Scheda: Luogo - Tipo: Monumenti, lapidi e fontane

Edicola votiva all’incrocio tra via Verolengo e via Assisi

Edicola con l’effigie della Madonna della Consolata e la data del 1706, anno dell’assedio della città. Costruita negli anni Cinquanta per sostituire un pilone commemorativo preesistente, è tutt’ora uno dei luoghi della devozione popolare di Lucento.

 


Lat: 45.09575 Long: 7.66738

Notizie dal: 1950

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  • monumento

All’incrocio tra via Verolengo e via Assisi è presente un’edicola che, dalla presenza di fiori e candele votive, appare uno dei luoghi della devozione popolare di Lucento. Al suo interno, in una nicchia chiusa da una grata metallica, è custodito un bassorilievo della Madonna della Consolata e un’incisione recante la data 1706. Erroneamente in diversi studi è considerata uno dei pilastrini posti dal duca Vittorio Amedeo II alla fine dell’assedio del 1706 per commemorare la vittoria sui Francesi. Analizzando le caratteristiche del manufatto invece si suppone, riprendendo l’ipotesi di Maria Teresa Silvestrini, che risalga agli anni Cinquanta del XX secolo. L’edicola presumibilmente sarebbe stata costruita per sostituire un preesistente pilone della seconda metà dell’Ottocento descritto nel 1906 in una testimonianza di Giovanni Bruno. Secondo l’autore, tale pilone fu eretto per conservare una lapide, raffigurante la Madonna della Consolata e la data 1706, posizionata in precedenza all’ingresso della Scaravella, cascina situata fino agli anni Trenta all’incrocio ideale tra via Assisi e corso Brin. La lapide, probabilmente, è posta nel cascinale perché durante l’assedio i Francesi qui installano una postazione d’artiglieria. A seguito di lavori di ristrutturazione della Scaravella, la lapide sarebbe stata spostata e incastonata nel pilone poi sostituito dall’edicola.

 

Fonti Archivistiche

  • Archivio Storico Città di Torino, Ordinati municipali, 1708, foglio 64-65.

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Ente Responsabile

  • CdS Circoscrizione 5
  • Comitato Parco Dora