infelice suo autore» (1). Secondo lo stesso Caffarel l’invenzione del Bianchini è ben lungi da produrre il profitto sperato, in ragione degli elevati costi di gestione e riparazione dell’apparecchio.

Cronologia

1819 − Bianchini inventa una macchina che rivoluziona il modo di produrre cioccolato, ottenendo dal Re l’uso esclusivo di suddetta macchina per dieci anni;

1820 − Giovanni Martino Bianchini affitta dalla vedova Watzembourn l’edificio dell’omonima conceria e lo adibisce a fabbrica di cioccolato, istallando la sua macchina;

1828 − Caffarel acquista l’edificio di Via Carena, diventando socio di Bianchini;

1837 − Bianchini muore e Caffarel gli subentra definitivamente.



Note

1. La citazione, come la maggior parte delle informazioni concernenti Bianchini, è tratta da Mauro Silvio Ainardi, Paolo Brunati, Le fabbriche da cioccolata. Nascita e sviluppo di un'industria lungo i canali di Torino, Allemandi, Torino 2008, p. 49.

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