Scheda: Tema - Tipo: Architettura e urbanistica

Torri di cortina

Le torri di cortina, al pari delle porte urbane, definiscono il perimetro difensivo della città sino al tardo Cinquecento. Di esse ci restano oggi solo due strutture di fondazione, riconducibili all’età augustea.


Periodo di riferimento: I secolo a.C.

Periodo di riferimento: XVI secolo

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  • mura | torre

Se si osserva la raffigurazione di Torino di Giovanni Caracca (ante 1568-1607) del 1572, si intuisce facilmente come buona parte dell’onere difensivo, oltre che alla nuova cittadella, fosse ancora attribuito alle vecchie mura e al gran numero di torri che, a intervalli regolari, ne punteggiavano il perimetro. Si tratta perlopiù di manufatti con piante semicircolari o poligonali, a gola aperta, con fusto meno sviluppato in altezza rispetto alle torri delle porte, ma molto simili a queste per morfologia e struttura.
Di tale complesso apparato, smantellato, al pari delle mura, nel corso dei programmi di ingrandimento delle cortine difensive della capitale nel Seicento e nel Settecento, non sono oggi visibili che alcuni lacerti: una torre di spigolo in Via Consolata angolo Via Carlo Ignazio Giulio e una di cortina nei giardini del Museo d’Antichità, accanto a Via XX Settembre, hanno forma quadrilatera esternamente e poligonale all’interno, del tutto simili, relativamente alla tecnica muraria, a quanto sopravvive delle mura romane.
Ci troveremmo, in sostanza, di fronte a una situazione analoga a quella che è rilevabile per le cortine che le torri erano demandate a proteggere, dove, a fronte di opere di sistematico restauro, evidente soprattutto a partire dal XIII secolo, molto poco, soprattutto in termini di tracciato complessivo, era mutato dall’età augustea.

Fonti Archivistiche

  • Biblioteca Reale di Torino (BRT), Incisioni, III 16

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  • CeSRAMP