Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Quartiere “Esagono” della Cittadella (resti degli ambienti sotterranei)

L’opera, così denominata in ragione della sua pianta, è costruita all’inizio degli anni Venti dell’Ottocento con funzioni di torre d’artiglieria e di caserma, nell’ambito dell’ultimo progetto di potenziamento delle difese della Cittadella prima della sua demolizione, autorizzata nel 1856.


Lat: 45.069818 Long: 7.672221

Demolizione: XIX Sec. (1800-1899)
Demolizione parziale, si conservano gli ambienti interrati

Progetto: 1819

Costruzione: 1820

Inaugurazione: 1827

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  • edificio militare

Fondato nel piazzale interno della Cittadella nel 1820, è parte di un più ampio progetto dello Stato Maggiore sardo, risalente al 1819 e non completato, che prevedeva la costruzione di due massicci quartieri a pianta esagonale con funzione di torrioni difensivi e caserme, completati da due maniche convergenti sul Mastio, anch’esso oggetto, nelle intenzioni, di un generale intervento di ristrutturazione.
Il quartiere sud è il solo a essere costruito, articolato su cinque livelli di cui i due superiori, emergenti al di sopra dei terrapieni del corpo di piazza, destinati ad alloggiare 60 bocche da fuoco, metà a cielo aperto lungo i parapetti della terrazza sommitale, metà nelle casamatte del piano sottostante dotato, verso il cortile interno, di grandi aperture semicircolari per lo smaltimento dei fumi degli spari. I tre piani inferiori, di cui uno interrato, protetti dalle cortine della Cittadella e dalle robuste muraglie dei piani superiori, ospitavano invece l’apparato logistico della struttura, come gli alloggi per la truppa e le scuderie.
Dopo l’abbandono del progetto, causa il concomitante impegno finanziario per il potenziamento della piazza di Genova e l’impostazione dei forti di l’Esseillon, il quartiere, terminato nel 1827, viene successivamente ridotto a semplice caserma, per poi essere, infine, abbattuto negli ultimi anni dell’Ottocento, nel corso del processo di urbanizzazione dei terreni dell’ormai demolita Cittadella –  isolati fra via De Sonnaz, via Avogadro, via Valfrè, via Papacino d’Antoni –, risparmiando tuttavia gran parte degli ambienti del piano interrato, tuttora ben conservati, riutilizzati come vani scantinati per i “nuovi” fabbricati residenziali.

Fonti Archivistiche

  • Biblioteca Reale di Torino (BRT), Disegni O.XIII, CHIODO Agostino, DIREZIONE DI TORINO. PIANO DELLA CITTADELLA DI TORINO colla distribuzione interna dei varj Edifizi, 1846.
  • Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio di Roma (ISCAG), Ufficio Tecnico del Corpo Reale del Genio, Pianta d’una parte della Cittadella di Torino, 7 aprile 1819, FT037/B2466.
  • Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio di Roma (ISCAG), Ufficio Tecnico del Corpo Reale del Genio, Facciata e Profilo formati sopra la linea segnata A B, 7 aprile 1819, FT037/B2467.
  • Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio di Roma (ISCAG), Ufficio Tecnico del Corpo Reale del Genio, Profilo formato sopra la linea segnata C D / Profilo E F / Profilo G H / Profilo I L, 7 aprile 1819, FT037/B2468.
  • Archivio Storico della Città di Torino (ASCT), Collezione Simeom, D 561.

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  • CeSRAMP