Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Vetreria Berruto

Edificio costruito a inizio Ottocento, usato come fornace e magazzino della Fabbrica di vetri e cristalli di Chiusa Pesio. Intorno al 1830 venne risistemata la parte frontale con l'aggiunta di una sala d'esposizione, dotata di arredi pregevoli, e di una nuova facciata neoclassica. Nel 1999 è stato restaurato e adibito a biblioteca dell'Università.


PIAZZA VITTORIO VENETO 5

Costruzione: 1800 - 1820

Ampliamento: 1830

Variazione: 1997 - 1999

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Il recupero dell'edificio

Il restauro e recupero funzionale delle ex vetrerie Berruto ed ex istituto Cairoli da parte dell’Università degli Studi di Torino si inserisce in un più vasto programma di riqualificazione dell’area compreso tra Palazzo Nuovo, il Rettorato di via Verdi 8 e gli spazi urbani adiacenti.

Il complesso è situato nell’isolato di San Gerolamo compreso tra via Verdi a nord, via Giulia di Barolo a est, Piazza Vittorio e via Po a sud, via Sant’Ottavio a ovest. Nel 1997 lo studio AS architetti associati (di Edoardo Astegiano, Renzo Conti, Federico Morgando in associazione con Stefano Trucco e l'ufficio tecnico dell'Università di Torino) ha realizzato un progetto di recupero delle ex vetrerie Berruto, puntando alla riqualificazione dell'edificio industriale caratterizzato da ampi spazi voltati e da una sala di esposizione con dipinti murali e scaffalature lignee originali. I locali dell'ex vetreria sono stati adibiti a biblioteca.

Una curiosità: nel cortile c'era un orologio solare posto sulla parete, ne rimane solo lo stilo in ferro battuto.

Note

Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
VETRERIA BERRUTO, EX-AVENA
Piazza Vittorio 5

Edificio ad uso industriale e commerciale.
Edificio di valore documentario, pregevole testimonianza di opificio (in disuso) e negozio di primo Ottocento con arredi conservati integralmente.
Edificio attuato nei primi anni dell'Ottocento sulla spianata del bastione S. Antonio. Era usato come fornace e magazzino della Fabbrica di vetri e cristalli di Chiusa Pesio, spostata da Torino a metà Settecento. Intorno al 1830 venne risistemata la parte frontale con l'aggiunta di una sala d'esposizione, dotata di arredi pregevoli, e di una nuova facciata neoclassica.

ASCT, Progetti Edilizi, f. 1c/1830; ISTITUTO DI ARCHITETTURA TECNICA, I968, vol. II, p. 249; L. PALMUCCI, 1979, pp. 83-113.
Tavola: 42/50

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