Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Cascina Juva, il Lingotto

La "Juva", nata come cascina Lingotto e afferente al castello, sorgeva nell’omonimo feudo sin dal ‘500. Nel corso dei secoli, il complesso ha subito diverse modifiche fino a stabilizzarsi dalla fine del ‘700. La pianta rimane invariata fino alla metà del ‘900. Attualmente l’edificio è adibito ad attività commerciali e residenziali e l’unica evidenza che si conserva è un arco portale bugnato settecentesco.


VIA PASSO BUOLE 60 bis

Notizie dal: XVI Sec. (1500-1599)

Trasformazione: 1762
variazione dell’impianto planimetrico

Trasformazione: 1970
trasformata in attività commerciali e residenziali

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  • bombardamento | abitazione | cascina

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La Juva, un tempo conosciuta come il Lingotto, sorgeva nell’omonimo feudo dove sin dal ‘500 vennero edificate strutture rurali. Dalle carte seicentesche, la cascina appare parte del complesso del castello del Lingotto che era inoltre dotato di giardini, orti e un edificio religioso. In una carta sciolta conservata all’Archivio Storico della Città di Torino (n. 3061) risalente al 1674 la cascina viene rilevata come un corpo di fabbrica a corte chiusa e con l’impianto planimetrico a “C” adiacente ad una manica trasversale collegata alla chiesa.

Nella Carta della caccia del 1762, si osserva una variazione dell’impianto planimetrico che diviene a blocco chiuso, mediante la demolizione della parte Ovest della manica trasversale. Nel 1791, l’architetto Amedeo Grossi, nella Carta corografica dimostrativa del territorio di Torino, rileva il complesso del Lingotto come: “Piccolo borgo capitale d’un feudo di detto nome compreso nel territorio di Torino situato a sinistra della strada di Pinerolo lungi due miglia da Torino". Il Grossi, oltre alla cascina, individua la Chiesa parrocchiale con molte case e attribuisce la proprietà del complesso all’illustrissimo signor conte di "Lavaldiggi". Nel Catasto Napoleonico del 1804 si osserva un mantenimento dell’impianto di fine Settecento. Nel 1820, nelle mappe del Catasto Gatti, non si registrano variazioni planimetriche e il complesso architettonico risulta costituito da casa rustica, casa civile, casi da terra (depositi di attrezzi e prodotti agricoli), orti, campi e giardini. Antonio Rabbini nel 1840 la rappresenta senza fornire indicazioni sulla proprietà, in questa fase vengono individuate due fabbriche a corte chiusa. Nel 1901 la proprietà passa alla famiglia Juva da cui prende il nome da questo momento in poi; ancora nelle fonti archivistiche IGM 1911 si possono rilevare due corti chiuse, la chiesa nell’angolo Sud-Ovest del complesso e giardini a Est. La famiglia Juva mantiene la proprietà per 16 anni e nel 1917 proprietà passa al demanio. Nella Pianta di Torino del 1935, si osserva la scomparsa dei giardini orientali, dovuta alla costruzione di nuovi complessi edilizi adiacenti. Nelle fonti archivistiche IGM del 1974, la cascina appare ormai completamente inglobata nel tessuto urbano che si è sviluppato dagli anni ’50 in avanti. Durante il secondo conflitto mondiale, il complesso viene lievemente sinistrato dai bombardamenti in data imprecisata.

Attualmente l’edificio, di proprietà privata e fortemente ristrutturato, è adibito ad attività commerciali e residenziali e l’unica evidenza storica che si conserva è un arco portale bugnato settecentesco,  che copre un passaggio tra via Passo Buole e via Palma di Cesnola.

Note

Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
IUVA (LINGOTTO)
Via Passo Buole 60

Cascina di pianura.
Segnalazione di edificio rurale di interesse documentario, esempio di cascina di pianura, ora inserita nel costruito con uso residenziale.
Nella cartografia a partire dal Settecento è indicata come: «Il Lingotto» o «cascina Lingotto».

A. GROSSI, 1790, p. 83, 27 D. 4; CARTA COROGRAFICA DIMOSTRATIVA […], 1791, PLAN GEOMETRIQUE […], 1805; [Catasto RABBINI], 1866; TOPOGRAFIA /DELLA CITTÀ […], 1840; E. GRIBAUDI ROSSI, 1970, p. 34.
Tavola: 73

Sitografia

Fonti Archivistiche

  • Cristoforo Elia , Pianta di tutta la campagna di Miraflores, 1632, Archivio Storico della Città di Torino, Carte Sciolte, CS 3938
  • La Marchia , Carte de la Montagne de Turin avec l’etendue de la pleine dépuis le Sangon jusqu’a la Sture, 1694 – 1703, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte topografiche per A e B, Torino, Torino 14
  • Carta Topografica della Caccia, 1760-1766, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte topografiche segrete, Torino 15 A VI Rosso
  • Amedeo Grossi, Carta Corografica dimostrativa del territorio della Città di Torino, 1791, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D1800
  • Plan Geomêtrique de la Commune de Turin, 1805, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Francese, Allegato A, Mappe del Catasto Francese, Circondario di Torino, Mandamento di Torino, Torino
  • Andrea Gatti, Catasto Gatti, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, CAG, sez. 50
  • Andrea Gatti, Colonnario Territoriale, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, COLL TER, sez. 50, art. 1951
  • Antonio Rabbini, Topografia della Città e Territorio di Torino, 1840, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D1803
  • Antonio Rabbini, Mappa originale del Comune di Torino, 1866, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Rabbini, Circondario di Torino, Mappe, distribuzione dei fogli di mappa e linea territoriale, Torino
  • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1911, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D135
  • Servizio Tecnico Municipale del Comune di Torino, Pianta di Torino, 1935, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.8
  • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1974, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.11
  • ASCT, Fondo danni di guerra, inv. 2359, cart. 47, fasc. 4 , n. ord. 4

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